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La zona di limitazione a nord delle Kerguelen ha costretto la flotta a una serie ininterrotta di strambate.

Isole Kerguelen– E’ stata una battaglia di strambate fianco a fianco nei Quaranta Ruggenti tra Dongfeng e Mapfre a tenere desta l’attenzione sulla Volvo Ocean Race. Lo spostamento del linite dei ghiacci verso nord deciso venerdì, portato quasi ai 43° Sud a nord delle Kerguelen, a causa di un iceberg avvistato in prossimità di quelle desolate isole, ha costretto i VO65 a percorrere una sorta di cuneo, strambando sempre sul limite del confine virtuale invalicabile, prima verso nord est e poi finalmente verso sud est.

Leg 3, Cape Town to Melbourne, day 03, Southern Ocean
on board MAPFRE. Photo by Jen Edney/Volvo Ocean Race. 16 December, 2017.

In questa edizione della VOR, il limite dei ghiacci sembra sin troppo a nord. Vero è, come hanno detto gli organizzatori da Alicante, che la sicurezza prima di tutto e che avere un VO65 in planata a 25 nodi di notte con rischio di pezzi di ghiaccio galleggianti potrebbe avere conseguenzze catastrofiche. Ma ritornare nel Southern Ocean per fermarsi ai 44/45° Sud ha un po’ il sapere di essere invitati a cena e non mangiare. Le Kerguelen, che nei passati giri del mondo venivano spesso lasciate strategicamente a dritta o a sinistra, sono questa volta rimaste ben 340 miglia a sud, un po’ troppo. A rendere obbligate le strategie c’è poi il consueto Vmg ottimale dei VO65, che li obbliga a navigare sempre con angoli al vento (TWA) tra i 130 e i 140 gradi, con la poppa che si trasforma in un’infinita “bolina” al rovescio, con moltissime massacranti strambate, visto che ogni volta occorre spostare tutte le vele sopravvento.

La zona di limitazione a nord delle Kerguelen ha costretto la flotta a una serie ininterrotta di strambate.

Finalmente i due leader, che appaiono ormai come destinati a giocarsi la vittoria finale, hanno potuto scatenare i loro cavalli nella serata di domenica, quando il limite dei ghiacci ha piegato appunto verso i 47° 30′ Sud. Al rilevamento delle 19UTC Mapfre pare aver superato Dongfeng, con i due che sono separati da sole 0,7 miglia e navigano a vista in pieno Southern Ocean con Melborune a tremila miglia.

“Stiamo navigando a vista con Dongfeng dalla scorsa notte, entrambi abbiamo continuato a strambare sulla linea della zona di esclusione dai ghiacci.” Ha raccontato il navigatore di MAPFRE Juan Vila in un report alla sede della regata ad Alicante. “Abbiamo fatto 17 strambate in meno di 11 ore. Tutto bene a bordo, il morale è altro, specialmente perché siamo riusciti a rientrare in contatto con il leader.”

Leg 3, Cape Town to Melbourne, day 07, on board Turn the Tide on Plastic. Photo by Jeremie Lecaudey/Volvo Ocean Race. 16 December, 2017.

Terzo è Vestas 11Hour a 35 miglia, quarto Brunel a 49 miglia. Segue Scallywag a 62. Turn the Tide on Plastic ha preso coraggio e, passata la burrasca, ha raggiunto le scie degli altri ai 45° Sud. Akzonobel chiude a 220 miglia dopo aver finalmente riparato la randa.

Abbiamo issato la randa senza problemi, abbiamo fatto un buon lavoro”, Ha raccontato Nicolai Sehested di Akzonobel, “Sapevamo che al secondo tentativo la riparazione avrebbe tenuto”. In effetti AkzoNobel sta camminando bene e recuperando miglia, ben 125 nelle ultime 24 ore, anche grazie alla compressione della flotta davanti.

In questo video la disavventuta capitata a Francesca Clapcich su TTTOP che appena uscita per il suo turno di guardia è incappata in un fiume d’acqua in pozzetto, a seguito di una straorzata violenta, che le ha gonfiato il giubbetto salvagente e fatto attivare il segnale di Man over board… Francesca è dovuta tornare indietro sottocoperta, con la skipper Dee Caffari che le ha disattivato la boetta di MOB, e dotarsi di altro salvagente autogonfiabile.

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