SHARE
Edmond de Rothschild

Les Sables d’Olonne, Francia- Il momento della verità sta per arrivare, allo start del Vendée Globe mancano ormai poco meno di sei giorni e domenica mattina, fin dall’alba, le banchine di Port Olona veranno invase da una grande folla accorsa per celebrare i solitari.

La flotta ormeggiata a Port Olona
La flotta ormeggiata a Port Olona

Finita la sbornia di emozioni dell’uscita dal canale del porto, per i 29 solitari non ci sarà più spazio per i sentimenti ma sarà tempo di affrontare il primo grande ostacolo di questo giro del mondo: il Golfo di Biscaglia che spesso nella storia del Globe ha operato una prima selezione, durissima, sulla flotta. Per alcuni dei solitari si tratterà di attraversarlo con l’obiettivo di non correre rischi inutii a inizio regata, per altri invece sarà già il momento di spingere sull’accelleratore per imprimere da subito un ritmo forsennato. Andiamo quindi ad analizzare i profili di quelli che, a nostro avviso, potrebbero essere gli skipper che si giocheranno la vittoria finale.

Alex Thomson, Hugo Boss

Alex Thomson. Foto Hugo Boss
Alex Thomson. Foto Hugo Boss

Inglese, 42 anni, è alla sua quarta partecipazione dopo due abbandoni e un terzo posto. La sua carriera è disseminata di incidenti, alcuni rocamboleschi e sfortunati, alternati a prestazioni di grande rilievo come un secondo posto alla Barcelona World Race e il terzo al Vendèe Globe.

Hugo Boss
Hugo Boss

La tranquillità non è una parola abituale nel vocabolario di Alex Thomson. L’avvicinamento del britannico a questo Vendèe è stato quanto mai travagliato: il quasi affondamento alla Transat Jacques Vabre ha causato un inevitabile ritardo di programmazione. Se ciò non bastasse Thomson ha dovuto rinunciare alla seconda versione dei foil perché, durante un test del Solent, Hugo Boss ha avuto un nuovo problema strutturale. Sulla carta il suo “Boss”, disegnato dallo studio VPLP/Verdier, è una delle barche più innovative della regata e Thomson, quando arriva al traguardo, fa sempre ottimi risultati. Non parte in cima alla lista dei favoriti.

Vincent Riou, PRB

Vincent Riou
Vincent Riou

Francese, 44 anni, veterano della Classe IMOCA, è l’unico degli skipper di punta a non avere creduto nei foil. Corre con la sua PRB del 2010, progetto VPLP/Verdier, sulla quale ha scelto di fare un aggiornamento completo delle appendici ma non con i DSS. Alla sua quarta partecipazione, con una vittoria nel 2004 e numerosi successi in altre regate oceaniche,  non è certo in cerca di esperienza ma piuttosto punta a un grande Vendée Globe contando sull’affidabilità della sua barca rispetto ai mezzi di ultima generazione.

PRB
PRB

La prova del nove lo aspetta non appena ci sarà da aprire il gas con vento forte tra la bolina larga e il lasco: dalle performance in questo range si potranno giudicare realmente le possibilità di Riou, che è comunque tra gli skipper che può ambire al podio.

Jérémie Beyou, Maitre Coq

Jérémie Beyou
Jérémie Beyou

Francese, 40 anni, triplo vincitore della Solitaire du Figaro, alla sua seconda partecipazione al Vendée, ha scelto l’ex Banque Populaire finito secondo con Le Cleac’h nel 2012-2013. A differenza di Riou ha deciso di aggiornare una barca di penultima generazione con i foils e ha vinto la New York-Vendée, ultima regata prima del giro del mondo.

Maitre Coq
Maitre Coq

Può essere una sorpresa, è uno degli outsider della regata da tenere in grande considerazione, può concretamente ambire alle posizioni di vertice anche se la vittoria sembra difficile.

Morgan Lagraviere, Safran

Morgan Lagraviere
Morgan Lagraviere

Francese, 29 anni, potrebbe essere una delle grandi sorprese di questo Vendée. Ha un’IMOCA di ultima generazione, non è allo start solo per partecipare ma per giocarsela.

Safran
Safran

La sua formazione di velista è molto eterogenea: campione del mondo giovanile di 420, a lungo nel giro della nazionale francese di 49er, ha poi vinto una Solitaire du Figaro tra gli esordienti nel 2011 e terminato secondo nella classifica generale del 2012. Il passaggio agli IMOCA non è stato semplicissimo, ma il progetto VPLP Verdier sul quale navigherà sulla carta non ha nulla di meno rispetto ai diretti concorrenti.

Jean Pierre Dick, St. Michel Virbac

Jean Pierre Dick
Jean Pierre Dick

Francese, 51 anni, con lui entriamo nella zona calda dei favoriti. Al contrario di Thomson, Dick è il classico skipper che riesce, quasi sempre, a portare a casa la barca, anche senza chiglia come avvenne all’ultimo Vendèe.

St Michel Virbaq
St Michel Virbac

Il suo IMOCA è un progetto VPLP/Verdier pensato per i foil DSS ma non si è subito dimostrato tra i più veloci durante le prime uscite ufficiali. Per Dick è la quarta partecipazione a un Vendée Globe, in una carriera dove emergono la vittoria di una Jacques Vabre e di una Barcelona World Race.

In un regata dove non conta solo la performance pura della barca, ma anche la gestione del mezzo, può ambire alla vittoria finale: non manca l’esperienza, la barca è un progetto di ultima generazione, ha le carte in regola per puntare al massimo risultato.

Sebastien Josse, Edmond de Rothschild

Sebastien Josse
Sebastien Josse

Francese, 41 anni, con un’esprienza di course au large a 360 gradi: Mini Transat, Solitaire du Figaro, Volvo Ocean Race e due Vendée Globe. Anche il suo IMOCA è un VPLP/Verdier di ultima generazione dotato di foil.

Edmond de Rothschild
Edmond de Rothschild

Nelle ultime immagini video a disposizione l’assetto della sua barca sulle nuove appendici sembra tra i più stabili: Josse è stato il primo a varare un nuovo IMOCA, conquistando un piccolo vantaggio di tempo che potrebbe rivelarsi importante sulla lunga distanza.

E’ uno degli skipper quotati per la vittoria finale, sicuramente tra quelli che potrebbero imprimere un ritmo elevato alla testa della corsa.

Armel Le Cleac’h, Banque Populaire

Armel Le Cleac'h
Armel Le Cleac’h

Francese, 39 anni, dopo due secondi posti punta decisamente alla vittoria. Talento, esperienza, grande conoscenza della regata e un budget importante a disposizione per una nuova barca: gli ingredienti per puntare al vertice sono quelli giusti.

Nel 2013 arrivò una manciata di ore dietro Gabart dopo avre perso uno dei duelli più entusiasmanti nella storia della vela oceanica. Nel 2009 fu secondo dietro il professore Michel Dejoyeaux. In molti sono pronti a scommetere che per lui è la volta buona.

Banque Populaire
Banque Populaire

Il suo IMOCA firmato VPLP/Verdier è stato il secondo ad andare in acqua e l’unico, tra quelli di ultima generazione, a finire la Transat Jacues Vabre. Nonostante il livello molto alto degli skipper candidati alla vittoria, qualsiasi risultato al di sotto del podio sarebbe un fallimento e un secondo posto lascerebbe quell’ombra da eterno secondo che il suo talento non merita.

2 COMMENTS

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here