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Il C-Yachts 12.50i visto da prua durante la nostra navigazione. Foto Giuffrè

Amsterdam, Olanda – Fare Vela è appena rientrata da un’immersione nel mercato olandese, dove abbiamo avuto l’opportunità di visitare l’Amsterdam Boat Show e provare alcune interessanti imbarcazioni di recente uscita in Nord Europa.

Una veduta dell'Amsterdam Boat Show. Foto Giuffrè
Una veduta dell’Amsterdam Boat Show. Foto Giuffrè

Amsterdam ci ha accolto in un freddo pomeriggio dalle tinte autunnali, con i canali spazzati da oltre 30 nodi di ovest. Come per magia però, nella notte, il residuo della pertubazione è svanito e il mattino del nostro primo test era colorato da un cielo di un azzurro terso accompagnato da una leggera brezza da nordovest. Non le condizioni ideali per provare una barca che ci è stata presentata dallo stesso cantiere come “a big cruise boat” : stiamo parlando del nuovo C-Yachts 12.50i, ultima nata del cantiere con sede a Heerenveen e base operativa presso la Flevo Marina di Lelystad.

Il C-Yachts 12.50i ormeggiato alla Marina di Amsterdam. Foto Giuffrè
Il C-Yachts 12.50i ormeggiato alla Marina di Amsterdam. Foto Giuffrè

Il programma è quello di una piccola crociera a bordo: il C-Yachts 12.50i, concluso il Salone, deve fare rientro a Lelystad e ci viene offerta la possibilità di navigare con lo staff del cantiere dall’Amsterdam Marina fino alla piccola cittadina situata circa 25 miglia a est del capoluogo olandese. Un’ottima opportunità per vivere qualche ora a bordo di questa barca, le cui linee probabilmente faranno storcere il naso agli amanti delle forme moderne.

Il C-Yachts 12.50 visto da poppa. Foto Giuffrè
Il C-Yachts 12.50 visto da poppa. Foto Giuffrè

Il C-Yachts 12.50 infatti è una barca che, dopo tutto, se ne “frega” di stare al passo con i tempi: il cantiere ha una sua tradizione ben precisa tutta incentrata sull’estrema qualità costruttiva dei suoi modeli e proprio per questo ha un pubblico nutrito che lo apprezza, in Nord Europa e non solo.

Veniamo accolti a bordo da Lennart Noorlander e Ronald Bakker del settore vendita e marketing di C-Yachts, che ci introducono a Gert Holm, il nostro skipper per questa giornata. Lo skipper nell’osservarci guardare con perplessità l’anemometro che segna appena 7 nodi di vento reale, sorride e ci dice: “Non preoccuparti, vedrai che resterai sorpreso quando navigheremo a vela”.

Ottimo il trasto randa per dimensione e posizionamento in coperta. Foto Giuffrè
Ottimo il trasto randa per dimensione e posizionamento in coperta. Foto Giuffrè

In effetti c’è un particolare che ci colpisce subito di questa barca: nonostante sia un mezzo da crociera “estrema”, è dotato di un trasto randa lungo e inusuale per i simili modelli che normalmente osserviamo navigare in Mediterraneo, oltretutto posizionato perfettamente alla fine del boma. Un particolare che ci fa intuire come il cantiere non abbia pensato solo alla comodità del mezzo, ma anche ad attrezzarlo con l’equipaggiamento di coperta necessario per navigare a vela come si deve.

In attesa del samaforo verde per uno dei tanti passaggi obbligatori lungo il canale principale di Amsterdam. Foto Giuffrè
In attesa del samaforo verde per uno dei tanti passaggi obbligatori lungo il canale principale di Amsterdam. Foto Giuffrè

Le nostre perplessità sul vento leggero restano, ma vengono momentaneamente allontanate dalla bellezza dell’uscita dal Canale principale di Amsterdam che affrontiamo a motore come da regolamento: tra ponti, chiuse e semafori con un gran traffico di imbarcazioni, ci distraiamo ed entriamo veramente in modalità crociera.

In attesa dell'apertura di uno dei ponti lungo il canale di Amsterdam. Foto Giuffrè
In attesa dell’apertura di uno dei ponti lungo il canale di Amsterdam. Foto Giuffrè

Il pozzetto centrale, profondo e spazioso, è dotato di panche comodissime che ci invitano a distenderci per goderci un sole inaspettatamente caldo.

Al lasco con randa e fiocco. Foto Giuffrè
Al lasco con randa e fiocco. Foto Giuffrè

Lasciata alle spalle Amsterdam è tempo di aprire le vele: randa laminata UK rollabile a stecche verticali, e un fiocco 2 anch’esso laminato, leggermente più piccolo della vela di prua prevista da piano velico. La prima sorpresa riguarda la reattività del timone, che risponde immediatamente alla minima correzione, segno del buon lavoro eseguito sul sistema di trasmissione, niente a che vedere con i timoni della maggior parte di barche da crociera in circolazione.

Il C-Yachts 12.50i visto da prua durante la nostra navigazione. Foto Giuffrè
Il C-Yachts 12.50i visto da prua durante la nostra navigazione. Foto Giuffrè

Il vento aumenta leggermente fino a 9 nodi, mettiamo a segno il punto di scotta del fiocco, comodamente regolabile dal pozzetto con un sistema di rinvii Ronstan dotato di un’eccellente demoltiplica, e con sorpresa vediamo che a 120 gradi al vento la barca naviga constantemente intorno ai 6 nodi, con una punta a 6.2. Un sorriso di soddisfazione fa capolino sulla nostra faccia, Gert ci strizza l’occhio come a dire: “Che ti avevo detto?”. Giocando a salire leggermente all’orza per poi scendere alla poggia arriviamo fino al Lightouse Horse, un lembo di terra delimitato da un faro che di fatto segna il nostro saluto alla terra ferma e ci fa entrare in un tratto di Mare del Nord aperto. La brezza è stabile, il mare praticamente piatto, ne approfittiamo per orzare fuori rotta per porvare la bolina: con 6.5 nodi di reale, circa 50 gradi al vento, navighiamo constantemente tra i 4.5 nodi e i 4.7 nodi, aiutandoci anche a migliorare la regolazione con l’ottimo carrello randa.

I winch Andersen per la coperta. Foto Giuffrè
I winch Andersen per la coperta. Foto Giuffrè

Tutto in coperta è sovredimensionato  e ogni componente è di primissima qualità: winch Andersen da barca di misura superiore e attrezzatura di coperta Ronstan, ogni rinvio è al suo posto e lavora in maniera naturale senza forzature dettate dall’impostazione crocieristica della barca.

In avvicinamento a Leystad la brezza ci abbandona lasciandoci in completa bonaccia, è tempo di accendere il motore per completare le ultime miglia di questa mini crociera e ne approfittiamo per scendere sottocoperta e studiare gli interni.

La cabina armatoriale . Foto Giuffrè
La cabina armatoriale . Foto Giuffrè

Qui restiamo obietivamente sorpresi perché raramente capita di vedere una simile cura dei particolari, una tale attenzione al dettaglio. Tutte le cornici dei mobili sono state rifinite a mano per eliminare la minima asperità e l’effetto complessivo è veramente di grande impatto.

Dentro il C-Yachts 12.50i. Foto Giuffrè
Dentro il C-Yachts 12.50i. Foto Giuffrè

La barca è dotata di un quadrato di grande dimensioni e, contrariamente alle impostazioni abituali, la cabina armatoriale è posizionata a poppa e quella per gli ospiti a prua. Nel modello che abbiamo testato le cabine erano solo due e il bagno uno, ma il cantiere lascia mpia possibilità di personalizzazione al cliente per realizzare un layout interno su misura.

Altri due particolari ci hanno colpito di questa barca: la grande luminosità interna, in particolare nella cabina armatoriale, grazie ai numerosi punti luce, e i tanti piccoli vani per lo stivaggio disseminati lungo la barca e tutti dotati di chiusure automatiche idrauliche. Tutti particolari che, uniti a quanto già detto per il piano di coperta e per i numeri registrati, fanno la differenza tra le barche da crociera moderne, sempre più “plasticoni” (concedeteci il termine), e una barca da crociera di qualità sulla quale potremmo vivere, fare lunghe navigazioni con qualsiasi tempo o, perché no, girare il mondo.

La prova completa dello C-Yachts 12.50i, tutti i dettagli dela trasferta in Olanda, sul prossimo numero di Fare Vela magazine in uscita a fine settembre.

http://www.c-yacht.com/

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