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San Francisco– Era il 9 maggio 2013 quando Andrew Simpson perdeva la vita a San Francisco, intrappolato nel groviglio di cavi e carbonio dopo il collasso dell’AC72 di Artemis Racing, nel più tragico incidente nella storia dell’America’s Cup. Da allora, la figura di “Bart” ha riunito moltissimi velisti per un’imponente opera di raccolta fondi su iniziativa della Andrew Simpson Sailing Foundation. L’evento più famoso è la Bart’s Bash, la regata mondiale annuale che, con regate disputate in contemporanea in un percorso di pari lunghezza, contribuisce a ricordare l’olimpionico britannico, oro e argento a prua della Star di Iain Percy, e appunto a raccogliere fondi destinati alla fondazione. Quest’anno sono state raccolte a oggi 35.141 Sterline.

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La Bart’s Bash 2016 si è svolta in tutto il mondo lo scorso fine settimana. Sono stati ben 363 i club, sparsi tra 58 Paesi, che il 17/18 settembre hanno organizzato la regata, con un totale di ben 7.306 partecipanti. Alla fine, dopo che i tempi compensati tra le varie derive o barche a chiglia partecipanti, saranno stati immessi nella classifica globale, sarà dichiarato anche un unico vincitore overall per quello che, almeno virtualmente, è il maggior evento velico al mondo. La classe più rappresentata è stato il Laser, con 246, seguita da Topper e Optimist. Paese con più velisti ovviamente il Regno Unito con 2.882 seguito da Sud Africa e Ucraina (Italia sesta), mentre lo yacht club con più partecipanti è stato quello di Kiev, in Ucraina.

Per i circoli italiani, una note di merito ai tre che hanno partecipato all’edizione 2016, ovvero il Circolo Nautico Chioggia (36 barche per 87 partecipanti), il Circolo Nautico Rapallo (25 barche e 66 partecipanti) e Il Paterazzo Gruppo Velico Verone/Circolo Nautico Brenzone (36 barche per 91 persone).

Tutti i numeri e i dati su: www.bartsbash.com

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