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Segui la diretta live da Barcellona dei lavori del Council di World Sailing.

Carlo Croce ha tenuto un accalorato discorso dove si è difeso dalle accuse di gestione sulla sponsorizzazione Gazprom e sulle procedure scelte per le classi olimpiche per il 2020. Croce ha ribadito che le dieci classi olimpiche sono confermate e che si sta lavorando su un’undicesima medaglia, che andrebbe al kite.

Barcellona, Spagna- Il futuro della vela si decide negli ampi saloni dell’Hotel Fira Renaissance Barcelona. Ieri Fare Vela è stata presente al Forum sugli aspetti commerciali della vela. L’atmosfera era quella solita delle Annual Conference della federvela mondiale, con intensa attività di lobbying e incroci decisivi per decidere gli ultimi voti in vista dell’elezione di domenica prossima 13 novembre in cui la presidenza di World Sailing andrà a uno dei tre candidati, il presidente uscente Carlo Croce, il canadese Paul Henderson o il danese Kim Andersen.

Un momento del Commercial Forum di World Sailing
Un momento del Commercial Forum di World Sailing

Il “Pope”, Paul Henderson, si aggirava con l’aria di chi non ha nulla da perdere, consapevole di aver già sollevato molto rumore. Kim Andersen, forse del suo ruolo di presidente dell’Equipment Committee, appariva forse come il candidato più forte dopo gli ultimi errori crociani. Carlo Croce, che nelle presentazioni mandava spesso in avanscoperta il CEO Andy Hunt, ha giocato in serata la carta del ci-ho-ripensato-marcia-indietro con la mossa di scrivere a tutte le MNA dichiarando che non sarà chiesta nessuna revisione per le classi olimpiche 2020, ricontraddicendo così una linea che, iniziata nel 2013 proprio con la continuità delle classi era poi passata a inizio 2016 al progetto di revisione per poi ritonare adesso al mentenimento dello status quo.

Già, ma basterà questo per garantire a Croce la rielezione? La partita appare ancora lunga e nelle prossime 48 ore, con i lavori del Council previsti per venerdì e sabato (diretta su YouTube cliccabile anche qui da Fare Vela dal player qui sotto) si definiranno le ultime posizioni.

L’attuale governance di World Sailing si trova anche a dover gestire l’importantissima questione dell’irregolarità dei monopoli nella scelta delle attrezzature olimpiche. Il noto studio milanese La Scala Studio Legale ha preparato, su incarico di alcuni produttori di barche e vele europei, un ampio abstract pro veritate, firmato da un professore universitario specialista in materia di concorrenza e commercio internazionale, che dimostra la non rispondenza ai regolamenti comunitari sulla libera concorrenza di tali procedure.

Oggi l’Events Committee, presieduto dall’italiano Riccardo Simoneschi, ha deciso tra le altre cose l’assegnazione a Santander della tappa finale della Sailing World Cup 2017 (4-11 giugno, nel 2018 si farà invece a Kiel) e le modalità di selezione per gli Youth Olympic Games di Buenos Aires 2018, dove ricordiamo si regaterà per la prima volta senza derive monoscafo (in regata saranno i windsurf Techno 293, il cat misto Nacra 15 e i kiteboard IKA twin tip racing).

Santander 2014 ISAF Sailing World Championships
Santander 2014 ISAF Sailing World Championships

Il forum sugli aspetti commerciali della vela

Al di là della caccia al voto, si notava lo sforzo di World Sailing per fornire un’immagine più fresca e, appunto, commercialmente appetibile, alla vela. Sono state presentate le partnership con GAC Pindar (ieri) e Zhik (oggi), sponsor degli importanti “lunch” della Conferenza, dove si discutono voti e pareri. Si sono svolti i forum e i nuovi loghi blu e fuxia, in omaggio alla gender equity, fanno da sfondo alle tecniche di marketing.

Per definire le strategie commerciali si è discusso con esperti del settore, dal CEO di Volvo Ocean Race e inventore della formula “Stadium Race” Mark Turner al CCO di World Sailing Hugh Chambers e ad altri consulenti, tra cui l’applaudito guru di Facebook Sports Jerry Newman.

Mark Turner
Mark Turner

Al solito in queste occasioni il rischio è di enumerare tanti buoni principi che restano però a un livello troppo generico. Soprattutto ci interessava capire se chi ha dichiaratamente l’intenzione di “trasformare” la vela, prima di tutto la conosca bene per poterlo fare. L’analisi è stata fatta ed è evidente come la vela si trovi a dover condividere la propria peculiarità di “sport di partecipazione” per definizione con l’esigenza di promuoversi e attirare gli interessi commerciali delle aziende.

“What is sailing”, cos’è la vela e chi dobbiamo intrattenere è stato, per esempio, il quesito iniziale posto da Mark Turner. “Vendiamo soprattutto emozioni e le emozioni hanno il potere di tarsformarsi in business”, ha detto Turner. “Abbiamo bisogno dei nostri eroi e di creare leggende”, ha proseguito ricordando come fu lui ha creare il personaggio di Ellen MacArthur. Storie autentiche da raccontare, e da usare nelle relazioni con gli sponsor. Nel caso della Volvo Ocean Race la comunicazione aziendale e le iniziative corporate nelle sedi di tappa costituiscono il successo maggiore nel marketing Volvo. L’esperienza velica, ha suggerito Turner, è unica e può essere riprodotta anche ad altri livelli, interessando sponsor e persone chiave con cui si costruiranno rapporti commerciali. Da qui il successo degli “Onboard guest”, che sta prendendo sempre più piede dalla VOR all’America’s Cup o ai circuiti professionali.

La vela, però, ha un suo core business, che sono appunto i velisti stessi, essendo uno sport di partecipazione e di condivisione d’esperienze senza paragoni. In nessuno sport, infatti, si può essere sullo stesso campo di regata del campione olimpico con cui magari ci si potrà bere una birra in amicizia nel dopo regata al bar del porto. Un po’ come se si potessero correre i cento metri contro Usain Bolt o giocare una partita assieme a Cristiano Ronaldo. Nella vela, e solo nella vela, questo è possibile. I risultati sono ovviamente diversi ma non contano, dove è invece importante quella condivisione e scambio che rende unica la vela. Ecco spiegato il successo semplice del Vendee Globe, dove decine di migliaia di persone vanno a salutare i velisti solitari a Les Sables.

Ora i guru delle consulenze sportive, che seguono esempi di successo negli sport professionali, vogliono applicare quelle regole vincenti per trasformare la vela. Lo si nota dall’America’s Cup alla scelta delle discipline olimpiche, dalla ridefinizione dei gusti alla scelta dei contenuti da proporre. L’amplificazione sociale dovuta ai social media porta poi alla ridefinizione stessa dei contenuti video da proporre, assai diversi da quelli della TV tradizionale. “La vela ha un’audience tutta sua, assai coinvolta e innamorata del suo sport, che viene consumato in modi diversi e lontani dalle dirette”.

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Jerry Newman

Come far diventare la vela ancora più forte e come farla uscire dai suoi confini è stato il contenuto dell’intervento del CCO di World Sailing Hugh Chambers. Qui sì è notato il diverso approccio della governance tra la WS crociana (un governo che regola, ispira e promuove la partecipazione rinnovando la sua immagine) e quella che ipotizza per esempio Paul Henderson (una federazione che gestisce lo sport). “Guidare la popolarità della vela”, ha avvertito Chambers, evidenziando poi come l’idea di marketing che guida le politiche di World Sailing sia quella che i “velisti sono i guardiani degli oceani” e che la stessa World Sailing debba essere una nuova organizzazione “engaged with consumers and fans”. Chambers ha spiegato poi come aumentare l’audience usando al meglio le piattaforme digitali, la visibilità a lungo termine, le esperienze uniche per i clienti, la connessione con le comunità locali e il successo dimostrabile e misurabile sono i criteri necessari per soddisfare gli sponsor che decidano di investire nella vela.

“La vela deve essere più visibile e più accessibile”, ha detto Chambers, “deve anche essere facile da capire” e qui le troppe classi, le sigle eccessive e la difficoltà dei formati sono certo uno dei punti deboli per la credibilità della vela.

Come si svilupperà la vela nei prossimi anni dipende in modo diretto dalle scelte del prossimo week end a Barcellona.

1 COMMENT

  1. In qualsiasi caso Croce se ne deve andare.
    Una disgrazia vera per la vela internazionale e italiana.
    Incapacita’, mista a ruberia, misto a fame di potere…
    Dove sono finiti i soldi della Gazprom ?????
    Vela paraolimpica ????
    Via! Via! Via! Via! Via! Via! Via! Via!
    Mollate la cadrega incapaci e ladri.

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