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Praia, Capo Verde – Da 50 miglia di ritardo a 37 di vantaggio in 48 ore, navigando nelle stesse condizioni meteo degli avversari. Dati alla mano sono quasi due nodi di velocità in più: sono questi i numeri di Alex Thomson e Hugo Boss. L’inglese ha imposto un’accelerazione brutale alla testa della flotta, con parziali sulle 24 h superiori alle 470 miglia, dimostrado uno strapotere in termini di performance impossibile da non sottolineare.

A bordo di Hugo Boss
A bordo di Hugo Boss

Il britannico, come da lui stesso ammesso, sta spingendo forte, molto forte, il suo IMOCA 60. Attenzione però nel cadere nel luogo comune che vuole Thomson sempre col piede sull’accelleratore pronto a fare a pezzi la barca. Nessuno del gruppo di testa si tira indietro, skipper come Riou (secondo) e Le Cleac’h (terzo) non fanno il Vendée Globe per risparmiare la barca, ma per vincerlo, ed è quindi logico che tutti gli skipper di punta nell’Aliseo stiano spingendo a fondo i loro mezzi.

Dietro la rimonta e la leadership di Thomson c’è allora qualcosa di più. C’è un’IMOCA che probabilmente si sta dimostrando nettamente più veloce degli altri e uno skipper che ne sta prendendo le misure, perfezionando la sua strategia sulle performance della barca.

Gli skipper sono ormai a ridosso dei doldrums che come di consueto presentano un passaggio più agevole ad ovest. Thomson aveva invece navigato molto più a est rispetto ai vari Riou, Le Cleac’h, Jossse, tanto da essere stato l’unico a passare dentro l’arcipelago di Capo Verde. Gli altri skipper hanno strambato procedendo per alcune decine di miglia mure a destra per riguadagnare l’ovest, Hugo Boss invece ha strambato nel canale tra Santo Antao e Sao Vicente, per poi ristrambare subito dopo e tornare mure a sinistra.

Il dettaglio delle scelte tattiche degli skipper
Il dettaglio delle scelte tattiche degli skipper

A questo punto è riuscito a navigare più poggiato e veloce, chiudendo di molto la distanza laterale (calcolabile adesso intorno alle 30 miglia) rispetto agli inseguitori, ricostruendo così un ottimo posizionamento sulla flotta.

Thomson racconta la strategia al passaggio di Capo Verde

La zona di convergenza intertropicale sembra molto meno estesa che in altre occasione e il passaggio potrebbe essere più veloce del previsto. Ovviamente chi passerà più a ovest troverà più vento, ma la traiettoria di Hugo Bos sembra comunque buona.

Alle sue spalle si segnala un generale rallentamento di Armel Le Cleac’h che nelle ultime 24 h ha faticato un po’ di più a tenere le medie del leader. Banque Populaire ha strambato navigando per circa 40 miglia mure a destra, per evitare il cono d’ombra dell’Aliseo che si estendeva sottovento a Santo Antao. Ancora sugli scudi Riou, che sale in seconda posizione ed è un concorente da tenere in grande considerazione per il pasaggio nei dolldrums dato che PRB ha più volte dimostrato di essere particolamrente a suo agio nel vento leggero.

Grosso problema per Tanguy de Lamotte su Initiative Coeur: il francese ha riportato la rottura della testa d’albero. Il resto del profilo di carbonio è integro, ma in testa è saltato un pezzo di alcune decine di centimetri.

Lamotte si sta dirigendo a velocità ridotta a Mindelo, dove cercherà una soluzione. La prospettiva migliore sarà quella di proseguire il giro senza potere mai isare tutta la randa, un incidente inomma che penalizza gravemente uno skipper che stava facendo molto bene nonostante una barca non nuova.

Il resto della flotta naviga in condizioni meteo ottimali, qualche problema tecnico per Jean Pierre Dick che ha avuto qualche difficoltà con un avvolgitore e, con un ritardo di oltre 260 miglia, conferma la difficoltà di feeling con il nuovo IMOCA. Problemi a una vela di prua anche per il giapponese Kojiro Shraishi. Un po’ errante la rotta di Pietere Heerema su No Way Back, l’olandese che ricordiamo navigasu quella che sarebbe dovuta essere la barca di Andrea Mura. Nonostante il mezzo sia di ultima generazione il ritardo è già superiore alle 800 miglia.

Les Sables d’Olonne, Francia- Partiti… La flotta dei 29 solitari ha lasciato alle 13:02 di oggi Les Sables davanti a um’impressionante flotta di barche spettatori e circa mezzo milione di persone a terra. Bertrand de Broc (MACSF) ed Enda O’Coineen (Kilcullen Voyager – Team Ireland) sono partiti in anticipo e hanno dovuto ripetere lo start.

Migliore in partenza è stato Vincent Riou su PRB, già vincitore del Vendee 2004-2005, che ha condotto la prima mezz’ora di regata con venti medio leggeri in cui gli Imoca 60 tradizionali sembravano avere qualche vantaggio sull’ultima generazione foiling. Non appena il vento è un po’ aumentato, però, Gitana di Seb Josse ha subito evidenziato i benefici della tecnologia foil e ha superato PRB portandosi in testa alla flotta.

Start of the Vendee Globe, in Les Sables d'Olonne, France, on November 6th, 2016 - Photo Vincent Curutchet / DPPI Départ du Vendée Globe, aux Sables d'Olonne le 6 Novembre 2016 - Photo Vincent Curutchet / DPPI
Start of the Vendee Globe, in Les Sables d’Olonne, France, on November 6th, 2016 – Photo Vincent Curutchet / DPPI
Départ du Vendée Globe, aux Sables d’Olonne le 6 Novembre 2016 – Photo Vincent Curutchet / DPPI

Da segnalare che alle 15 PRB era comunque riuscito a riprendere la testa della flotta in attesa di agganciare nella serata di domenica il vento forte da nord che porterà velocemente i solitari verso Finisterre, in Galizia.

Lo spagnolo Didac Costa sta facendo rotta su Les Sables per una via d’acqua e problemi elettrici riscontrati subito dopo la partenza.

Il Vendee Globe sta ottenendo anche il nuovo record di regatanti virtuali alla Virtual Regatta, con ben 250.000 iscritti.

La diretta della partenza da Les Sables d’Olonne:


[LIVE] Live du Vendée Globe 2016/2017 par VendeeGlobeTV

Les Sables d’Olonne, Francia- Poco meno di 72 ore alla partenza del Vendée Globe 2016-2017, dalle 13:02 CET di domenica mattina il destino dei 29 solitari sarà legato ai loro monoscafi Imoca da 60 piedi con i quali proveranno ad attraversare alcuni dei mari più ostili che si conoscano sul globo. Il primo a lasciare i pontili di Port Olona sarà alle 8.50 lo spagnolo Didac Costa.

Dalle 8.45 alle 11 e dalle 12.30 alle 13.30 sarà possibile seguire la diretta della partenza sul sito http://www.vendeeglobe.org/  per l’occasione è prevista un’eccezionale copertura video multicamera e aerea. Confermata anche la diretta TV in Italia su Mediaset Premium con commento di Rachele Vitello e Vittorio Malingri.

Fare Vela seguirà poi la regata con aggiornamenti continui e in tempo reale, con commenti, foto e video che giungeranno dalla flotta in Oceano.

Il pubblico del Vendée Globe
Il pubblico del Vendée Globe

Tre mesi in mare, per alcuni saranno di meno e per altri di più, 90 giorni durante i quali succederanno molte cose e tutto sarà vissuto praticamente in diretta grazie a una copertura mediatica che ha pochi eguali nel mondo dello sport.

Il percorso del Vendée
Il percorso del Vendée

I più attenti osservatori sono pronti a scommettere che sarà un Vendée Globe spettacolare a ritmo da record ma i temi sul fuoco sono molti e l’esito finale della regata potrebbe non essere così scontato.

I riflettori sono tutti puntati sugli IMOCA di nuova generazione dotati di foil ma proprio su questo punto c’è il primo grande enigma del Globe: le barche nuove resteranno tutte d’un pezzo all’impatto con le condizioni estreme del Southern Ocean? E ancora: quanto potranno avvantaggiarsi nelle calme dei dolldrums, e nelle fasi di transizione con poca aria, le barche di penultima generazione che sembrano essere nettamente più veloci di bolina con vento medio-leggero? Il saggio Vincent Riou ci ha visto giusto quando ha deciso di non aggiornare la sua PRB con le appendici DSS?

Il super favorito della vigilia Armel Le Cleac'h
Il super favorito della vigilia Armel Le Cleac’h

Tutte domande che presto troveranno una risposta in quello che forse può essere considerato uno dei Vendée più attesi nella storia di questa regata.

Dispiace, molto, non vedere una barca italiana alla partenza. Il Vendée resta momentaneamente tabù per i nostri skipper : dopo Vittorio Malingri nel 1992 (ritirato), il compianto Simone Bianchetti e Pasquale De Gregorio nel 2000 e la partecipazione italo-francese di Alessandro Di Benedetto nel 2012, non ci sarà nessun italiano alla partenza quest’anno.

Eppure sarebbero stati diversi quelli che avrebbero voluto esserci, due su tutti: Andrea Mura e Giancarlo Pedote. Nel caso di quest’ultimo la sfida non è neanche partita perché il velista toscano ha più volte espresso la volontà di volere affrontare il giro del mondo ma solo con una barca competitiva e non per il semplice piacere di partecipare.

L'IMOCA 60 Vento di Sardegna durante i primi test con il team di Andrea Mura
L’IMOCA 60 Vento di Sardegna durante i primi test con il team di Andrea Mura

Il caso di Mura, noto, è invece quello che delude di più: la barca, di ultima generazione è stata costruita e poi venduta all’illustre sconosciuto Pieter Heerema per mancanza di budget.

Vento di Sardegna ribattezzato No Way Back per Pieter Heerema
Vento di Sardegna ribattezzato No Way Back per Pieter Heerema

L’uomo d’affari olandese di 65 anni ha nel suo curriculum velico un po’ di regate in Dragone e nella classe RC44, nessuna esperienza di altura oceanica: eppure sarà li, alla partenza del Vendée Globe, seduto sull’ex Vento di Sardegna ribattezzato No Way Back, un’IMOCA 60 con foil nuovo di zecca costruito da Persico Marine.

In verità un po’ d’Italia sulla rotta di questo Vendée Globe ci sarà: Gaetano Mura è infatti impegnato nella circumnavigazione del globo in Class 40 e ha da poco superato le Canarie. Si trova esattamente sulla rotta che seguiranno gli IMOCA 60, quale miglior pubblicità per lo skipper che sogna un futuro nell’Everest della vela?

Non sarà solo il Vendée Globe dei favoriti a bordo dei super IMOCA volanti.

Kojiro Shiraishi
Kojiro Shiraishi

Da raccontare ci saranno anche molte altre storie, come quella del primo velista asiatico al via, il giapponese Kojiro Shiraisi che farà parte del nutrito gruppo di esordienti, ben 14.

Iscritti al Vendée Globe

Quarta partecipazione
– Bertrand de Broc / MACSF (France – retired in 1992-1993 and 1996-1997, 9th in 2012-2013)
– Jean-Pierre Dick / StMichel Virbac (France – 6th in 2004-2005, retired in 2008-2009, 4th in 2012-2013)
– Jean Le Cam / Finistère Mer Vent (France – 2nd in 2004-2005, retired in 2008-2009, 5th in 2012-2013
– Vincent Riou/ PRB (France – winner in 2004-2005, 3rd equal in 2008-2009, retired in 2012-2013)
– Alex Thomson /Hugo Boss (Britain – retired in 2004-2005 and 2008-2009, 3rd in 2012-2013)

Terza partecipazione
– Jérémie Beyou / Maître CoQ (France – retired in 2008-2009 and 2012-2013)
– Arnaud Boissières / La Mie Câline (France – 7th in 2008-2009 and 8th in 2012-2013)
– Kito de Pavant /Bastide Otio (France – retired in 2008-2009 and 2012-2013)
– Nandor Fa / Spirit of Hungary (Hungary – 5th in 1992-1993, retired in 1996-1997)
– Sébastien Josse /Edmond de Rothschild (France – 5th in 2004-2005, retired in 2008-2009)
– Armel Le Cléac’h / Banque Populaire VIII (France – 2nd in 2008-2009 and 2nd in 2012-2013)

Seconda partecipazione
– Louis Burton / Bureau Vallée (France – retired in 2012-2013)
– Tanguy de Lamotte / Initiatives Coeur (France – 10th in 2012-2013)
– Yann Eliès /Quéginer Leucémie Espoir (France – retired in 2008-2009)
– Rich Wilson / Great American IV (American – 9th in 2008-2009)

Prima partecipazione
– Fabrice Amedeo / Newrest-Matmut (France)
– Romain Attanasio / Famille Mary – Etamine du Lys (France)
– Eric Bellion / CommeUnSeulHomme (France)
– Conrad Colman / 100% Natural Energy (New Zealand)
– Didac Costa / One Planet One Ocean (Spain)
– Sébastien Destremau / TechnoFirst-faceOcean (France)
– Pieter Heerema / No Way Back (Netherlands)
– Morgan Lagravière / Safran (France)
– Stéphane Le Diraison Compagnie du Lit –Boulogne Billancourt (France)
– Paul Meilhat / SMA (France)
– Enda O’Coineen / Kilcullen Voyager-Team Ireland (Ireland)
– Alan Roura / La Fabrique (Switzerland)
– Thomas Ruyant / Le Souffle du Nord pour le projet Imagine (France)
– Kojiro Shiraishi / Spirit of Yukoh (Japan)

2 COMMENTS

    • Ciao Luca, no, Soldini non ha mai fatto il Vendee Globe. Il salvataggio della Autissier avvenne nel 1999 durante una tappa dell’Around Alone, giro del mondo in solitario a tappe. Un saluto

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