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Santiago Lange e Cecilia Carranza esultano dopo la conferma della conquista dell'oro. Foto Sailing Energy

Rio de Janeiro, Brasile- La storia dell’Olimpiade della vela ha il volto scavato da anni di sole di Santiago Lange, detto El Flaco, campione argentino di purissima razza e grande intelligenza. E’ lui, insieme a Cecilia Carranza, ha emozionare tutta la Marina da Gloria e la spiaggia di Flamengo, dove impazza la hinchada argentina neanche ci fosse Messi. Invece nel campo di regata del Pan di Zucchero c’è Santiago Lange, da San Isidro, lì dove il Paranà si apre nelle acque marroni del Rio de la Plata, sobborgo di Buenos Aires e terra di grandi regatistas.

Santiago Lange e Cecilia Carranza esultano dopo la conferma della conquista dell'oro. Foto Sailing Energy
Santiago Lange e Cecilia Carranza esultano dopo la conferma della conquista dell’oro. Foto Sailing Energy

Piccolo particolare: Lange lì ci è nato il 22 settembre del 1961. Ha quindi 54 anni, 55 tra un mese, e ha qui a Rio i due suoi figli Yago e Klaus che regatano nella classe 49er. Non solo, qui Lange, che in carriera ha già vinto tre mondiali Snipe e due bronzi olimpici in Tornado nel 2004 e 2008, regatava contro giovani velisti che potrebbero essere suoi figli e sono significative le sue parole in conferenza stampa: “E’ una fortuna per me regatare contro i giovani, ho molto da imparare da loro, una manovra, un movimento…”.

Dove a Lange difetta l’età compensa invece il carisma e la preparazione. Di livello superiore, rappresentante di quella generazione dorata che fece grande la vela olimpica e l’America’s Cup tra gli Anni Ottanta e i primi Duemila. E la forza di Santiago, il never give up, il “non mollare mai” sportivo si manifesta in una regata in recupero, con una penalità subito dopo la partenza che avrebbe ammazzato chiunque e un’altra nella poppa finale, dopo che si è manifestato anche nella vita. Santiago Lange, infatti, è reduce da un tumore e dall’asportazione di metà polmone avvenuta solo undici mesi fa. “Non amavo parlare di questo, poi qualcuno mi ha fatto notare che forse la mia storia poteva aiutare persone in situazioni simili e ho cambiato parere”, dice Lange.

Il podio dei Nacra 17
Il podio dei Nacra 17

La sua regata è, in effetti, un esempio di determinazione e lucidità. “Alla prima penalità ho pensato che sarebbe stata dura recuperare, poi ho alzato gli occhi e ho visto il campo di regata a chiazze e ho detto a Cecilia, vamos carajo, possiamo recuperare. Alla prima bolina eravamo ancora ultimi ma anche lì ho alzato gli occhi e ho deciso in un attimo che la poppa sarebbe stata buona sulla sinistra e ci siamo buttati lì, recuperando cinque barche. Non possiamo fermarci ora, neanche alla seconda penalità per un nostro errore sugli austriaci, e siamo sempre andati avanti. All’arrivo non eravamo sicuri della classifica, anche perché il gennaker australiano e quello kiwi si assomigliano e pensavamo che avessero vinto gli aussie, invece poi ci hanno detto che l’oro era nostro ed eccoci qui”.

Riuscire a vincere l’oro olimpico per un punto, partendo da ultimo con una penalizzazione, arrivare a riprendere la flotta e poi fermarsi ancora per un’altro 360 e riuscire ad uscirne con un oro olimpico al collo a 54 anni ha qualcosa di leggendario. La storia dell’Olimpiade va a premiare uno dei velisti più apprezzati del panorama internazionale. Ingegnere navale, apprezzatissimo da tutti per le qualità e la capacità di trasmetterle ai più giovani, ha commosso tutti quando i figli Yago e Klaus si sono buttati a nuoto nelle acque grigie della Guanabara Bay per raggiungere il cat del padre che stava festeggiando. Un abbraccio famigliare, di due generazioni di velisti in gara nella stessa Olimpiade, che ha fatto capire quanto grande e intensia sia stata questa vittoria.

Santiago Lange festeggia con la prodiera Cecilia Carranza e con i figli Yago e Klaus, che a Rio regatano in 49er sempre per l'Argentina. Foto Sailing Energy
Santiago Lange festeggia con la prodiera Cecilia Carranza e con i figli Yago e Klaus, che a Rio regatano in 49er sempre per l’Argentina. Foto Sailing Energy

Così come l’applauso spontaneo che in sala stampa è stato riservato a Santi Lange, uno degli ultimi esponenti di quella generazione di campioni che ha fatto grande la vela olimpica, ha evocato altri grandi della storia olimpica. Lange è capace di insegnare e far capire ai più giovani quali sono le doti e le qualità che servono per poter emergere e vingere nell’appuntamento più importante dello sport e che si sta concludendo qui nella magica e contorta Rio. Lo dimostra in risposte di grande acume, con valutazioni sulla necessità da parte di World Sailing di mantenere fede alla conferma delle classi olimpiche per il 2020, in modo da “garantire continuità e credibilità al movimento olimpico”, oppure sui rinnovamenti tecnici necessari ma mai obbligati. Un esempio per chiunque ama la vela. Enhorabuena Santi, te lo has ganado, flaco.

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