SHARE

Aggiornamento ore 18 italiane: Alex Thomson ha comunicato alla direzione della corsa di avere subito un’avaria.  Hugo Boss navigava con una mano di terzaroli alla randa e J2 a prua, con il foil di dritta esteso per il 70%, quando la barca ha urtato qualcosa. La velocità aprossimativa era di circa 24 nodi. Così Thomson alla direzione regata:

“Facevo delle medie di 24 nodi e ho sentito un forte botto e la barca ha cambiato direzione. Mi sono precipitato sul ponte e ho capito di avere urtato qualcosa. Ho poggiato, messo la barca in poppa e sono andato a verificare. Il foil di destra è danneggiato e ci sono delle strisciate sullo scafo. Ho levato il piede dall’acceleratore per il momento. Ho cambiato velatura e retratto il foil. Resterò così fin quando il vento non calerà e con lui il mare per pemettermi un’ispezione attenta dei danni. Non ho visto niente in acqua ma ho l’impressione che il foils sia stato urtato per bene. Ho controllato l’interno della barca ma non ci sono dei danni strutturali visibili. Continuo e farò una valutazione non  appena possibile”.

Hugo Boss avanza comunque a 18 nodi e conserva 119 miglia di vantaggio su Armel Le Cleac’h.

 

Tristan da Cunha, Atlantico del Sud – Hugo Boss fa esplodere il LOG: quattro anni dopo, nello stesso punto del percorso, il record sulle 24 h stabilito da François Gabart rischia di essere battuto. Alex Thomson ha fatto infatti segnare 535 miglia sulle 24h e il flusso di intenso nordest nel quale naviga la testa della regata potrebbe portare a un nuovo record.

Hugo Boss in volo al lasco sui foils
Hugo Boss in volo al lasco sui foils

E’ uno strappo importante quello impresso da Alex Thomson in classifica. Impotente sulle performance il super favorito della vigilia Armel Le Cleac’h su Banque Populaire attardato di 125 miglia,  mentre Hugo Boss sta letteralmente sconvolgendo quel tempio della vela francese chiamato Vendée Globe. La superiorità dell’IMOCA inglese è netta ed incontestabile.

L’inglese naviga costantemente tra il nodo e mezzo e i due nodi e mezzo più veloce dei suoi inseguitori, a parte un rallentamento all’ultimo rilevamento: continuando su queste medie al passaggio di Buona Speranza il vantaggio di Hugo Boss potrebbe assumere dimensioni veramente preoccupanti per gli skipper che lo seguono.

Banque Populaire fotografata dal Falcon della Marine Nationale
Banque Populaire fotografata dal Falcon della Marine Nationale

Hugo Boss è riuscito a calarsi più a sud, in modo da difendere con il suo posizionamento il corridoio tra l’alta pressione e il limite dei ghiacchi attraverso il quale dovranno passare gli IMOCA  a sud di Tristan da Cunha.

Il gruppo di testa sta navigando sul limite est di una veloce depressione formatasi al largo delle coste brasiliane. L’aliseo ha ruotato a nordest e con un’ottima leva gli IMOCA stanno navigando al lasco stretto in un vento di 30 nodi pieni con un mare ancora non troppo formato. Sono le condizioni ideali per i nuovi IMOCA equipaggiati con i foils.

Un altro aspetto va sottolineato: la nuova generazione di Open 60 al momento stravince il duello a distanza con i Volvo Ocean 65. Questi hanno spesso navigato su medie superiori alle 500 miglia, ma lo hanno fatto sempre in equipaggio, con un timoniere a spingere su ogni onda, un trimmer costantemente alla scotta e un grinder pronto ad assecondare con i watt dei suoi muscoli le regolazioni. Gli skipper di punta del Vendée Globe stanno viaggiando su medie anche ben superiori ma in solitaria, quasi esclusivamente con il pilota automatico alla “guida” e senza la possibilità di spingere al 100% come può fare un equipaggio della Volvo Ocean Race. Ciò significa che i nuovi IMOCA 60 hanno un potenziale anche ben superiore a quello che stiamo osservando in queste ore.

La situazione della flotta nella discesa verso Sud
La situazione della flotta nella discesa verso Sud

Il grande Sud è ormai alle porte, il treno espresso verso i 40 Ruggenti è ormai partito e non sono previste fermate lungo la rotta. Armel Le Cleac’h e Sebastie Josse (130 miglia di ritardo),  sono riusciti a prenderlo nonostante accusino un ritardo importante, Vincent Riou e Paul Meilhat, le due grandi sorprese di questa prima parte di Vendée, sembrano invece averlo perso. Il potenziale degli IMOCA di penultima generazione sembra infatti essere arrivato al limite e adesso il divario rispetto ai nuovi IMOCA appare insanabile. Non è un caso vedere Safran di Morgan Lagraviéere che sta rapidamente recuperando miglia su PRB ed è ora a 228 miglia dal leader. A ogni rilevamento in classifica PRB e SMA scivolano un po’ più indietro in maniera inesorabile e a questo punto, con il sud e i suoi laschi brutali alle porte, l’unica arma da giocare per queste barche resta quella dell’affidabilità.

Questo è infati ancora un tema aperto: nel Southern Ocean Hugo Boss, Banque Populaire e soci, reggeranno questi ritmi? I nuovi prototipi sono pronti per riscrivere la storia delle regate oceaniche? Due domande che restano in attesa di una risposta che non tarderà ad arivare.

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here