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Riguardo alla lettera aperta a Francesco Ettorre, sul tema classe diporto, inviataci dal lettore Corrado Perini, e che ha avuto una notevole diffusione tramite Fare Vela, riceviamo e pubblichiamo l’opinione/replica di Bruno Finzi. Finzi è il presidente dell’ORC, l’ente che sovraintende al sistema di stazza ORC, che insieme all’IRC è il più diffuso a livello internazionale.

La flotta in azione a Palermo, in primo piano il GS37 Sagola di Beppe Fornich
La flotta in azione all’Assoluto ORC 2016 di Palermo, in primo piano il GS37 Sagola di Beppe Fornich

Leggendo la lettera aperta a Francesco Ettorre a firma di Corrado Perini, pubblicata su Farevela.net in qualità di presidente dell’Offshore Racing Congress, ORC, mi sento di dover dare alcune spiegazioni per chiarire meglio la  funzionalità dei certificati e l’assoluta imparzialità degli stessi.

Mi riferisco in particolar modo alla frase ” … Proprietari di un vecchio Grand Soleil piuttosto che di un altrettanto vecchio Comet  che non vale la pena stazzare ORC e, paradossalmente, se stazzato pagherebbe un compenso ad imbarcazioni più moderne e più veloci costruite su una logica progettuale conforme ai regolamenti ORC”. Espresso in questo modo il concetto sembra che si voglia intendere un certo favoritismo verso una o l’altra barca, cosa non vera e inaccettabile per un organismo tecnico scientifico internazionale ed internazionalmente conosciuto, utilizzato ed apprezzato. Prova ne è che già da qualche anno i vincitori sui campi di regata più importanti si alternano tra barche di ultima generazione e barche, anche medio-piccole, in auge negli anni passati a seconda che queste siano condotte o meno al meglio dagli equipaggi più meritevoli di volta in volta. Diverso è dire che anche le barche un po’ datate seguendo le normative ORC possono ottenere rating migliorativi.

Quello dell’onestà intellettuale è un punto fondamentale per tutti coloro che collaborano con il sistema ORC al fine di rendere omogenee le flotte in gara e mi dispiace contraddirla nell’affermare che l’ORC negli ultimi anni ha dato gran prova di sé, tanto da essere riconosciuto dall’ISAF, oggi World Sailing, come l’unico regolamento scientifco, trasparente ed all’avanguardia  e da essere utilizzato in oltre 40 paesi nel mondo oltre che, unico sistema di rating, ad avere la possibilità di organizzare campionati nazionali, internazionali e mondiali che negli ultimi quattro anni hanno visto la partecipazione di oltre cento imbarcazioni.

Perchè una regata possa chiamarsi tale deve avere un minimo di omogeneità sui diversi campi e per i diversi circoli organizzatori e proprio per venire incontro a chi si vuole solo divertire, abbiamo messo a punto ormai da più di un decennio un certificato semplificato ORC Club con un handicap che consente di stilare una classifica in modo semplice e immediato anche a chi non è particolarmente esperto od aggiornato.

Mi auguro di aver chiarito alcuni importanti punti relativi alle sue osservazioni sull’Orc
Cordialmente

Bruno Finzi
ORC Chairman

Restiamo a disposizione di eventuali repliche anche da parte dell’UVAI, Unione Vela d’Altura Italiana che per la richiesta dei rinnovi annuali era uno dei destinatari della lettera citata, e dello stesso Ettorre, candidato alla presidenza FIV, sul tema della normativa riguardante le regate di circolo.

5 COMMENTS

  1. IMHO
    Già sui monotipi gli stazzatori si trovano ad inseguire i regatanti, con difficoltà. Tra barche diverse non so proprio quale regolamento scientifico possa dare garanzie… Il divertimento è una cosa degnissima, anche chiamandolo regata, ma una vera regata non in monotipia mi pare un ossimoro.

  2. Egregio Dott. Finzi, chiunque abbia assistito ad una stazza ORC troverebbe molto da ridire sulla scientificità dei metodi utilizzati, tuttavia non sono un tecnico e non voglio addentrarmi nella materia, basterebbe però chiedersi dove sono finite alcune barche dominatrici di intere stagioni per capire come la scientificità dell’ ORC possa essere aggirata con una certa facilità evidentemente; ma non è questo il punto, a noi non interessa mettere naso o lingua nei campionati che l’ORC meritatamente o meno gestisce, ci sarebbe sufficiente non essere costretti a sborsare inutili somme annualmente per un certificato ORC Club che non rappresenta certo una miglioria o comunque non è necessario per la gestione di regate sociali e locali che possono in maniera altrettanto divertente essere gestite con semplici e gratuite formule impostate sulla lunghezza, la P, il tipo di elica eccetera; basterebbe che la Federazione ne indicasse e autorizzasse una o un paio, ma questo ovviamente non porterebbe denari nelle casse di qualcuno. Grazie per la Sua attenzione, distinti saluti. Corrado Perini

  3. Egregio Dott. Finzi, chiunque abbia assistito ad una stazza ORC sorriderebbe sulla scientificità dei metodi utilizzati, tuttavia non sono un tecnico e non entro nel merito limitandomi a constatare come alcune delle imbarcazioni che hanno dominato nel recente passato siano improvvisamente scomparse dalla scena lasciando qualche dubbio sulla trasparenza oltre che, appunto, sulla scientificità; tuttavia non è questo il discorso, nessuno, perlomeno non io, mette in dubbio il fatto che ORC gestisca i campionati e le regate di un certo livello, ma che per le regate di circolo gli armatori debbano farsi carico di una tassa annuale per avere un numeretto che con altrettanta soddisfazione possono ottenere gratuitamente questo è quantomeno “disincentivante” piuttosto che “promozionale”. Grazie dell’attenzione, Corrado Perini

  4. Vorrei anche io che le mie parole fossero lette dai diretti interessati riguardo la discussione “Classe diporto e regata”.
    Negli anni 80 era in vigore lo IOR e anche questo aveva dei sistemi di compenso.
    Nella laguna Veneta si usava un rating dato da lunghezza fuoritutto+ P x un coefficente dal quale risultava un rating simile a quello Ior dove le barche armate a 7/8 erano penalizzate ma comunque la regata se la giocavano .
    Con il regolamento IOR ed anche con quello in vigore da noi era possibile vedere in classifica nei primi posti overal barche grandi e anche piccole.
    Con il regolamento IOR era possibile la presenza di barche” taroccate” vedi se la memoria non mi tradisce il Guia e il Vanina.
    E’ arrivato l’Ims dove il regatante della domenica non aveva i mezzi tecnologici per capire quanto compenso doveva dare o quanto ricevere da una altra imbarcazione perchè variabile con l’intensità del vento per cui io da quel momento mi sono rifiutato di stazzare le mie imbarcaziolni.
    L’ORC più o meno la stessa cosa.
    Quando Perini si riferiva al rating di un grand soleil non intendeva a mio parere fare un favoritismo tra una barca e l’altra ma evidenziare la realtà,cioè il rating di un grand soleil 343 non sarà mai competitivo con una barca costruita secondo il regaìolamento ORC della stessa dimensione.
    Diro di più :il rating ORC club è peggiorativo rispetto quello ORC.
    Rispondo a Finzi che forse l’unica barca vecchia che fa qualche risultato è Midva ma non la vedo partecipare a campionati italiani.
    Lei dice che ORC è l’unico riconosciuto dalla ISAF
    Sarà anche riconosciuto dalla ISAF ma a mio parere il sistema di compenso non è equo.
    Voglio dire che solo se trattasi di barche velocissime nelle loro categorie (tp 52 o mumm 30) riescono a primeggiare altrimenti mi spiega come mai Globulo Rosso sia soltanto 16 al campionato iatliano?
    Le spiegazioni sono 3:
    1-non sanno andare in barca (ma non ne sono convinto)
    2-hanno regatato controllando solo i loro avversari diretti
    3-il sistema ORC non compensa adeguatamente.
    Regatare con il sistema ORC presuppone la perfetta conoscenza della distribuzione dei pesi al momento della stazza per cui il proprietrio oppure il nuovo aquirente in buona fede può fare risultare al momento del controllo valori diversi.
    Il regatante della domenica questo non lo sa fare oppure si nasconde magari dietro questa figura quello più maliziozo che allegerisce l’imbarcazione all’inverosimile pur di primeggiare.
    Ormai in ORC questa è diventata una abitudine
    Quando nel 2013 ad Ancona è stata trovata zavorra non fissata allo scafo che provvedimenti ha preso la federazione.
    Mi ricordo che a qualcuno per gli stessi motivi la federeazione negli anni 80 ha ritirato la tessera per un certo periodo di tempo per grave infrazione, ma ora.
    Ora con il nuovo regolamento tutti devono essere tesserati FIV ma negli anni passati nel bando di regata di una famosa regata c’era scitto che serviva tesserato solo il timoniere e i controlli dove sono(solo ai piccoli Circoli dei velisti della domenica).
    Altra ossrvazione e questa è per UVAI :avete mai cotrollato che tutte le barche iscritte ad una regata siano in regola con certificato ORC oppure come succede spesso gi organizzatori per aumentare il numero di partecipanti li fanno partecipare con un certificato scaduto oppure addiritura con uno di una barca simile?
    Per cui lasciateci regatare in pace la domenica dove alcuni conoscono anche poco il regolamento e gli altri si comportano da veri gentlemen perdonandoli dando qualche poggiata in più che non è poi la fine del mondo (ho preso spunto della parola da un altro precedente articolo)
    Il regolamento un po per volta lo imparerranno e forse da qualche equipaggio familiare potrà spuntare il campione degli anni futuri (mi riferisco ai bambini).

    Cordiali saluti
    Franco Zennaro Tessera FIV 99260

  5. Con un gruppo di 4 amici ci siamo messi a compilare i moduli per il rilascio del certificato ORC club di un monotipo di cui eravamo in possesso di tutte le sue misure. Ebbene è stato un bagno di sangue tra moltissimi parametri richiesti, indicati sul modulo ORC in un modo e sui certificati di stazza di classe in un altro. In 4 teste abbiamo lavorato e misurato per ore, e di alcuni dati li abbiamo dichiarati con grossi dubbi. Quindi cosa si intenda per cerificato ORC club semplificato non ne ho proprio idea.

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