SHARE
Dario Noseda sulla sua Star

Martinica– Dov’è Dario Noseda? Lo starista di Mandello sta ottando per coronare il suo sogno di essere il primo ad attraversare l’Atlantico a bordo di una Star modificata. Questa la posizione di questa mattina, a 260 miglia dalla Martinica. Tra poco più di 48 ore, quindi, Noseda potrebbe finalmente concludere una traversata che si sta rivelando complessa e che solo la fora di volontà del protagonista sta rendendo possibile.

La posizione di Star in Oceano sabato mattina

Il problema maggiore è stata la mancata tenuta stagna del gavone di poppa, dove sono collocate le batterie che già erano state sistemate nel pit stop a Mindelo (Capo Verde). L’acqua penetrata ne ha compromesso l’uso e l’unica fonte di comunicazione è diventata quindi il telefono satellitare.

Nella notte di giovedì 7 dicembre, Noseda se l’è vista davvero brutta: un’onda lo fa sbalzare fuori dalla barca, prima che avesse avuto il tempo di legarsi alla cintura di sicurezza mentre usciva dal passauomo. Fortunatamente si è aggrappato alla scotta del fiocco, riuscendo così a risalire a bordo, ma la paura è stata grande.

Dario Noseda sulla sua Star

Noseda ha opportunamente deciso di fare rotta verso la Martinica anche se inizialmente il percorso prevedeva l’arrivo a Nassau, andando a percorrere un totale di 3.530 miglia in un tempo previsto di 31/32 giorni. La fine delle regate della Star Sailors League alle Bahamas e la logica hanno portato alla decisione più saggia di dirigere verso la Martinica.

Con 260 miglia ancora da percorrere e una meteo adesso favorevole, in Martinica la moglie e gli amici (da segnalare Luca Paloschi, prodiere di Star, che già lo aveva aiutato a Mindelo) stanno organizzando l’arrivo, previsto per la serata di lunedì 18 dicembre a Le Marin.

Con cibo e acqua razionata, come unico strumento di comunicazione il telefono satellitare e un tablet con l’App Navionics per la navigazione, oltre a una bussola analogica che gli permette di seguire la rotta, Noseda sta dando fondo alle energie e spera anche nei piovaschi caraibici per avere acqua sufficiente da bere sino all’arrivo.

Questa impresa, con un po’ di “sana incoscienza” visto che Noseda non aveva alcune esperienza di navigazione d’altura od oceanica, ha colpito molto la comunità velica italiana e internazionale, che sta seguendo i suoi progresi sui social di Star in Oceano. Non sono mancati gli incitamenti e gli attestati di sostegno, tra cui anche quelli dei campioni presenti alla Star Sailors League. Tra cui anche Robert Scheidt:

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here