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Spray su Turn the Tide on Plastic

Madeira– Non si fa attendere lo spettacolo alla Volvo Ocean Race. In sole 24 ore dalla partenza da Lisbona, la flotta dei sette VO65 ha già coperto più di 400 miglia, a medie prossime ai 20 nodi grazie a un potente e bagnatissimo flusso di Aliseo da NE sui 20/25 nodi. E’ subito Volvo, quindi, intesa come coperte spazzate dall’acqua, planate continue, equipaggi fradici ed eccitati, battaglia tattica come in una regata tra le boe… Insomma tutto quanto ha reso mitica la Volvo Ocean Race e ciò che realmente piace al pubblico che la segue.

Spray su Turn the Tide on Plastic
Leg 02, Lisbon to Cape Town, day 01, start on board MAPFRE. Photo by Ugo Fonolla/Volvo Ocean Race. 06 November, 2017

La strategia porta i VO65 a navigare sempre agli angoli di riferimenbto per la miglior Vmg, che con 20 nodi non scendono mai sotto ai 140° di TWA, angolo al vento, in poppa… ma meglio con 135°. Un perenne lasco che non fa che inondare i pozzetti di tonnellate d’acqua nebulizzata o a cascata, come con efficacia racconta Sam Greenfield, l’onboard reporter di Turn the Tide on Plastic, barca su cui regata anche l’italiana Francesca Clapcich: “Ho visto cose folli… Un’onda ha trascinato via Bianca Cook. Fortunatamente era legata, ma c’era talmente tanta acqua che il suo salvagente si è gonfiato. E’ rimasta sdraiata sul fondo del pozzetto, travolta da centinaia di litri di acqua. Una scena paurosa. Liz (Wardley) è riuscita a raggiungerla e l’ha aiutata. Non so come facciano a stare in coperta in queste condizioni. Quando sono sceso sottocoperta avevo la bocca piena di sale e le mani che tremavano troppo per scrivere. Non trovo le parole per descrivere la forza dei ragazzi che navigano su questa barca”.

Alberto Bolzan al timone di Team Brunel in condizioni estreme:

Il bordeggio di poppa sta portando tutta la flotta a lasciare a sinistra Madeira per portarsi più a ovest, in modo da restare nel flusso migliore dell’Aliseo ed evitare le turbolenze che si creano sottovento alle isole dell’Arcipelago portoghese. In questa fase la ranking è del tutto teorica e la distanza dall’arrivo a Cape Town deve essere considerata meno importante rispetto al posizionamento tattico rispetto alle barche vicine e a quello strategico rispetto all’evoluzione meteo.

Le posizioni alle 14UTC di oggi. Si nota il bordeggio in poppa con angoli di TWA sui 135°. Dongfeng (rosso) e Mapfre (bianco) sembrano avvantaggiate rispetto alle altre barche.

Ecco come la leadership deve essere ancora assegnata a Mapfre e Dongfeng, che sono le barche più a ovest e non a Scallywag, più a sud est, che sarebbe la barca più vicina a Cape Town, distante però ben 4708 miglia secondo la poco significativa rotta ortodromica, che sarà anche più breve ma ha il difetto di passare dalle calme del Golfo di Guinea. Impercorribile. Saranno quindi ben di più le miglia da percorrere, per cercare il giusto approccio ai Doldrums equatoriali e quindi scendere nel Southern Ocean.

Una straorzata su Team Scallywag:

Le immagini estreme dalla partenza di ieri:

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