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Barcellona, Spagna- Colpo di scena alla World Sailing Annual Conference. Carlo Croce chiederà la conferma delle classi olimpiche per Tokyo 2020, evidentemente sperando di risalire così in quei consensi che negli ultimi giorni lo avevano visto in dubbio sulla rielezione alla presidenza di World Sailing, fronte agli attacchi degli altri due candidati Kim Andersen e Paul Henderson.

Carlo Croce si gioca la rielezione a Barcellona
Carlo Croce si gioca la rielezione a Barcellona

Croce ha inviato questa sera una lettera alle MNA, ovvero le federazioni nazionali con diritto di voto nell’elezione di domenica 13 novembre, in cui si specifica che non “sarà chiesto uno slot alternativo al Council nel febbraio 2017. Questo significa che WS proporrà gli attuali 10 eventi per la Regata Olimpica di Tokyo 2020”.

Nella lettera, che Fare Vela ha potuto leggere, si specifica inoltre che Carlo Croce ha preso questa decisione con il supporto di tutti i board members e che ciò segue le più recenti comunicazioni con il CIO.

“Inoltre World Sailing continuerà a perseguire la possibilità di un’undicesima medaglia per il 2020 sulla base di un numero totale di atleti che rimanga fissato a 380. Comunque, WS sta anche esplorando la possibilità di organizzare un evento a Tokyo 2020 in cui il numero totale sia al di sopra della quota concessa al momento. Il Board ritiene che questa strategia protegga al meglio gli investimenti e i programmi attuali nello stesso tempo in cui WS porti avanti la sua innovazione presso il CIO.

Il Board continuerà a supportare i cambiamenti nel formato e nelle dimensioni delle flotte in modo da raggiungere al meglio gli obiettivi fissati nell’agenda 2020. Queste decisioni saranno prese in accordo alle normali procedure di WS”.

“Riguardo all’Equity Gender”, si legge infine nella lettera di Croce, “, il CIO ha confernato che nel 2020 lan equity gender possa essere regolata su una base del numero totale di atleti per ogni sport. Ciò consente che WS possa raggiungere gli obiettivi del CIO nel 2020 sulla base di appropriati cambiamenti nelle quote di ogni classe negli attuali 10 eventi e possa invece raggiungere una gender equity a livello di eventi nel 2024”.

Un deciso passo indietro, fronte alle resistenze e ai problemi procedurali riscontrati, con cui Croce/Hunt sperano di recuperare voti preziosi. Come si ricorderà l’attuale governo di WS aveva fatto votare al Council la Submission 01/16 in cui al presidente veniva dato il potere di chiedere una revisione delle classi sulla base di una richiesta in tal senso del CIO. Tale influenza del CIO era poi venuta meno, con una lettera in cui il direttore degli eventi del CIO Keith McConnel (assente a Barcellona), rimandava a World Sailing ogni decisione in merito alle classi olimpiche per il 2020.

In precedenza, invece, il tentativo di portare il kiteboard nel programma olimpico, che contraddiceva l’agenda 2020 di stabilità delle classi decisa sin dal 2013 dallo stesso Croce, si era basato su un input del CIO sulla ridefinizione degli eventi, pena riduzioni degli stessi per la vela, fatto mai provato e comunque adesso smentito dalle stesse fonti CIO.

Le dieci classi olimpiche attuali, quindi, resteranno anche a Tokyo 2020 e il kiteboard potrebbe entrare solo come undicesima medaglia.

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