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Il Consiglio FIV di sabato scorso a Roma

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Milano– Fare Vela aveva preso un impegno con molti dei suoi lettori, armatori di barche da crociera/regata che aspirerebbero a svolgere un’attività di iniziazione alla regata sociale o di club nel diporto, in mondo semplice e senza dover arrivare ai livelli già previsti per l’agonismo dell’Altura in ORC e IRC. Come ricorderete avevamo pubblicato numerosi interventi in proposito da parte di lettori e rivolto la questione al neo eletto presidente FIV Francesco Ettorre.

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Arriva finalmente dall’ultimo Consiglio della FIV, svoltosi sabato scorso a Roma presso la sede del CONI, la notizia che la questione è stata esaminata  con la convocazione di una Commissione che si occuperà proprio di studiare un regolamento nazionale per il diporto che renda un accesso semplice alle prime regate sociali e nei Marina, che non a caso con Assomarinas fanno parte del gruppo di lavoro, di cui fanno parte anche specialisti del settore altura provenienti da circoli particolarmente sensibili al problema e la stessa UVAI, associazione di classe dell’Altura italiana.

Abbiamo incontrato il presidente della FIV Francesco Ettorre alla serata per i cinquant’anni della Harken a Milano e non potevamo lasciarci sfuggire l’occasione di tornare su una questione che coinvolge potenzialmente migliaia di armatori italiani.

“La Commissione verrà insediata immediatamente ed è composta da persone esperte del problema. L’idea è di studiare un regolamento semplice ed efficace, valido su tutto il territorio nazionale e di usare il 2017 per i primi esperimenti, con l’obiettivo di avere il regolamento pronto e in vigore dalla stagione 2018. Il termine per la fase di studio è stato fissato in tre mesi, ovvero entro la fine di aprile 2017”, è stata la risposta di Ettorre.

“Potenzialmente si tratta di un bacino di velisti che al momento non riusciamo a intercettare, per la complessità dei regolamenti e per l’attività di club che queste barche vorrebbero iniziare a fare. Va da sè che poi qualcuno si potrà appasionare e decidere di crescere di livello entrando nei circuiti già esistenti. Sono allo studio anche convenzioni e sistemi per avere una prima associazione del diporto amatoriale. Chi ha già i suoi certificati potrà ovviamente continuare a svolgere attività agonistica”.

Fare Vela continuerà a vigilare su questa questione per riferire ai propri lettori.

Il Consiglio FIV di sabato scorso a Roma
Il Consiglio FIV di sabato scorso a Roma

Il comunicato ufficiale della FIV riporta che la “Normativa per la Vela d’Altura punta alla creazione di un’attività amatoriale, a metà tra le veleggiate e l’attività agonistica ORC e IRC, già regolamentate da tempo, che coinvolga le numerose imbarcazioni distribuite lungo i porti turistici italiani, al momento escluse dall’ambito delle regate. “Vorremmo che queste barche uscissero dai Marina e scoprissero un altro modo di andare per mare, con regate di club gestite attraverso sistemi semplici e comprensibili a tutti. Formeremo una commissione che cercherà di individuare un criterio tecnico e un regolamento semplificato, al fine di creare una fascia amatoriale di regatanti, magari coinvolgendo anche gli stessi marina, spesso tagliati fuori dal sistema dei club“, ha spiegato Ettorre. “A tal proposito, ci stiamo muovendo con realtà come Assomarinas e UCINA, con cui abbiamo già degli accordi, e saremmo ben contenti di affrontare la questione anche con altri partner. Queste convenzioni, congiuntamente all’attività amatoriale che permetterà di avvicinare allo sport velico una base di velisti attualmente tagliati fuori da qualsiasi attività sportiva, consentiranno di creare un bacino di utenza nuovo da cui potrà attingere la stessa UVAI, l’associazione di classe che riunisce gli armatori impegnati nelle regate d’altura a rating”.

Ettorre ci ha anche confermato che a breve sarà annunciato il nome di un olimpionico straniero che affiancherà la direzione tecnica delle squadre nazionali. Una risorsa indispensabile dotata di quel carisma e abitudine alla vittoria, la cui mancanza era stata tra le cause riscontrate dei mancati successi azzurri a Rio 2016.

Per quanto riguarda l’organizzazione del CICO 2017 a Civitavecchia, di cui molti velisti italiani non sanno a oggi, a 45 giorni dall’inizio delle regate, ancora nulla se non le date (16-19 marzo), ci è stato risposto che la sede sarà a Civitavecchia con l’organizzione di un pool di circoli locali e che entro pochi giorni sarà diffuso il bando e aperto il sito per le iscrizioni. Ci auguriamo che la logistica sia questa volta all’altezza di un evento che è deve essere una vetrina per la vela italiana.

 

Riceviamo e pubblichiamo dal CV Chioggia un commento a questo passo avanti della FIV:

VELEGGIATE: ESULTIAMO, MA NON TROPPO

Timida apertura nel Consiglio Federale dei giorni scorsi per quanto riguarda la normativa sulle veleggiate; la Normativa 2017 mantiene interamente l’odiosa parte relativa alle “Veleggiate” come attività ludica che poco ha a che vedere con le regate di club e con quanto si vede in giro, ma inserisce una “Attività di diporto amatoriale” definita come una attività a carattere semi agonistico che ha il fine di favorire la massima partecipazione alle manifestazioni di circolo. Difficile dare un giudizio perché tutta la parte regolamentare su questa attività è stata rinviata e affidata ad una apposita Commissione che userà la stagione 2017 come stagione sperimentale per definire una normativa apposita che dovrebbe entrare in vigore dal 2018. “Vorremmo che queste barche uscissero dai Marina e scoprissero un altro modo di andare per mare, con regate di club gestite attraverso sistemi semplici e comprensibili a tutti. Formeremo una commissione che cercherà di individuare un criterio tecnico e un regolamento semplificato, al fine di creare una fascia amatoriale di regatanti, magari coinvolgendo anche gli stessi marina, spesso tagliati fuori dal sistema dei club“, queste le dichiarazioni del Presidente Federale che da una parte inducono ad un cauto ottimismo dall’altra fanno temere che le aperture ci saranno ma non così rapide e definitive.

Qui la Normativa: http://www.federvela.it/sites/default/files/diporto.pdf

Gli aspetti positivi:

  1. La Normativa sembra finalmente prevedere una considerazione dell’attività di armatori di barche da crociera/regata che aspirerebbero a svolgere un’attività di iniziazione alla regata sociale o di club nel diporto, in mondo semplice e senza dover arrivare ai livelli già previsti per l’agonismo dell’Altura in ORC e IRC.
  2. La Normativa riconosce per questa attività “diportistica amatoriale” la necessità della semplice tessera FIV da diporto senza certificato medico ma con copertura per infortuni personali, costo della tessera ridotto a € 10,00 (più l’eventuale risparmio del costo del certificato € 30,00)

Gli aspetti negativi e/o ancora “oscuri”:

  1. La Normativa già prevede che “potrà essere stilato un ordine di arrivo a caratteristiche omogenee, preferibilmente lunghezza fuoritutto, senza alcun sistema di compenso dimostrando di non aver capito ancora l’essenza della questione e soprattutto evidenziando ancora una certa riverenza nei confronti dell’ORC aiutandola a mantenere il monopolio dei sistemi di compenso e delle regate a tempi compensati
  2. La Normativa non fa alcun cenno alla possibilità di usare il Regolamento di Regata ISAF, percorsi tecnici, procedure di partenza, e tutto ciò che rende la regata una regata ma si limita ad affermare che “Questa attività, che rientra nelle Manifestazioni Veliche del Diporto anche se con connotati più “sportivi”, si differenzia dalle veleggiate in quanto, pur mantenendo un profilo semi agonistico, accoglie elementi sul piano organizzativo diversi dalle indicazioni ORC ed IRC, ma potrà essere un invito agli armatori per avvicinarsi all’attività agonistica di Altura. Il progetto federale è quello di creare una fascia di utenti che, in manifestazioni organizzate con regole semplici, trovino la possibilità di iniziare un percorso facilitato di avvicinamento alle regate di Altura utilizzando criteri e metodi più semplici (sistemi di compenso e regole)”
  3. Manca completamente anche ogni previsione sulla nomina di giudici di regata che secondo noi dovrebbe essere limitata alla nomina di un giudice locale (al fine di limitare i costi di spostamento che gravano sui circoli o sui giudici stessi) anche di livello zonale o aspirante (un modo e un’opportunità per fare esperienza e assumere delle decisioni in prima persona senza rifugiarsi dietro la decisione del collega più esperto e qualificato) affiancato da volontari di circolo (un modo per avviare all’attività di giudice tante persone di buona volontà disposte a dare una mano in barca comitato)
  4. In definitiva la Normativa sembra ignorare che tutta questa attività che le nuove regole sulla diportistica amatoriale si prefiggono di avviare in realtà esiste già, sono infatti centinaia le regate di club, le regate sociali, le regate dei circuiti Lui & Lei, le regate a vele bianche, i campionati sociali, le varie manifestazioni tipo Veleziana, Barcolana, Chioggiavela etc, che aspettavano solo un riconoscimento e poche chiare regole: la possibilità di usare il Regolamento di regata ISAF e la possibilità di usare un sistema di compensi semplice per la correzione dei tempi. Secondo noi questo rimane l’aspetto fondamentale perché l’armatore di un vecchio Comet accetti di mettersi in competizione con quello di un più moderno X-Yacht o anche di un altrettanto vecchio Grand Soleil; deve esserci la possibilità anche solo lontanamente teorica, di poter prevalere grazie ad una compensazione dei tempi che tenga in considerazione alcuni aspetti delle imbarcazioni facilmente rilevabili.

Esultiamo quindi solo per il cambio di rotta del nuovo Consiglio Federale che speriamo preveda in futuro qualche presa di posizione più importante sull’argomento; per il momento le novità sono talmente tiepide che preferiamo aspettare, tiepidamente anche noi”.

2 COMMENTS

  1. FINALMENTE ! Vedo che la nuova FIV in linea con Normative, Iniziative, Proposte che molte Società affiliate hanno, per la verità seminascoste, posto in essere da molti anni. Ora è il momento di dare la giusta visibilità e regole ad un mondo (Diporto) che, tra l’altro, conta alcune migliaia di Tesserati e che hanno sempre creduto nella FIV. E’ la naturale ed unica possibilità per convogliare un enorme bacino verso attività più competitive: è anche l’unico modo per tenere le nostre imbarcazioni in perfetta efficienza alimentando, altresì, il favorevole impatto nel settore commerciale a tutti i livelli ( Vele, Accessori e Sponsors). Io ci credo! Complimenti FIV ( Presidente Ettorre, Consiglieri e strutture territoriali) per la lodevole iniziativa!

  2. Concordo con quanto scritto dal Circolo Nautico Chioggia,
    La FIV non ha ancora capito ,o fa finta di non capire ,che tutta la discussione precedente era basata soprattutto sul fatto di trovare un sistema di compenso:una barca di 9 metri salvo casi fortuiti non arriverà mai davanti ad una barca 10 metri.
    Essere vincitore overall con una barca di 8 metri è segno di grande soddisfazione per il proprietario.
    Abbiamo visto che neanche ORC riesce in questo,diffatti all’ultimo Campionato Orc a Palermo Globulo Rosso ,barca piccola, è a metà classifica e sono proprio così scarsi visto che tempo fa sono stati proposti come barca dell’anno? Questo ai tempi dello IOR non succedeva.Inoltre a Palermo su 30 barche ci sono 15 vincitori.
    Altro punto negativo è quello di non volere utilizzare il Regolamento di regata:ma quando imparerà a conoscerlo il diportista che diventerà nuovo regatante se non comincia con le cose più semplici?oppure deve avventurarsi in una regata e sentirsi gridare da tutti perché gli altri ne approfittano della sua inesperienza?
    Cordiali saluti
    Franco

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