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Tristan da Cunha, Atlantico del Sud- Colpo su colpo. Alex Thomson risponde agli attacchi dei suoi inseguitori e il Vendée Globe 2016 in testa alla regata sta riservando nelle ultime ore non poche sorprese, in un crescendo di performance dei nuovi IMOCA che promettono un Southern Ocean da tregenda.

Hugo Boss in un'immagine aerea
Hugo Boss in un’immagine aerea

Sulla carta l’inglese ha battuto il record sulle 24 ore detenuto da Gabart: Hugo Boss, prima dell’incidente, ha fato segnare infatti 535,34 miglia, contro le 534.48 di Gabart nel 2012.

François Gabart ed Alex Thomson
François Gabart ed Alex Thomson

Il record di fatto c’è, ma non viene riconosciuto dal WSRC perché il regolamento di questi primati prevede per l’ufficialità che vi sia almeno un miglio di differenza. In pratica per il sigillo mancano a Thomson poco più che duecento metri.

A tenere banco sono ancora una volta le performance di Hugo Boss. In molti si attendevano una rapida rimonta dopo la collisione che ha praticamente reso inservibile il foil di dritta dell’IMOCA britannico. Thomson ha si perso parte del suo vantaggio, ma sta dimostrando di riuscire comunque  a lottare alla pari.

All’ultimo rilevamento in classifica Hugo Boss ha corso addirittura come Sebastien Josse e meglio di Armel Le Cleac’h: ha fatto segnare 491 miglia nelle ultime 24 ore, contro le 479 di Banque Populaire e le 491 di Edmond de Rothschild, naviga attualmente a 20.5 nodi contro i 20.3 degli inseguitori.

Il dettaglio della classifica delle 18 odierne
Il dettaglio della classifica delle 18 odierne

Il motivo non è difficile da spiegare: Alex Thomson già prima dell’incidente aveva un buon posizionamento a sud, che gli permette in questa fase e per almeno altre 48 ore di navigare in un vento più intenso nell’uscita da questa veloce depressione e fino alla fase di transizione da negoziare con l’anticiclone.

Thomson racconta l’incidente

Per il resto della regata Thomson potrà contare solo sul foil di sinistra, l’andatura mure a dritta di Hugo Boss sarà quindi nettamente più veloce di quella mure a sinistra senza foil. Come ha dichiarato lo stesso Thomson, nei mari del sud ci si aspetta di poter navigare più con le mure a dritta, per questo motivo Hugo Boss ha ancora qualche posibilità di poter lottare al vertice nonostante la grave avaria.

Questo il commento del britannico: “Ero molto giù di morale, ma adesso va meglio, sto bene. Devo capire come portare la barca al massimo nella nuova configurazione, come un’IMOCA a deriva su queste mura. Fortunatamente nel sud ci sarà tanta navigazione mure a dritta e l’altro mio foil è in perfetto stato, Spingerò forte, farò il massimo, mi sento bene”.

Mentre scriviamo Hugo Boss conserva 87 miglia di vantaggio su Sebastien Josse e 96 su Armel Le Cleac’h. Per resistere ai loro attacchi l’inglese potrà provare a giocare sul posizionamento, cercando con gli scarti laterali di navigare ove posibile in condizione di vento più intenso.

Seb Josse a bordo di Gitana Edmond de Rothschild
Seb Josse a bordo di Gitana Edmond de Rothschild

La configurazione delle vele, e gli angoli, poi dovranno essere diversi: per avere performance simili ai due IMOCA con foil Thomson sarà probabilmente costretto a navigare più invelato quando ciò gli sarà consentito dal meteo, provando a condurre il suo IMOCA su angoli leggermente diversi per cercare più velocità. Probabilmente sarà costretto a fare più strada nel bordeggio alle portanti che sarà preponderante nel Southern Ocean.

Appare realisticamente difficile che Hugo Boss possa resistere sulla lunga distanza, ma in una regata come questa può accadere di tutto e c’è un aspetto che non va sottovalutato: nelle condizioni tipiche dei 40° Sud il mare è molto formato, a volte incrociato, e non sono condizioni ideali per gli IMOCA dotati di foils che invece danno il top quando il moto ondoso non è estremo.

In definitiva Alex Thomson è sicuramente in una posizione difficile con la barca pesantemente penalizzata dall’incidente, ma darlo per vinto troppo presto potrebbe essere un grosso errore di valutazione.

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