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Scugnizza in regata a Porto Carras. Foto Carloni

Roma– Che fine ha fatto il caso Scugnizza? Come si ricorderà, lo scorso aprile l’NM38s italiano era stato squalificato per “grossa condotta antisportiva”, da RRS 69, e conseguentemente tolto dalla classifica del Campionato Europeo ORC 2016 disputato a Porto Carras, in Grecia, e che la barca napoletana aveva in un primo momento vinto in classe C. Scugnizza fu trovata, dalla documetazione esaminata da una Giuria Internazionale convocata successivamente, colpevole di alterare l’assetto in regata rispetto a quello della stazza, tramite l’ausilio di pompe per imbarcare ed espellere acqua. Il caso fu ripreso dai principali media velici internazionali, non facendo certo una buona pubblicità alla vela d’altura italiana.

Scugnizza in regata a Porto Carras. Foto Carloni

Per la Giuria Internazionale dell’evento, la squalifica e la successiva eliminazione di Scugnizza dalla classifica, con titolo europeo riassegnato ad altra imbarcazione, chiudevano di fatto il caso. La gestione della regola 69, “grave condotta antisportiva”, è infatti di competenza degli organi disciplinari della Federazione d’appartenenza, che hanno la facoltà di comminare o meno le squalifiche del caso. A tre mesi da quella sentenza, però, ancora non si è saputo nulla delle azioni che gli organi di giustizia FIV avrebbero intrapreso o starebbero per intraprendere contro i tesserati coinvolti nel caso Scugnizza, a cui appunto dovrebbe o meno essere comminata una squalifica. La barca ha, tra l’altro, regatato in eventi recenti, tra cui la Regata dei Tre Golfi.

Il caso, che coinvolge evidentemente anche l’immagine della vela italiana all’estero, merita di essere seguito fino alla sua conclusione. Attendiamo, quindi, notizie in merito da parte degli organi preposti della Federvela.

10 COMMENTS

  1. La settimana scorsa a Monfalcone per gli Italiani gareggiava tranquillamente sotto gli occhi di tutti i vertici Fiv e UVAI. Armatore diverso ( figlia) e stesso equipaggio. Fate voi.

  2. Avendo seguito, con particolare attenzione e fin dall’inizio, il grave caso “Scugnizza” su documenti ufficiali e su notiziari nazionali ed esteri, ero rimasto in attesa che la vicenda si chiudesse definitivamente con la decisione della FIV. E’ quanto meno “sorprendente” che siano trascorsi ben tre mesi di assoluto silenzio e si sia ancora in attesa del verdetto, per un caso che mi pare piuttosto semplice e già giudicato da una qualificata Giuria Internazionale. In un Paese come il nostro, nel quale la lentezza della giustizia è un fattore endemico, mi illudevo che almeno quella sportiva lo fosse di meno. Il tuo intervento, più che opportuno, ha riportato all’attenzione il caso, che altrimenti rischiava di finire addirittura nel dimenticatoio. Concludo augurandomi che non insorgano pastoie burocratiche o procedurali tali da far finire tutto … in secca.

  3. Rispondo a Michele. L’UVAI può agire solo nei riguardi degli armatori e, come ha già fatto il “nostro”, la barca è ora della figlia e lui ci può regatare quanto vuole fino a che non interverrà la FIV.

  4. Purtroppo questa è la realtà. Un’altra dimostrazione di “abilità” a fruttare le regole a proprio favore.
    Il mondo si sa è dei furbi. Il problema è di chi ha la possibilità di far rispettare le regole e non lo fa!

  5. Insabbiare questo caso non fa onore alla Vela italiana e il silenzio della FIV lascia l’amaro in bocca e molte ombre di dubbio.
    Tutte cose di cui non non avevamo bisogno.
    Paolo Rastrelli

  6. E’ vergognoso che intanto l’hanno ammessa al mondiale ORC di Trieste nelle classe C, a discapito di altre barche che sono rimaste fuori (ammesse solo 50 barche per classe)…quando gli organizzatori avevano titolo per poterla escluderla…questa è l’Italia!!! avanti così … esser furbi paga sempre!!! meditate gente meditate!

  7. Ma l’avete vista la penna della randa di scugnizza ad italiani e mondiali? colorata con una banda nera di 10 cm sopra al bianco/grigio del resto della vela per dare l’illusione ottica di essere sotto al segno di stazza (sempre bianco su albero nero) e invece sempre sopra.
    Per non parlare poi dell’inseguimento con motore acceso in pre-partenza enll’ultima regata per stare attaccata a katariina, buttarla fuori facendola squalificare e facendole perdere così il podio al mondiale.
    Questa barca e questo equipaggio non dovevano essere presenti ne all’italiano ne al mondiale per questi motivi…erano li solo per danneggiare gli altri…è una vergogna che la FIV abbia lasciato permettere tutto questo.

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