SHARE

Auckland, Nuova Zelanda- In attesa dell’annuncio sulla prossima barca per la 36th America’s Cup, proseguono gli insider sullo storico successo di Emirates Team New Zealand. Dei buoni contenuti vengono dal Podcast che Alan Block di Sailing Anarchy ha pubblicato, contenente anche un’intervista al wing trimmer Glenn Ashby.

Dopo una lunga introduzione, Block alla fine parla anche lui (dopo Grant Dalton) dell’autopilota sviluppato e ceduto da Luna Rossa che sarebbe stato cruciale per la vittoria. Si tratta di una consolle tipo Game Boy, dove su uno schermo si muove un pallino, setting ideale dei foil secondo l’autopilota. Il quarto velista/ciclista Blair Tuke (prodiere oro olimpico di Peter Burling sul 49er), avendo le mani libere, muove un secondo pallino di controllo effettivo dei foil per emulare il primo ma con “intervento umano” per rispettare il regolamento. Sembrerebbe un pan per focaccia reso a Oracle, per il fantomatico “Herbie” che avrebbe ribaltato le cose a San Francisco 2013…

Glenn Ashby, Emirates Team New Zealand Parade in Queen Street in Auckland. Ricordiamo che Ashby era con Oracle durante la vittoria del 2010. Foto Borlenghi

Quello che dice Alan Block, e che risulta anche a Fare Vela, è che Bertelli ha ceduto Intellectual Property di Luna Rossa (ma anche un AC45 di sviluppo) che vale 30M€ in cambio del ruolo di Challenger of Record (in caso di successo kiwi) e del diritto di contribuire a scegliere il nuovo tipo di barca. Da quanto visto alle Bermuda, con Luna Rossa subito protagonista della prima sfida e del conseguente ruolo di challenger of record, l’accordo è stato rispettato. Sulla scelta della nuova classe per la Coppa, da parte di Luna Rossa si propenderebbe per un monoscafo planante di nuova generazione. La decisione tiene conto di molti altri fattori, per esempio è noto che uno dei potenziali sfidanti big, Alinghi di Ernesto Bertarelli, avrebbe invece una forte preferenza per restare sui foiling cat.

Ashby controlla l’ala durante una regata della 35th AC. Foto San der Borch

Così commenta il podcast il nostro esperto Beppe Giannini: “Ashby dice cose tecnicamente interessanti: mentre gli altri scarrellavano l’ala con la scotta sul winch, il loro sistema idraulico consentiva di lasciare ferma la parte inferiore dell’ala e di lavorare sul twist. In questo modo il carico laterale sui foil restava costante e necessitavano di meno regolazioni, alla fine meno olio degli altri. Di fatto, da un’altra parte hanno detto che per risparmiare peso hanno sbarcato uno dei tre accumulatori idraulici, tanto con i pedali riuscivano a mantenere sempre carichi gli altri due. Questo mentre dai grafici della pressione idraulica di Oracle si vede come partissero con i tre accumulatori caricati al massimo, e nel corso della regata la pressione via via diminuiva senza che riuscissero a farla risalire”. Un’altra delle genialità kiwi che hanno portato alla vittoria nella 35th AC.

 

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here