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Bluff, Nuova Zelada – La collisione con un UFO di Le Souffle du Nord, l’IMOCA di Thomas Ruyant, si è rivelata molto più grave rispetto alle prime notizie diffuse dalla direzione di regata. Con le dichiarazioni ufficiali dello skipper, e le prime immagini, la situazione appare invece molto critica.

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Sulla coperta dell’IMOCA di Ruyant si notano crepe profonde che hanno quasi spaccato a metà la barca

Molto probabilmente Thoms Ruyant ha centrato in pieno un container, ma l’impatto è stato devastante data la velocità della barca, prossima ai 20 nodi.

La fiancata sinistra dell'IMOCA porta i segni della collisione
La fiancata sinistra dell’IMOCA porta i segni della collisione

“E’ stato come un incidente in macchina, la barca si è fermata di netto. L’impatto è stato ultra violento. Cerco di restare motivato, la mia priorità è cercare di portare la barca in porto. Il Vendée è finito qui per me, avevo detto che sarei arrivato fino alla fine ma i danni sono troppo importanti. La barca è praticamente piegata in due. Sto cercando di raggiungere la Nuova Zelanda a motore, ma devo fare in fretta perché le condizioni meteo vanno a peggiorare e non so se la barca potrà reggere. Ogni dieci minuti controllo la situazione. Non voglio abbandonare la barca, farò di tutto per condurla in porto”.

La commozione di Ruyant nel primo video inviato dopo l’incidente

La situazione dell’IMOCA di Ruyant a  una prima vista appare però quasi disperata. Si notano delaminazioni e crepe diffuse,  alcuni dei rinforzi struturali sono chiaramente saltati, è una fortuna che l’IMOCA si ancora tutto d’un pezzo.

Lo skipper ha comunicato anche di avere preparato le dotazioni d sopravvivenza nel caso in cui la situazione degenerasse velocemente.

http://www.vendeeglobe.org/fr/

3 COMMENTS

  1. Guardando le foto dei danni rimango sconcertato.
    Non capisco niente di costruzione e di strutture, ma mi chiedo quale tipo di impatto possa far chiudere su se stessa una barca. Posso capire una grave falla o che si rompano le appendici.
    Ma questo tipo di danno a me ricorda il coppa America affondato a Auckland.
    Non sarà che diamo tutte le colpe agli OFNI perché fa comodo?
    Quanti container ci sono in mare e perché solo queste barche li prendono? (i volvo magari si arrampicano sugli atolli, ma non mi ricordo di una simile strage )
    Aiutatemi a capire!
    Grazie

  2. E’ molto più semplice incolpare un fantomatico container, che riconoscere mancanze da parte dei progettisti, dei costruttori, dei cantieri, o di se stessi nella preparazione della barca. Ma qualcuno si è mai chiesto quanto grandi sono i tre oceani che stanno traversando queste barche? Com’è possibile che ci sia una concentrazione di relitti e UFO così alta in un deserto di acqua talmente sconfinato?

    • Ciao Aldo, ovviamente non possiamo che riportare come fonte quello che dichiarano i velisti solitari, che sono gli unici testimoni di quanto accaduto. Il problema degli UFO/OFNI è comunque rilevante e gli oceani sono (purtroppo e per nostra colpa) pieni di detriti di ogni genere, non solo container ma molto altro. Nel prosimo numero della rivista dedichiamo un ampio reportage al Vendee Globe, in cui si analizza anche questo fenomeno/problema. Un saluto

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