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Bercellona, Spagna- L’elezione di Kim Andersen alla presidenza di World Sailing, e la conseguente sconfitta di Carlo Croce, stanno facendo discutere la comunità velica internazionale. La battaglia è stata aspra e all’ultimo voto: 44 voti per Andersen, 43 per Croce e 11 per Henderson nella prima votazione con, visto che nessuno aveva ottenuto la maggioranza dei votanti, la necessità di un ballottaggio tra i primi due. Nel voto decisivo Andersen ha poi ottenuto 52 voti contro i 46 di Croce, il che significa che otto degli undici voti di Henderson si sono spostati sul 59enne danese.

Kim Andersen (al centro) con i vicepresidenti eletti e (primo a sinistra) il CEO Andy Hunt
Kim Andersen (al centro) con i vicepresidenti eletti e (primo a sinistra) il CEO Andy Hunt

Carlo Croce esce di scena, quindi, dopo un solo quadriennio alla guida della vela mondiale. Ha pagato soprattutto la gestione della questione delle classi olimpiche e una scarsa trasparenza nella governance, a cui ha cercato di rimediare con un’intensa campagna nelle ultime settimane precedenti l’Annual Conference.

Per come si erano messe le cose, la scelta di Andersen appare quella migliore: rinnovamento controllato nella trasparenza. Da verificare sarà ora il ruolo del CEO Andy Hunt, che pare si sia affrettato ad apparire nelle foto con il vincitore. Tra i sette nuovi vicepresidenti, fa piacere vedere la presenza del cinque volte medaglia olimpica brasiliano Torben Grael. L’ex tattico di Luna Rossa e vincitore della Volvo Ocean Race saprà certamente dare un contributo positivo alla vela mondiale grazie a un’esperienza fuori dal comune. La vela italiana non ha più rappresentanti nel board.

Sull’elezione di Andersen e la sconfitta di Croce, abbiamo chiesto un’opinione a Giuseppe La Scala, avvocato dello studio milanese La Scala Studio Legale e velista. Proprio lo Studio La Scala sta portando avanti un’altra questione forte, quella dei monopoli nelle attrezzature della vela olimpica che non sarebbero conformi alle norme comunitarie sulla libera concorrenza. Questo il suo articolo:

Carlo Croce nel discorso di apertura dei lavori del Council di WS venerdì mattina a Barcellona
Carlo Croce nel discorso di apertura dei lavori del Council di WS venerdì mattina a Barcellona

Sotto il vestito, niente

“La sconfitta di Carlo Croce è la meritata disfatta di un modo di intendere la vela che non rimpiangeremo.
Croce è stato l’epitome di un mondo di pure apparenze, sotto le cui eleganti divise e i modi da jet set era impossibile trovare una sola idea forte, nuova e intelligente di dirigere la vela italiana e mondiale.

Otto anni fa il Presidente dello Yacht Club Italiano venne chiamato a rinnovare una  FIV avvilita dalla mediocre era Gaibisso. Dopo quasi un decennio, alzi la mano chi pensa che le cose siano cambiate in meglio.
Ricordo che, subito dopo la sua elezione a Presidente Federale, diffuse un “progetto strategico” che altro non era che un mediocre regolamento per la selezione degli atleti olimpici. Segnale di un precoce, evidente, stato confusionale.
Ma i flop olimpici (due edizioni dei Giochi senza neppure una medaglia) non sono stati altro che l’ultima conseguenza di una assoluta incomprensione di cosa sia oggi la vela e di cosa si possa fare di essa. E di uno stile manageriale da basso impero.

Come definire altrimenti quello di chi, quattro anni fa, decise di sommare alla guida del Yacht Club ITaliano e della FIV anche la Presidenza dell’I.S.A.F. (ora World Sailing), evidentemente intenzionato a ripercorrere meticolosamente le orme paterne?
Come a dire: “Sono circondato da inetti, che non possono sostituirmi neppure ai vertici del mio Club”. Sicuro di essere molto meglio?

Per il resto, la solita storia italiana: quella di una classe dirigente cooptata iure sanguinis, allergica alla meritocrazia e fondata su un sistema di relazioni familistiche.
Una classe dirigente che confonde la crescita del movimento velico di base con le medaglie olimpiche (e fallisce sull’uno e sull’altro fronte, senza avere il dubbio che la prima sia il viatico delle seconde); che non è capace di creare una stabile, feconda e vicendevole relazione tra gli atleti di vertice, i giovani e i dilettanti; che diserta il CICO per non mancare ai party della Rolex in occasione delle regate glamour di Portofino; che pensa di attrarre risorse economiche non con una trasparente ed efficace politica di sponsorship, ma con i rapporti amicali.

E che quando ottiene di rilanciare il suo triste “genovacentrismo”  sul palcoscenico internazionale, si fa cacciare dopo quattro anni, tra accuse di mala gestio e opacità finanziaria, travolto dal cervellotico progetto di modificare a tempo scaduto la selezione delle classi olimpiche per Tokio e per troppo tempo insensibile al richiamo al rispetto delle regole (da quelle interne a quelle europee antitrust).
Definito un “losco italiano” da uno dei più letti blog velici al mondo, Carlo Croce esce di scena tristemente.
I suoi anni sono stati buttati via, senza un’ideale, senza un progetto forte, senza un senso. Chi viene dopo di lui – in Italia, in World Sailing – difficilmente potrà far peggio.”

Giuseppe La Scala

Ovviamente ai citati il diritto di replica.

8 COMMENTS

  1. Giuseppe La Scala Presidente e Michele Tognozzi Segretario Generale, così potranno dare pubblica dimostrazione di essere altrettanto bravi con i fatti…

    • Non ho bisogno di essere eletto Presidente di alcunché per dare pubblica dimostrazione di quello che so fare e di essere non altrettanto, ma molto più bravo di Croce (non ci vuole molto).
      E se ti informi sulla mia storia, converrai senz’altro.
      Comunque, accetto il tuo appoggio alle prossime elezioni per la Presidenza FIV !

  2. prima volta che leggo una analisi tanto coraggiosa quanto realistica del disastro programmatico dell’ex presidente … di cui continueremo a pagare gli effetti anche nel prossimo quadriennio (FIV)

  3. Un plauso davvero a FV ! Avete dato voce ad una persona che ha scritto finalmente la verita’.
    E comunque, poveri noi… con Croce, abbiamo fatto ancora la figura dei magna magna a livello internazionale….

  4. Ragazzi, ok i giudizi sui blog, ok sui dissensi, ok l’amarezza che anche io condivido con voi tutti
    ma forse sarebbe meglio pronunciarsi a verbale Isaf avvenuto sui fatti poco chiari che riguardano C.C. la situazione si chiarirà facendo un pò di decantazione non pensate?
    Attenzione perchè verba sempiterna manent sul web in modo troppo veloce e virale. Occorre prudenza prima di decapitare elettronicamente qualcuno e anche un po di moderazione. Meglio non inveire sull’ego usando ego.
    p.s. C.C. ha sempre aiutato le iniziative che proponevamo comprendendole e supportandole, dimostrando amicizia.

  5. Tutto vero tutto sbagliato. In epoca di crisi economica abbiamo visto sparire classi veramente veliche con catorci esoterici degni di lavandini. I percorsi non sono percorsi, il vecchio olimpico di zio Paul dimenticato per far spazio a corride di cavalli, tanto corri quanto inutili per attrarre la mitica TV! Bah la vela è un non sport e girando in bici o correndo questa verità è chiara. Fate costare un laser quello che deve costare, in fondo sono 52 kg di vecchia vtr.”, tornate agli olimpici con boline da 1 ora e forse la vela tornerà a crescere. Una banale gara di biciclette dilettantistica richiama 1500 persone. Una nazionale di 470, quante? 30? Questo è il dato di fatto. La vela non è challenging e non è più nemmeno un fatto di intelligenza, di tattica e di fatica. Basta vedere il disastro della Coppa America! Io fino a quando le cose staranno così me ne vado in crociera e faccio Triathlon e Maratone, la salute ne guadagna e lo spirito agonistico pure.

  6. Credo che l’avvocato La Scala abbia descritto molto bene l’insuccesso di Croce.
    Con lui usciamo anche noi dall’ olimpo mondiale della vela e questo purtroppo non è un bene.
    Purtroppo ha fallito anche come Presidente della F.I.V ,
    Spero che con la nuova Presidenza FIV si guardi con più attenzione alle scuole Federali, al continuo aggiornamento degli Istruttori a tutti i livelli. Personalmente dal 97 quando ho conseguito il brevetto di Istruttore non sono mai stato chiamato per gli aggiornamenti, ma ho sempre operato con i ragazzi del mio Circolo. Credo che la FIV debba puntare molto con i giovani che sono i futuri olimpionici della nostra vela. Auguro che il nuovo Presidente potti avanti la politica del rinnovamento.

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