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Mapfre mure a sinistra e Dongfeng (sullo sfondo) mure a dritta in uno degli incroci in poppa nei Quaranta Ruggenti. Leg 3, Cape Town to Melbourne, day 09, Dongfeng crosses behind MAPFRE in a battle for the lead into Melbourne. Photo by Jen Edney/Volvo Ocean Race. 18 December, 2017.

Isola Amsterdam– La lotta per la leadership della terza tappa tra Dongfeng e Mapfre prosegue nel Southern Ocean. Le due barche sono così vicine che addirittura c’è stato un classico incrocio in poppa mure a dritta (Dongfeng)/mure a sinistra (Mapfre), con gli spagnoli che hanno dovuto puggiare dietro alla poppa dei franco-cinesi per diritto di rotta di questi ultimi. Cose normali in una regata tra le boe, ma più curiose quando le boe in questione si chiamano Capo di Buona Speranza e Melbourne e sono distanti tra loro 6500 miglia.

Mapfre mure a sinistra e Dongfeng (sullo sfondo) mure a dritta in uno degli incroci in poppa nei Quaranta Ruggenti. Leg 3, Cape Town to Melbourne, day 09, Dongfeng crosses behind MAPFRE in a battle for the lead into Melbourne. Photo by Jen Edney/Volvo Ocean Race. 18 December, 2017.

Eppure è successo, e non è neanche la prima volta nella Volvo Ocean Race del one-design. Dopo gli ultimi due incroci, i due VO65 hanno potuto finalmente procedere mure a sinistra scendendo a medie sui 23 nodi verso i 48° Sud, seguendo al solito il limite consentito per i ghiacci, che sta di fatto obbligando la rotta dei navigatori e limitando le opzioni tattiche. E’ un po’ come rotolare lungo un pendio liquido e freddo, con un muro invalicabile sulla destra e meno vento a sinistra… Alle 13UTC Dongfeng era tornato in vantaggio e precedeva Mapfre di sole 2,7 miglia. Terzo Vestas, a 55 miglia.

“Ci siamo trovati in un incrocio mure a destra/sinistra con MAPFRE, una situazione incredibile.” Ha detto l’esperta velista Carolijn Brouwer da bordo di Dongfeng. “L’equipaggio di MAPFRE ha dovuto lascare la scotta della vela di prua e poggiare per evitare di prenderci. Stiamo combattendo da ieri sera, a suon di strambate, probabilmente una ogni ora. E’ abbastanza faticoso. Per noi è un po’ stressante averli così vicini, perché avevamo un bel vantaggio, ma loro hanno navigato meglio e si sono rifatti sotto. Detto ciò è incredible che qui, nel mezzo del nulla, avere l’avversario di fianco. E’ un po’ surreale ma ci fa spingere le barche ancora di più.” Ha concluso l’olandese, che nella scorsa edizione faceva parte dell’equipaggio femminile di Team SCA.

 

Intanto i velisti di MAPFRE hanno avuto una bella spinta al morale dal fatto di essere riusciti a rientrare su Dongfeng. Il navigatore Juan Vila ha detto che, per il momento, la posizione va bene, in attesa del momento propizio per attaccare. “Vediamo Dongfeng sull’AIS (il sistema di rilevamento elettronico di cui sono dotate tutte le barche in regata). Qualche volta guadagnano noi, a volte loro. Ci sono ancora molte possibilità di fare qualcosa di diverso. Speriamo di trovare un corridoio tutto nostro, che funzioni.”

In quarta posizione Team Brunel, su cui naviga anche il friulano Alberto Bolzan, ha subito un duro colpo con l‘incidente alla schiena occorso ad Annie Lush. La velista e il suo compagno di guardia Peter Burling erano al verricello di poppa e si stavano preparando a una strambata al limite della Antarctic Ice Exclusion Zone quando una grossa onda li ha travolti, catapultandoli sul pulpito di poppa. Curling non ha riportato conseguenze mentre la Lush è rimasta dolorante sul fianco, quasi incapace di muovere la gamba destra. Il resto dell’equipaggio si è attivato immediatamente, portandola sottocoperta e in cuccetta, dove è rimasta finora. La velista britannica, 37 anni, è sotto antidolorifici prescrittile dal dottore della regata Spike Briggs. In attesa che si riprenda, i suoi compagni sono costretti a fare a meno del suo apporto, aggiungendo ulteriore fatica a giornate già molto stressanti. “Anche se eravamo molto vicini alla zona di esclusione, non importa, avremmo preso un penalty, ma la sicurezza viene prima di tutto.” Ha detto lo skipper di team Brunel Bouwe Bekking. “Annie dovrà rimanere in cuccetta almeno per altre 24 ore, ma si riprenderà. E’ una tosta!”

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