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Bermuda– La Coppa torna ad Auckland e lo fa con una strabiliante vittoria dei ragazzi di Emirates Team New Zealand. Oracle Team USA annichilito. Sette a uno, spazzato via con un progetto migliore e una maggior voglia di vincere della nuova generazione kiwi. Peter Burling a 26 anni diventa il più giovane skipper ad aver vinto l’America’s Cup. I neozelandesi vincono la Coppa per la terza volta dopo quelle del 1995 e del 2000.

Il momento della gloria per i kiwi. La Coppa è strtavinta e torna ad Auckland, un bene per tutta la vela.

La conferenza stampa post-vittoria (Peter Burling, Glenn Ashby, Grant Dalton e Matteo De Nora):

https://youtu.be/8xIWpnsrurc

E, cosa ancor più importante, con la vittoria di ETNZL torna Luna Rossa, con Patrizio Bertelli che era alle Bermuda insieme al commodoro del CV Sicilia Agostino Randazzo, tornerà forse Ernesto Bertarelli con Alinghi, magari Mascalzone Latino e finisce l’era di Oracle. Una parentesi mai troppo felice nella storia centenaria della Coppa che si è distinta più per le controversie legali e la prepotenza che per le geniali intuizioni tecniche, in cui invece i kiwi hanno eccelso.

Peter Burling a Blair Tuke, le due nuove superstar della vela mondiale: under 30 con un’oro e un argento olimpici e una Coppa America…

Jimmy Spithill esce assai ridimensionato dalla sfida con Peter Burling. Anche oggi in race 9 (perché, ricordiamo, i kiwi hanno vinto otto regate contro l’unica di Oracle) non c’è stata storia, troppa la superiorità kiwi. I neozelandesi, che hanno vinto la Coppa con un budget che era meno della metà di quello oracliano, avevano più fame… e hanno aguzzato l’ingegno, trovando soluzioni tecniche (il pedal grinding) che sembravano tanto geniali quanto ovvie nella loro semplicità. Viene da chiedersi cosa facessero le spie degli altri team ad Auckland mentre in ETNZL creavano e studiavano le soluzioni che gli hanno permesso di spazzare via ogni avversario.

Foto Martina Orsini

Tecnicamente il design team, che ha lavorato a filo doppio con il sailing team, ha scommesso tutto sulle statistiche meteo di fine giugno alle Bermuda, ovvero preparanbdo una configurazione che eccellesse con vento leggero da 6 a 11 nodi e fosse conservativa con vento superiore. Modelli matematici al lavoro e missione riuscita in pieno. Aotearoa è stata più veloce in bolina fino a una settimana fa e poi sempre con miglior Vmg, anche dopo il disperato tentativo di scopiazzamento degli oracliani.

L’equipaggio vincente di ETNZL

Il sailing team kiwi, oltre a Peter Burling che dimostra ancora una volta quanto sia netta la superiorità delle classi olimpiche rispetto a tutti gli altri tipi di vela, contava su Josh Junior, un finnista top al mondo, su Blair Tuke, prodiere di Burling in 49er e quindi anche lui oro olimpico, su Glenn Ashby, pluricampione di Classe A e certosino regolatore dell’ala, su Andy Maloney e sul mitico Simon “atestabassa” van Velthooven, bronzo olimpico in ciclismo su pista. Insomma, i kiwi erano un equipaggio migliore e in Oracle hanno peccato di presunzione senza la guida diretta di Russell Coutts, più preso dagli aspetti organizzativi della Coppa. Spithill sembrava ormai da mesi ripetere la lezione a slogan di quanto “è bella la nuova Coppa” e quanto siamo forti noi di Oracle, ma non ha saputo dirigere un team vincente, senza trovare quelle intuizioni teniche che da sempre sono la chiave della vittoria in Coppa.

Una vera nemesi per Spithill. Lui, abituato a giocare al gatto con il topo con gli avversari nelle partenze del match race classico (ricordate la semifinale di Louis Vuitton 2007 quando Luna Rossa strapazzò Oracle Racing per 5-1, con Spithill a mordere Dickson?), viene strapazzato dal buon Peter. Uno a cui converrebbe affidare il volante anche a duecento all’ora contromano in autostrada, tanto è parso il suo autocontrollo e la capacità di giocare di squadra.

Jimmy Spithill, il grande sconfitto dell’AC Match, rende omaggio ai vincitori

Cosa succederà adesso? La Coppa torna ad Auckland, quasi sicuramente nel 2021, dove era già stata dal 1996 al 2003, e ne trarrà grande immagine. Il fiero popolo kiwi la esalterà e per gli italiani il pensiero alle notti magiche della Luna Rossa tornerà probabilmente a essere realtà. Soprattutto, la Coppa tornerà a regole certe, nel rispetto di quella tradizione che ne ha creato la leggenda, sin dal 1851. I kiwi faranno le regole concordandole con il nuovo challenger of record (ovvero il primo sfidante), probabilmente vi sarà un richiamo a regole sulla nazionalità. Foil sì o no, monoscafi veloci o ancora cat volanti. Non è questa la questione principale. La Coppa è sempre stata all’avanguardia della tecnologia e nessuno vuole riportare indietro l’orologio della vela. Da parte Luna Rossa sermbra prevalere l’ipotesi di un monoscafo veloce, un Tp52 più grande per intenderci, da parte kiwi ci sarebbe libertà di pensiero. Le regole, invece, quelle sì che hanno bisogno di certezze. Di coinvolgimento, di partecipazione e volete mettere tra la capitale mondiale della vela e una sperduta e supercara isoletta in mezzo all’Atlantico?

ETNZL vola verso l’ultimo arrivo. La Coppa torna in Nuova Zelanda

La Coppa Golia che voleva rivoluzionare un intero movimento è stata quindi salvata dal Davide Kiwi, che ha fatto quello che i ricchi e un po’ viziati oracliani non sapevano più fare, ovvero pensare a cosa possa far andare veloce, sempre più veloce una barca. Qualunque essa sia, volante o no. Perché questo, alla fine, è contato, molto più delle manovre mai troppo chiare di Oracle, che alla fine ha fallito clamorosamente la sua difesa, che aveva già vacillato a San Francisco 2013. Se Emirates Team New Zealand è il trionfatore della Coppa numero 35, Oracle Team USA, che lo stanco Larry Ellison e l’appagato Russell Coutts hanno lasciato nelle mani inesperte di Spithill, è il clamoroso perdente. 7 a 1 è un vero massacro sportivo. Non ci sono scuse e, come sempre, nei 166 anni di storia della Coppa, non c’è davvero secondo. Kiwi chapeau. Sono loro che hanno compiuto l’impresa: andare a vincere la Coppa con le regole fatte dal defender e mai come questa volta, con un quasi monotipo, era complicato farlo. E i kiwi lo hanno fatto.

Luna Rossa challenger of record

Riportiamo qui il comunicato stampa appena inviato da Luna Rossa, sul suo ruolo di primo sfidante e quindi challener of record per la Coppa numero 36.

XXXVI AMERICA’S CUP. CIRCOLO DELLA VELA SICILIA CHALLENGER OF RECORD WITH LUNA ROSSA

The Royal New Zealand Yacht Squadron accepts the challenge of Circolo della Vela Sicilia, which becomes the Challenger of Record for the XXXVI America’s Cup.

Great Sound of Bermuda, 26th June, 2017.

Press Release.

The Royal New Zealand Yacht Squadron accepts the challenge of Circolo della Vela Sicilia, which becomes the Challenger of Record for the XXXVI America’s Cup.

The Royal New Zealand Yacht Squadron is pleased to announce that it has accepted a challenge from Circolo della Vela Sicilia which was received immediately upon the victory of Emirates Team New Zealand in the last race of the 35th America’s Cup.

As the first challenger, CVS will be the Challenger of Record for the 36th America’s Cup and its representative team will be Luna Rossa Challenge.

The 36th America’s Cup will be open to further challengers from any organized Yacht Club of a foreign country under conditions to be announced in due course.

RNZYS and its representative team, Emirates Team New Zealand, look forward to working with CVS and Luna Rossa Challenge to create an exciting future for the event by combining innovation with the traditional sporting values of the America’s Cup.

Il Royal New Zealand Yacht Squadron accetta la sfida del Circolo della Vela Sicilia, che sarà il Challenger of Record della XXXVI America’s Cup.

Il Royal New Zealand Yacht Squadron è lieto di annunciare di aver accettato la sfida del Circolo della Vela Sicilia nel preciso momento della vittoria di Emirates Team New Zealand nell’ultima regata della 35^ America’s Cup.

Essendo il primo challenger, il Circolo della Vela Sicilia sarà Challenger of Record della XXXVI America’s Cup e sarà rappresentato dal team Luna Rossa.

La 36^ America’s Cup sarà aperta a ulteriori sfidanti di qualunque yacht club straniero  organizzato come tale, conformemente alle condizioni che saranno annunciate a tempo debito.

Il Royal New Zealand Yacht Squadron e il team che lo rappresenta, Emirates Team New Zealand, si ripromettono di collaborare con il Circolo della Vela Sicilia e Luna Rossa per assicurare all’evento una nuova impronta, coniugando volontà di innovazione con i valori tradizionali della Coppa.

By the Commodores.

Steve Mair.

Royal New Zealand Yacht Squadron.

Agostino Randazzo.

Circolo della Vela Sicilia.

Race 9 ETNZL (7-1) batte Oracle Team USA (1-7) di 00:55

Vento sugli 8-9 nodi. Regata senza storia. Burling lascia sfogare Spithill in partenza, che accelera e gira la prima boa con 3″ di margine, ma bastano i primi metri di poppa per capire che la partita è chiusa. Il Vmg di Aotearoa è sempre migliore e le manovre pulite e stabili. Alla poppa sono già 20″, alla prima bolina 26″, poi ancora 35″ e 24″ all’ultimas bolina. A nulla servono un paio di split tentati da Tom Slingsby, il tattico. Semplicemente ETNZL è una barca migliore e i migliori, cinque ragazzi neozelandesi e un australiano (Ashby), sono quelli che vanno a tagliare l’arrivo con 55 secondi di vantaggio. A Spithill e ai ragazzi di Oracle non resta che applaudire a capo basso i vincitori della 35th America’s Cup.

ETNZL vs Oracle Team USA 7-1

La dichiarazione di Bertarelli (Alinghi): “Congratulazioni a Emirates Team New Zealand per una vittoria più che mai meritata. La loro determinazione e la loro spinta innovativa sono un esempio per chi pratica lo sport agonistico, ma sono anche un invito a non dimenticare la passione e l’ingegno che da sempre animano l’America’s Cup”. Questa la dichiarazione Ernesto Bertarelli, patron di Alinghi e due volte vincitore dell’America’s Cup (nel 2003 e nel 2007), a commento del trionfo dei ‘Kiwi’ contro Oracle USA nel mare delle Bermuda. “Emirates team New Zealand, grazie a un’incredibile combinazione di talento sportivo da parte del team guidato da un campione come Peter Burling, ha elevato il nostro sport a un nuovo livello – ha  concluso Bertarelli  – Grazie davvero da parte nostra per quello che avete realizzato.”

Riccardo Bonadeo, Commodoro dello Yacht Club Costa Smeralda, già a capo della prima sfida italiana, Azzurra nel 1983:  “Congratulazioni a Team New Zealand e al mio amico Grant Dalton a capo della sfida neozelandese. Congratulazioni anche a Patrizio Bertelli nuovo Challenger of Record con il Circolo della Vela Sicilia, se ci saranno le condizioni per la prossima edizione, lo Yacht Club Costa Smeralda potrebbe ritornare con Azzurra, dopo aver fatto conoscere  l’America’s Cup agli italiani con la prima sfida tricolore”.

Il preview

Sarà oggi, lunedì 26 giugno, il gran giorno dei kiwi, ovvero della rinascita dell’America’s Cup dopo la parentesi oracliana? Lo sapremo questa sera a partire dalle 19:12 ora italiana. Emirates Team New Zealand e il nuovo asso Peter Burling hanno bisogno ancora di una sola vittoria, partendo da un parziale di 6-1 (7-1 sull’acqua), mentre Oracle Team USA e Jimmy Spithill devono vincere entrambe le regate previste per oggi e sperare ancora, “pensando una regata alla volta”.

Da quanto visto ieri, le chance di Oracle sembrano ormai poche proprio perché non si è visto un delta di velocità favorevole al defender. Le previsioni sono di vento leggero tra i 6 e gli 8 nodi, terreno preferito dei neozelandesi che hanno ottimizzato la loro barca proprio per queste condizioni medie d’inizio estate alle Bermuda.

Ci sarà ancora James Spithill al timone di Oracle Team USA o il suo posto sarà preso da Tom Slingsby, oro olimpico nei Laser a Weymouth 2012?

Segui il live su Fare Vela a partire dalle 19. Qui il link per lo streaming (solo su PC o Mac).

5 COMMENTS

  1. Verrebbe da dire che se non lo avevano sostituito nel 2013 sotto di 1-8 non lo sostituiranno di certo adesso, anche se in pozzetto fecero salire Ainslie al posto di Kostecky che avrebbe dovuto conoscere le correnti della baia di SF come le sue tasche. Ma se andiamo a vedere nel 2013 il problema era nelle prestazioni della “barca” in bolina, risolto in soli due giorni, ancora non ho capito bene come, portando Oracle a fare foiling controvento; e per Dean Barker calò la notte. In questa edizione sono partiti male, molto male, ma sono riusciti di nuovo a recuperare ed avere prestazioni quasi simili a TNZL ma il l’anello debole si è dimostrato Spithill nelle partenze; incredibili i suoi errori, umiliato come un ragazzino alle prime armi, diciamolo chiaro: le maggiori responsabilità dell’attuale situazione sono da addebitarsi a Spithill. Ma sostituirlo ha senso? Questi cat non possono essere timonati senza un’adeguata preparazione; abbiamo visto Artemis quando Nathan Outteridge è finito in acqua ed ha preso il timone un altro membro dell’equipaggio: la conduzione era diventata pericolosa ed infatti dopo 30 secondi hanno abbandonato la regata. Certamente Oracle ha un timoniere sparring partners di Spithill, ma se è lo sparring ci sarà un motivo. Ho letto di chi vorrebbe Slingsby al timone, chi vorrebbe Presti, chi dice che potrebbero chiamare Dean Barker (!!). A mio avviso ci sarà Spithill, e spero per l’ultima regata.

  2. Ha vinto il miglior team che ha sempre fatto vela con il cuore, tirando fuori dal cilindro magico delle soluzioni tecniche che hanno sempre ribaltato la vela in meglio.
    Solo etnz potrà fare una coppa senza inganni e che la vinca il migliore e non il più furbo che fa le regole.
    Che ellison abbia capito la lezione? Penso di no…..

    • Può un asino imparare a cantare? No, continuerà a ragliare: la lezione non la impara, lui le regole vuol farle, non seguirle.

  3. Appena vista in differita, senza sapere il risultato, la regata della vittoria di tnzl. Grande dimostrazione di superiorita’, incredibile freddeza di Burling, dopo il primo gate avevo il timore che ci sarebbe stato bisogno di race 10 invece una strambata e gia’ erano davanti. Bravi kiwi.

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