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Malta– Ora è ufficiale: Mascalzone Latino ha vinto in overall la Rolex Middle Sea Race 2016. Il Royal Malta Yacht Club ha confermato la vittoria del Cookson 50 di Vincenzo Onorato dopo aver constatato che nè il J122 Artie nè il JPK 10.10 Foggy Dew sono riusciti ad arrivare entro il tempo limite per superare in classifica Mascalzone e che nessuna delle altre barche ancora in regata ha la chance di farlo. Complimenti, quindi, ai Mascalzoni che vincono la regata più importante del Mediterraneo e una delle più ambite nel mondo delle Blue Water Classic. Quello di Mascalzone Latino è certo il risultato più importante per l’Altura italiana nel 2016 e segue quello del Tp52 B2, vincitore a Malta nel 2013 e 2015.

MASCALZONE LATINO, ITA 14909, Design, Cookson 50, Owner, Vincenzo Onorato, Skipper, Matteo Savelli, Italy, LOA, 15.22
MASCALZONE LATINO, ITA 14909, Design, Cookson 50, Owner, Vincenzo Onorato, Skipper, Matteo Savelli, Italy, LOA, 15.22

Il Cookson 50 Mascalzone Latino ha vinto nella classe IRC, 94 iscritti, che assegna appunto la vittoria overall in handicap alla Middle Sea Race e l’omonimo e bellissimo Trofeo, che sarà consegnato durante la cerimonia di premiazione di sabato prossimo alla Valletta.

Un primo grande trionfo per i Mascalzoni, in rappresentanza dei colori dello Yacht Club de Monaco, che regatano su questa barca da un paio di stagioni, nel corso delle quali hanno preso parte sempre e solamente alle due classiche del Mediterraneo: la Giraglia Rolex Cup e la Rolex Middle Sea Race, sfiorando proprio a Malta nel 2015, per soli 9 secondi in tempo corretto, la vittoria in IRC. Un fatto che aveva dato tanta consapevolezza di potercela fare ma anche il dispiacere di non esserci riusciti: un mix di ingredienti che è servito a motivare l’equipaggio a riprovarci quest’anno e, finalmente, a centrare questo prestigioso traguardo.

L’arrivo in banchina dopo 3 giorni, 3 ore, 8 minuti e 3 secondi secondo il cronometro ufficiale, per un totale di 641 miglia navigate effettivamente sulle 608 dirette della regata, era avvenuto già ieri. Ma è stato necessario attendere il pomeriggio odierno per accertarsi dell’impossibilità di essere superati all’ultimo dagli avversari più temibili di questa regata, Artie e Foggy Dew, due imbarcazioni di Class 5 e 6 che hanno impiegato un giorno in più per completare il lungo percorso della Middle Sea, caratterizzato dal periplo completo della Sicilia e degli arcipelaghi che la circondano, con partenza e arrivo dal porto de La Valletta a Malta, ma che sino a Favignana avevano marcato molto stretto i Mascalzoni nella classifica generale.

Hanno fatto parte dell’equipaggio di Mascalzone Latino, vincitore alla XXXVII Rolex Middle Sea Race: Matteo Savelli, Marco Savelli, Adrian Stead, Lorenzo Bressani, Branko Brcin e Ian Moore nell’afterguard, insieme a Leonardo Chiarugi, Andrea Ballico, Pierluigi De Felice, Daniele Fiaschi, Stefano Ciampalini e Davide Scarpa.

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Vincenzo Onorato, armatore di Mascalzone Latino, che per impegni di lavoro ha dovuto rinunciare a prendere parte alla regata all’ultimo minuto, ha dichiarato: “Lo stesso equipaggio da oltre trent’anni. Abbiamo portato a casa 6 titoli mondiali, non so quanti europei, vinto grandi classiche come la Key West Race Week, la Tre Golfi, la Coppa del Re, la Giraglia Rolex Cup, il Trofeo Zegna, la Block Island Race Week ed ora la Rolex Middle Sea Race, nuovo ma non ultimo orgoglio di Mascalzone Latino”.

Matteo Savelli, co-skipper e afterguard: “L’anno scorso per soli 9 secondi abbiamo sfiorato la vittoria, ma dentro di noi avevamo rimandato tutto a quest’edizione. È andato tutto perfettamente, tutti i ragazzi dell’equipaggio hanno fatto un ottimo lavoro. Da Capo Passero a Trapani avremo fatto 20 cambi di vele di prua per sfruttare tutti i cambiamenti del vento, il tutto senza alcun genere di intoppo. La velocità della barca, dopo tutti i lavori svolti durante l’inverno per migliorarne le performance, hanno dato i frutti sperati. E le indicazioni strategiche di Ian, nostro navigatore, sono state azzeccate. Non poteva andare meglio di così. L’unico dispiacere è non aver avuto Vincenzo a bordo”.

Adrian Stead, tattico (GBR): “È stata una Middle Sea Race complicata, ma sono molto soddisfatto del lavoro svolto dalla squadra di Mascalzone Latino. Eravamo molto concentrati nel mantenere la barca veloce e nel toglierci rapidamente da situazioni difficili. I ragazzi hanno fatto un ottimo lavoro nel cercare di ottenere sempre la massima velocità dalla barca, nel cambiare vele e modificare le regolazioni a seconda dei cambiamenti di intensità e di direzione del vento. Ci sono stati molti momenti importanti nel corso della regata ma, probabilmente, quello chiave si è verificato sabato notte, con il passaggio dalla brezza proveniente da est, che soffiava a nord della Sicilia, al forte vento di sud-est nella zona di Trapani. Abbiamo prima operato una scelta strategica verso nord, ma successivamente abbiamo ripreso una rotta più vicina alla costa avendo visto altre barche posizionarsi nelle nostre vicinanze. Abbiamo lottato fino all’ultimo, cambiando vele per far avanzare la barca. Arrivati a terra, siamo stati seduti a osservare sugli schermi dove si trovavano le piccole barche. Eravamo perfettamente consapevoli di doverci procurare più vantaggio possibile – l’equipaggio sa bene che si può perdere questa regata per pochi secondi. Siamo stati fortunati ad avere barche più grandi vicine nelle ultime 400 miglia di regata: rispetto alla nostra, Wild Joe è più lunga di 4 metri ed è più veloce, perciò cercare di tenere il suo passo ci ha fatto dare il massimo in navigazione. Ian Moore ha fatto delle eccellenti chiamate e ha fatto sì che dessimo il meglio in termini di performance e scelta di rotta”.

Ian Moore, navigatore (GBR): “Dopo essere arrivati così vicini alla vittoria l’anno scorso, la sensazione era di non aver completato del tutto il lavoro. D’altra parte, le performance del passato non sono garanzie per un futuro successo! A questo giro sapevamo tutti che se avessimo voluto avere una chance concreta per vincere questa regata avremmo dovuto navigare veramente bene e avere un pizzico di fortuna con il meteo: dal canto loro i ragazzi hanno fatto un lavoro straordinario. Ma sappiamo che, in queste regate, prima di gioire bisogna attendere l’arrivo degli scafi più piccoli. C’è da dire inoltre che Matteo, Marco, Davide e Daniele hanno fatto un grande lavoro nello scorso inverno nel fare dei miglioramenti sulla barca: differenze che abbiamo facilmente riscontrato con le nuove vele e attrezzature.”

Lorenzo Bressani, afterguard (ITA): “È stato per me un grande piacere regatare ancora con il team Mascalzone Latino. In passato avevo già navigato in diverse in-port race con ciascuno dei ragazzi dell’equipaggio, ma sono rimasto davvero impressionato su come hanno affrontato la regata i due anglosassoni a bordo: Adrian Stead, ma soprattutto il navigatore, Ian Moore. Nella mia carriera ho preso parte a molte regate lunghe sia nel ruolo di responsabile della ricerca della velocità della barca che delle scelte tattiche. In questo caso, avendo a bordo uno dei migliori navigatori del mondo, ho ritenuto più producente lasciarmi “guidare” per le 600 miglia del percorso senza condizionare i “piani” di Ian, concentrandomi quindi sul far correre la barca il più possibile. Questo, unito alla passione e grinta che hanno tutti gli altri ragazzi, ci ha permesso di portare a casa a questo importante risultato. Mi è dispiaciuto che Vincenzo non abbia potuto essere a bordo con noi e lo ringrazio per questa opportunità”.

Pierluigi De Felice, trimmer (ITA): “È stata certamente una bellissima regata, dove abbiamo navigato veramente bene sia dal punto di vista della performance della barca che durante tutte le transizioni dei venti nello stretto di Messina, girando Stromboli e San Vito Lo Capo. Tutti gli upgrade della barca e delle vele sono stati ottimi”.

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Cippa Lippa 8, seconda overall in IRC e prima in ORC

Il successo della vela italiana si completa con il secondo posto overall (al momento, in attesa dell’arrivo di Foggy Dew previsto per le 22 di mercoledì) dell’altro Cookson 50 Cippa Lippa 8 di Gamucci con Francesco Diddi skipper e la coppia Roberto Spata e Andrea Caracci a tattica e navigazione. Cippa Lippa 8 è in testa alla classifica ORC e pare inattaccabile dalle barche ancora in regata.

La classe 1 è stata vinta dall’interessante Maverick (terzo overall), Infiniti 46r con canting keel e foil. La classe 2 ovviamente da Mascalzone Latino, Il Mylius 49 Zenhe Takesha guida la classe 3, l’A13 Teasing Machine la classe 4, il J122 Artie ha vinto la classe 5 mentre a Foggy Dew dovrebbe andare la classe 6.

Nella double handed a Lampedusa guidava il Solaris 42 Unica. Il Comet 41s Prospettica di Giacomo Gonzi era terzo e il 9.50 Illumia di Zambelli-Tosi era quarto.

Come già scritto, nei mulstiscafi successo per Maserati Multi 70 di Giovanni Soldini che ha approfittato del clamoroso errore di Phaedo 3, e in tempo reale tra i monoscafi primo è stato Rambler 88 di George David, con a bordo tra gli altri gli italiani Lorenzo Mazza e Silvio Arrivabene.

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