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Lorenzo Bressani e Caterina Marianna Banti oggi a Miami., Foto Renedo

Roma– No Caterina, così non si fa… Il caso di Lorenzo Bressani e Caterina Marianna Banti, equipaggio di Nacra 17 che, appena dopo aver ottenuto un ottimo quinto posto alla Miami World Cup si dividono… all’insaputa del timoniere “Rufo” Bressani che viene “lasciato” per SMS per andare a fare un altro equipaggio Nacra 17 foil con Ruggero Tita, che a sua volta molla Pietro Zucchetti sul 49er… sta facendo discurere e preoccupare la vela olimpica azzurra. Neanche fossimo al Grande Fratello… La vela olimpica, ragazzi, è cosa seria e presuppone comportamenti all’altezza. Giochini e sotterfugi sono cosa da perdenti. Per chi ancora non lo sapesse, nella vela olimpica si rappresenta un club, una squadra e un Paese, non solo se stessi, e correttezza e trasparenza sono requisiti fondamentali.

Lorenzo Bressani e Caterina Marianna Banti oggi a Miami., Foto Renedo
Lorenzo Bressani e Caterina Marianna Banti a Miami. Foto Renedo

Secondo quanto ha potuto ricostruire Fare Vela, la FIV con il presidente Francesco Ettorre e il DT Michele Marchesini, Alessandra Sensini, il coach Luca de Pedrini, le Fiamme Gialle sono esterefatti. Lorenzo Bressani è furioso e c’è da capirlo. Ma andiamo con ordine.

Dopo aver concordato un programma sportivo per il 2017 di circa 80 giorni tra regate e allenamenti, formato la prodiera, prenotato la nuova barca foil (vi sono già un’ottantina di Nacra foil prenotati) con relativo anticipo in denari, pagato la tarsferta in Florida, Lorenzo Bressani ottiene con Caterina Marianna Banti (l’ordine è voluto, vista la diversa esperienza tra i due velisti) un bel quinto posto a Miami nella World Cup. Al ritorno in Italia, e subito prima di una serie di allenamenti programmati ad Anzio, Bressani, che como noto è uno dei più apprezzati ed esperti velisti italiani con lunga esperienza nella vela professionale e una mai sopita passione e ambizione olimpica, riceve una chiamata da Pietro Zucchetti, azzurro di 49er con Ruggero Tita a Rio 2016. Zucchetti lo informa che Caterina Marianna Banti gli avrebbe detto di avere l’intenzione di formare a breve un equipaggio con Ruggero Tita sul nuovo Nacra 17 foil. Neanche Zucchetti ne sapeva nulla e il suo timoniere non lo aveva informato.

Bressani verifica la voce, prova a contattare la Banti, che non si trova, fino a raggiungerla con un SMS che chiede spiegazioni su queste “voci di banchina”. La Banti risponde dopo qualche ora e conferma. Sempre per SMS che la voce è vera, che avrebbe voluto dirglielo… che aspettava di parlare prima con l’Aniene e Alessandra Sensini (responsabile sportiva del circolo romano, a cui proporre un programma per avere fondi, sì ma quale e con chi?)… che insomma lo pianta in asso. Il timoniere triestino diventa il Lorenzo furioso e passa 48 ore al telefono per cercare di ricostruire la cosa e chiedere spiegazioni anche ai dirigenti federali. Raggiunto da altra testata per una normale intervista, Bressani si sfoga e parla chiaro, si sente tradito e ingannato. La notizia diventa pubblica.

Nessuno ne sa niente e la manovra nell’ombra della Banti e di Tita fa infuriare diverse persone. Il risultato è che Lorenzo Bressani, candidato a un ottimo quadriennio in Nacra dopo l’esperienza specifica acquista nella scorsa campagna e la consapevolezza (Santiago Lange insegna) che la maturità sportiva (anche nei comportamenti) serve eccome su una barca pensata per i giovani, sta cercando una prodiera per disputare l’ormai prossimo CICO a Ostia e affrontare il quadriennio. Si rompe, poi, l’equipaggio di 49er che ha rappresentato l’Italia a Rio, lasciando a piedi un prodiere che vanta due Olimpiadi (la prima fu il quarto posto con Gabrio Zandonà a Weymouth 2012 in 470). La mancanza di fiducia non può certo far andare in barca insieme per circa 300 giorni all’anno due persone.

Al di là della decisione di cambiare equipaggio, che se programmata e discussa apertamente sarebbe legittima, è il modo, il sotterfugio a lasciare sconcertati. Lo scriviamo chiaro: si tratta di un atteggiamento da perdenti, che non merita alcun finanziamento o aiuto da parte di quella FIV o di sponsor il cui sostegno tanto si invocherebbe. Bisogna meritarselo e questo non è il modo di farlo.

Quando si fa parte di una squadra, di un team nazionale (in via di formazione, ma ci risulta che dei piccoli rimborsi per Miami siano stati erogati agli atleti) bisogna rispettare delle regole e comportarsi in modo “sportivo”. Deciso, ambizioso ma chiaro. Un cambio d’equipaggio deve essere discusso con coach, dirigenti, eventuali sponsor. ne va della credibilità personale. L’Olimpiade non è per tutti: per definizione è riservata ai migliori, a coloro che superano una lunga selezione. Comportamenti e trasparenza sono tra i requisiti richiesti. Chi non li dimostra semplicemente è un perdente.

Continua a sfuggire ad alcuni nella vela italiana come il lavoro di gruppo e il confronto/stimolo dei migliori sia condizione indispensabile per crescere e vincere. Invece, ancora c’è qualcuno, e dispiace constatare che siano dei giovani, che pensa che con la furbizia e i sotterfugi si possano ottenere risultati. Ragazzi, proprio non ci siamo, e chissà che la Federazione Italiana Vela non debba questa volta prendere dei provvedimenti.

 

La replica da parte di Caterina Marianna Banti, che riceviamo e pubblichiamo:

“Gentila Fare Vela,

penso sia necessario fare chiarezza.

Sono state fatte affermazioni sulla base di una “voce” e di un semplice SMS, che tra l’altro non confermava affatto le conclusioni descritte nell’articolo. Inoltre, mi sono state messe in bocca parole che mai ho pronunciato, e impegni che mai ho preso.
Prima di pubblicare un caso, credo sia opportuno verificare la veridicità delle fonti, consultando tutte le parti in causa.
Mi dispiace non avere potuto confrontarmi con Lorenzo Bressani.

L’idea di un cambio di equipaggio si è presentata solo a Miami.
Per ora, si tratta solo di un progetto che deve passare al vaglio di tutti gli stakeholders coinvolti, dopo attente valutazioni e considerazioni. Pertanto, non vi è nulla di definitivo né di concreto.

Per quanto riguarda il rapporto tra me e Lorenzo Bressani, io sono sempre stata molto chiara ed onesta con lui, parlando delle mie e delle nostre problematiche in equipaggio.

Ho sempre avuto, e continuo ad avere, grande rispetto e reverenza nei suoi confronti, come persona e come velista, consapevole della sua grande esperienza e del suo valore. È stato un onore per me essere la sua prodiera.
Ho investito tutta me stessa e il mio impegno in questo progetto con Lorenzo, con tanta voglia di imparare e di mettermi in gioco.
Tuttavia, non sempre i nostri rapporti in barca sono stati semplici e sereni.

Ringrazio Lorenzo e sua moglie Lorenza per il percorso che abbiamo fatto insieme, nella speranza di potere parlare e confrontarci in modo sereno su quanto accaduto”.

Caterina Banti

8 COMMENTS

  1. Perché Fare Vela fa da cassa di risonanza ad una polemica di cui non possono conoscersi gli aspetti veramente rilevanti? Chissà quali implicazioni di carattere personale la faccenda rileva per gli interessati, il grande pubblico cosa c’entra? Dispiace che la Banti venga esposta in tale sgradevole modo al pubblico ludibrio della gente, credo che – così come Tita – abbia tutto il diritto di fare le scelte che le competono. Non discuto lo stile, la forma e magari anche la buona educazione, perchè non conosco come si sono svolti i fatti. Può darsi anche che la notizia sia uscita prima del tempo non dando alla Banti ed a Tita il tempo ragionevole per comunicarla nei modi dovuti ai rispettivi compagni. Auguro al grande Lorenzo Bressani di trovare una brava compagna (a proposito che fine ha fatto la brava Micol?) ed al nuovo equipaggio Tita-Banti le migliori fortune. Zucchetti poi è talmente bravo che farà bene dovunque e comunque.

  2. Perché Fare Vela fa da cassa di risonanza ad una polemica di cui non possono conoscersi gli aspetti veramente rilevanti? Chissà quali implicazioni di carattere personale la faccenda rileva per gli interessati, il grande pubblico cosa c’entra? Dispiace che la Banti venga esposta in tale sgradevole modo al pubblico ludibrio della gente, credo che – così come Tita – abbia tutto il diritto di fare le scelte che le competono. Non discuto lo stile, la forma e magari anche la buona educazione, perchè non conosco come si sono svolti i fatti. Può darsi anche che la notizia sia uscita prima del tempo non dando alla Banti ed a Tita il tempo ragionevole per comunicarla nei modi dovuti ai rispettivi compagni. Auguro al grande Lorenzo Bressani di trovare una brava compagna (a proposito che fine ha fatto la brava Micol?) ed al nuovo equipaggio Tita-Banti le migliori fortune. Zucchetti poi è talmente bravo che farà bene dovunque e comunque.

    • Gentile Antonino,
      Perché chiarezza e trasparenza sono tra i requisiti per vincere nella vela olimpica. E qui, ripetiamo ancora una volta, non si tratta di discutere un cambio d’equipaggio, fatto normale ma delle modalità con cui questo è stato gestito. La normalità sarebbe che gli interessati avessero parlato e chiarito la necessità di un cambio. Il tuitto confrontandosi anche con tecnici e la Federazione. Onestamente se le pare normale venire a sapere della manovra per caso e ricevere la conferma da un SMS, non sappiamo cosa aggiungere.
      Giovanna Micol fa la mamma.

      Un saluto

  3. Gentile Michele,

    penso sia necessario fare chiarezza.

    Sono state fatte affermazioni sulla base di una “voce” e di un semplice SMS, che tra l’altro non confermava affatto le conclusioni descritte nell’articolo. Inoltre, mi sono state messe in bocca parole che mai ho pronunciato, e impegni che mai ho preso.
    Prima di pubblicare un caso, credo sia opportuno verificare la veridicità delle fonti, consultando tutte le parti in causa.
    Mi dispiace non avere potuto confrontarmi con Lorenzo Bressani.

    L’idea di un cambio di equipaggio si è presentata solo a Miami.
    Per ora, si tratta solo di un progetto che deve passare al vaglio di tutti gli stakeholders coinvolti, dopo attente valutazioni e considerazioni. Pertanto, non vi è nulla di definitivo né di concreto.

    Per quanto riguarda il rapporto tra me e Lorenzo Bressani, io sono sempre stata molto chiara ed onesta con lui, parlando delle mie e delle nostre problematiche in equipaggio.

    Ho sempre avuto, e continuo ad avere, grande rispetto e reverenza nei suoi confronti, come persona e come velista, consapevole della sua grande esperienza e del suo valore. È stato un onore per me essere la sua prodiera.
    Ho investito tutta me stessa e il mio impegno in questo progetto con Lorenzo, con tanta voglia di imparare e di mettermi in gioco.
    Tuttavia, non sempre i nostri rapporti in barca sono stati semplici e sereni.

    Ringrazio Lorenzo e sua moglie Lorenza per il percorso che abbiamo fatto insieme, nella speranza di potere parlare e confrontarci in modo sereno su quanto accaduto.

    Caterina Banti

    • Ciao Caterina e grazie della tua risposta, che pubblicheremo nel corpo dell’articolo, in modo dare a te la stessa visibilità.

      Ti possiamo assicurare di aver pubblicato questo articolo come uno spunto per aiutare la crescita della vela olimpica italiana, per capire come anche la forma sia parte della sostanza che, nel tempo, rende un velista sempre migliore.
      Abbiamo ovviamente avuto modo di verificare quanto riassunto nell’articolo prima di pubblicarlo.
      Un saluto a te

  4. Concordo con il commento di Antonio. La prodiera avrà sbagliato anche modi e mancato di trasparenza, bressani fa bene ad incavolarsi ed eventualmente farà bene la federazione a prendere provvedimenti ma perché commentarli e emettere giudizi in questa sede? Non siamo su novella duemila o simili.

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