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Les Sables d’Olonne, Francia- L’incubo di Armel Le Cleac’h ha l’aspetto di un ragazzone inglese biondo e barbuto, con la faccia spiritata, che naviga a bordo di una barca tutta nera. “Mi sarebbe piaciuto un finale più rilassato, ma non sarà questo il caso”, si è lasciato scappare Armel Le Cleac’h all’ultimo contatto con il quartier generale del Vendée Globe ormai installatosi nuovamente a Les Sables, in attesa di conoscere chi sarà lo skipper vincitore. Al rilevamento delle 18CET il vantaggio di Banque Populaire su Hugo Boss è di 88.5 miglia. con 1.205 miglia all’arrivo. Il leader naviga con una VMG di 21 nodi contro i 22.4 del britannico, velocità netta di 23 nodi per Banque Populaire contro i 23.8 di Hugo Boss.

Un inferno d'acqua, ecco come si presenta il pozzetto di Hugo Boss in queste ore
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Nelle ultime 3 ore Thomson ha recuperato 6.7 miglia, ha quindi navigato oltre 2 nodi più veloce. I due volano in un flusso di sudest adesso superiore ai 20 nodi, e così sarà probabilmente per 24-36 ore con un probabile ulteriore rinforzo in arrivo. Sono le condizioni perfette per Hugo Boss: andatura al lasco, vento medio-forte, l’inglese è sul piede di guerra e sembrerebbe in grado di chiudere ulteriormente il distacco, fino a che punto è difficile dirlo.

La posizione dei due leader e il meteo per le prossime 24 ore
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Non sarà un finale rilassato di Vendée Globe per Armel Le Cleac’h. Sulla sua scia Alex Thomson naviga come nei giorni migliori: velocità sopra i 25 nodi, ghigno stampato in faccia, più tela possibile a riva e Hugo Boss che ruggisce sul foil integro recuperando miglio dopo miglio. Dopo oltre 23 mila miglia di regata è plausibile che le due barche in questo momento siano piuttosto in sofferenza, ma non c’è un domani per Alex Thomson: dentro il guscio del suo IMOCA 60 non c’è più un boato o uno stridere di carbonio che può preoccuparlo, pare in una situazione psicologica da trance agonistica e sa che può osare tutto senza avere più nulla da perdere.

“E’ domenica, ora di pranzo, la barca va come un razzo! Sono nuovamente veloce, 24,25,27 nodi, c’è tantissima acqua fuori. C’è vento adesso, trea i 16 e i 22 nodi, è una situazione fantastica per andare forte. Faccio del mio meglio”, racconta Thomson in questo video inviato da bordo.

Non è dello stesso umore Armel Le Cleac’h che naviga inesorabilmente 2 o anche 3 nodi più lento dell’inglese: “Essere davanti con questo meteo non è facile. Da dopo Capo Horn il meteo è contro di me, prima l’Anticiclone dell’Atlantico del sud, poi il pot au noir e una zona complicata davanti a noi. Ci sarà da tenere duro, fino all’arrivo, saranno 5 giorni complicati. Speravo in un finale più rilassato, ma non sarà così, fino alla fine dovrò dare tutto. Sfrutterò tutte le mie conoscenze, tutto ciò che ho imparato, per difendere questo vantaggio, so che ci sarà della bagarre. Mi preparo a essere in modalità Figarò per il finale e non nascondo che c’è un po’ di pressione”.

Per la prima volta dopo oltre 23.000 miglia il muro di emozioni di Armel Le Cleac’h sembra vacillare. Il leader sente la pressione, sa che sarà una battaglia brutale, senza alcuna esclusione di colpi, per le prossime 24 ore e anche di più, fino a Les Sables, fino all’ultimo decimo di miglio di quest’incredibile Vendée Globe.

Una prima ETA realistica può essere prevista per mercoledì notte 15 gennaio, ma molto dipenderà dall’umore della Biscaglia che sembra intenzionata ad accogliere i due solitari con un poco amichevole vento da est tra i 20 e i 25 nodi.

http://www.vendeeglobe.org/

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