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Buona Speranza, Sud Africa- I giorni dello Sciacallo, li stavamo aspettando, sono arrivati. Armel Le Cleac’h era appostato, in agguato, sulla scia di Alex Thomson, conscio di potere sferrare un attacco all’occasione giusta.

Armel Le Cleac'h a bordo di Banque Populaire
Armel Le Cleac’h a bordo di Banque Populaire

E l’opportunità è arrivata con una depressione il cui centro senza vento è piazzato esattamente sulla rotta dei solitari. Impossibile contornarla da sud dato il limite dei ghiacchi. Alex Thomson ha così rallentato mentre Le Cleac’h da dietro ha sfruttato al meglio il bordeggio in una situazione in cui inseguire è più facile che guidare.

Banque Populaire al primo rilevamento di sabato 26 novembre in classifica è tornata in testa, di appena 8 miglia, ma è un riferimento che può subire variazioni anche significative in favore di uno o dell’altro skipper data la situazione meteo molto variabile. E infatti al rilevamento delle 12 UTC, Hugo Boss ha nivigato meglio dopo aver di nuovo strambato e aveva un vantaggio di 16,7 miglia sul rivale e con una miglior Vmg.

La depressione si muove molto lentamente e gli skipper saranno costretti ad amoreggiare nel suo centro senza vento ancora per un certo tempo, 24 h sembrano certe. Potrebbe essere il momento buono per Alex Thomson per intervenire sul foil danneggiato dato che sembrerebbe proprio che il britannico interverrà sull’appendice per cercare di sostituire la parte rovinata dalla collisione.

La posizione dei due skipper di testa con la previsione meteo fino alle 18 odierne
La posizione dei due skipper di testa alle 9 UTC del 26/11 con la previsione meteo fino alle 18 odierne

Saranno 24h di grande incertezza, Thomson ha splittato strambando verso nord, Le Cleac’h continua su una rotta più diretta: nelle prossime ore sembra realistico che entrambi si troveranno a navigare su angoli prossimi alla bolina.

Alle loro spalle Sebastien Josse è al momento staccato di oltre 300 miglia dopo e perso il treno buono a causa della collisione con un oggetto che l’ha impegnato in una riparazione al timone prima di Buona Speranza. In una situazione di così grande incertezza, se dovesse partire una depressione alle sue spalle, anche lo skipper di Edmond de Rothschild tornerebbe in lotta con il duo di testa.

L’Oceano indiano promette grande spattacolo e incertezza per la testa del Vendée Globe.

Aggiornamento ore 18 italiane: Alex Thomson ha comunicato alla direzione della corsa di avere subito un’avaria.  Hugo Boss navigava con una mano di terzaroli alla randa e J2 a prua, con il foil di dritta esteso per il 70%, quando la barca ha urtato qualcosa. La velocità aprossimativa era di circa 24 nodi. Così Thomson alla direzione regata:

“Facevo delle medie di 24 nodi e ho sentito un forte botto e la barca ha cambiato direzione. Mi sono precipitato sul ponte e ho capito di avere urtato qualcosa. Ho poggiato, messo la barca in poppa e sono andato a verificare. Il foil di destra è danneggiato e ci sono delle strisciate sullo scafo. Ho levato il piede dall’acceleratore per il momento. Ho cambiato velatura e retratto il foil. Resterò così fin quando il vento non calerà e con lui il mare per pemettermi un’ispezione attenta dei danni. Non ho visto niente in acqua ma ho l’impressione che il foils sia stato urtato per bene. Ho controllato l’interno della barca ma non ci sono dei danni strutturali visibili. Continuo e farò una valutazione non  appena possibile”.

Hugo Boss avanza comunque a 18 nodi e conserva 119 miglia di vantaggio su Armel Le Cleac’h.

Tristan da Cunha, Atlantico del Sud – Hugo Boss fa esplodere il LOG: quattro anni dopo, nello stesso punto del percorso, il record sulle 24 h stabilito da François Gabart rischia di essere battuto. Alex Thomson ha fatto infatti segnare 535 miglia sulle 24h e il flusso di intenso nordest nel quale naviga la testa della regata potrebbe portare a un nuovo record.

Hugo Boss in volo al lasco sui foils
Hugo Boss in volo al lasco sui foils

E’ uno strappo importante quello impresso da Alex Thomson in classifica. Impotente sulle performance il super favorito della vigilia Armel Le Cleac’h su Banque Populaire attardato di 125 miglia,  mentre Hugo Boss sta letteralmente sconvolgendo quel tempio della vela francese chiamato Vendée Globe. La superiorità dell’IMOCA inglese è netta ed incontestabile.

L’inglese naviga costantemente tra il nodo e mezzo e i due nodi e mezzo più veloce dei suoi inseguitori, a parte un rallentamento all’ultimo rilevamento: continuando su queste medie al passaggio di Buona Speranza il vantaggio di Hugo Boss potrebbe assumere dimensioni veramente preoccupanti per gli skipper che lo seguono.

Banque Populaire fotografata dal Falcon della Marine Nationale
Banque Populaire fotografata dal Falcon della Marine Nationale

Hugo Boss è riuscito a calarsi più a sud, in modo da difendere con il suo posizionamento il corridoio tra l’alta pressione e il limite dei ghiacchi attraverso il quale dovranno passare gli IMOCA  a sud di Tristan da Cunha.

Il gruppo di testa sta navigando sul limite est di una veloce depressione formatasi al largo delle coste brasiliane. L’aliseo ha ruotato a nordest e con un’ottima leva gli IMOCA stanno navigando al lasco stretto in un vento di 30 nodi pieni con un mare ancora non troppo formato. Sono le condizioni ideali per i nuovi IMOCA equipaggiati con i foils.

Un altro aspetto va sottolineato: la nuova generazione di Open 60 al momento stravince il duello a distanza con i Volvo Ocean 65. Questi hanno spesso navigato su medie superiori alle 500 miglia, ma lo hanno fatto sempre in equipaggio, con un timoniere a spingere su ogni onda, un trimmer costantemente alla scotta e un grinder pronto ad assecondare con i watt dei suoi muscoli le regolazioni. Gli skipper di punta del Vendée Globe stanno viaggiando su medie anche ben superiori ma in solitaria, quasi esclusivamente con il pilota automatico alla “guida” e senza la possibilità di spingere al 100% come può fare un equipaggio della Volvo Ocean Race. Ciò significa che i nuovi IMOCA 60 hanno un potenziale anche ben superiore a quello che stiamo osservando in queste ore.

La situazione della flotta nella discesa verso Sud
La situazione della flotta nella discesa verso Sud

Il grande Sud è ormai alle porte, il treno espresso verso i 40 Ruggenti è ormai partito e non sono previste fermate lungo la rotta. Armel Le Cleac’h e Sebastie Josse (130 miglia di ritardo),  sono riusciti a prenderlo nonostante accusino un ritardo importante, Vincent Riou e Paul Meilhat, le due grandi sorprese di questa prima parte di Vendée, sembrano invece averlo perso. Il potenziale degli IMOCA di penultima generazione sembra infatti essere arrivato al limite e adesso il divario rispetto ai nuovi IMOCA appare insanabile. Non è un caso vedere Safran di Morgan Lagraviéere che sta rapidamente recuperando miglia su PRB ed è ora a 228 miglia dal leader. A ogni rilevamento in classifica PRB e SMA scivolano un po’ più indietro in maniera inesorabile e a questo punto, con il sud e i suoi laschi brutali alle porte, l’unica arma da giocare per queste barche resta quella dell’affidabilità.

Questo è infati ancora un tema aperto: nel Southern Ocean Hugo Boss, Banque Populaire e soci, reggeranno questi ritmi? I nuovi prototipi sono pronti per riscrivere la storia delle regate oceaniche? Due domande che restano in attesa di una risposta che non tarderà ad arivare.

Recife, Brasile – I doldrums sono alle spalle e un passaggio dell’equatore a tempo di record è ormai storia, con 9 giorni, 7 ore e 3 minuti per Hugo Boss, nuovo record che migliora di un giorno il precedente passaggio rtecord Les Sables-Equatore. Il Vendée Globe prosegue a grande ritmo, con un Alex Thomson scatenato in testa alla flotta con il suo Hugo Boss. Nel resoconto che segue vi proponiamo anche alcuni scatti aerei realizzati da un aereo di ricognizione della Marine Nationale che ha sorvolato la flotta quando ancora navigava nell’Aliseo.

Thomson a lavoro a prua del suo IMOCA. Foto Hugo Boss
Thomson a lavoro a prua del suo IMOCA. Foto Hugo Boss

Le ultime 24h ore sono state molto favorevoli per il britannico che ha compiuto un attraversamento delle calme equatoriali molto veloce, riuscendo di fatto a raddoppiare il suo vantaggio. Entrato nel pot au noir con circa 30 miglia di margine, Thomson è arrivato ad averne anche quasi 100 sugli inseguitori, per poi stabilizzare il gap a 65 sul duo composto da Armel Le Cleac’h e Vincent Riou. Un vantaggio frutto di una scelta tattica coraggiosa, impostata probabilmente già al passaggio dell’arcipelago di Capo Verde.

La zona dei doldrums infatti si presentava molto meno estesa del solito e Thomson ha optato per una rotta diretta a sud piuttosto che sul classico posizionamento a ovest scelto dai suoi inseguitori. Scelta che ha pagato bene: Hugo Boss adesso è in totale controllo sugli skiper che seguono. Da una posizione leggermente sopravvento di alcune decine di miglia, l’inglese sarà il primo ad entrare nel vero e proprio Aliseo di sudest che già in queste ore si sta facendo sentire in testa alla regata. A questo punto Thomson potrà decidere anche di allargare leggermente l’andatura per calarsi velocemente verso l’ortodromica, incrementando probabilmente il suo vantaggio. Almeno per le prossime 48h non ci sarà spazio per grandi colpi di scena tattici, ma è plausibile che gli skipper lavoreranno sulle traiettorie nel lungo bordo mure a sinistra di bolina che li attende.

Banque Populaire immortalata dal fotografo della Marine Nationale
Banque Populaire immortalata dal fotografo della Marine Nationale

Abbiamo accenato ad Armel Le Cleac’h e Vincent Riou: i due sono sulla scia dell’inglese per cercare una rimonta che al momento appare difficile, ma il dato da sottolineare è ancora una volta l’ottima performance di PRB.

Riou naviga praticamente francobollato a Le Cleac’h, francamente è una sorpresa perché anche nell’Aliseo di nordest Banque Populaire non ha dimostrato la netta supriorità attesa.

PRB Vista dall'aereo dela Marine Nationale
PRB Vista dall’aereo dela Marine Nationale

PRB, sia pur leggermente più lento con i numeri alla mano, non molla e per Le Cleac’h questa sfida ravvicinata si sta rivelando molto più dura del previsto.

Alle loro spalle Sebastien Josse ha stabilizzato il suo ritardo dal leader in 85 miglia, 87 per il bravo Paul Meilhat su SMA (ex Macif), esordiente del Vendée Globe che fino ad ora sta facendo un’ottima regata.

Maitre Coq di Beyou
Maitre Coq di Beyou

Jérémie Beyou e Morgan Lagraviére, complice un passaggio nei doldrums molto lento, hanno invece perso contatto con il gruppo di testa e sono adesso attardati di 127 miglia.

Più indietro continua il momento nero di Jean Pierre Dick, adesso impantantao nelle calme. St Michel Virbac è addirittura in undicesima posizione a oltre 300 miglia da Hugo Boss, dietro diversi IMOCA di vecchia generazione. Difficile da spiegare il momento no dell’esperto Jean Pierre Dick. Sembra ormai chiaro che Virbac è, tra gli IMOCA di nuova generazione dotati di foils, il meno performante, ma un ritardo simile era difficile da immaginare per uno degli skipper candidati  alla vittoria finale. Le 300 miglia attuali di distacco sono infatti destinate a salire dato il rallentamento nei doldrums, e inizia a diventare molto difficile immaginare un rientro dello skipper nelle posizioni che contano.

Initiative Coeur con la velatura ridotta naviga verso Mindelo dopo l'incidente alla testa d'albero
Initiative Coeur con la velatura ridotta naviga verso Mindelo dopo l’incidente alla testa d’albero

Tanguy de Lamotte è arrivato a Mindelo dove, ormeggiato alla boa di una baia riparata, proverà a risolvere il grosso problema tecnico occorso al suo IMOCA. Initiative Coeur ha infatti perso la testa d’albero: un pezzo di alcune decine di centimetri di carbonio contenente i preziosi fori per il passaggio delle drizze. Complessa la riparazione sulla parte di albero rimasta integra, Lamotte se riparte non potrà comunque più alzare tutta la randa.

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