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LDV COmanche orza per evitare a collisione con Wild Otas XI

Hobart, Australia– La protesta decide la Rolex Sydney to Hobart. Come era prevedibile, vista l’evidenza dell’incrocio contestato tra Wild Oats XI e LDV Comanche ripreso in diretta TV, la Giuria Internazionale ha ritenuto nell’udienza tenutasi oggi a Hobart che Wild Oats XI abbia infranto le regole 10 e 13, non mantenendosi discosta da LDV Comanche mentre stava effettuando la virata da mure a sinistra, con la conseguenza che Jimmy Spithill, timoniere di LDV Comanche, ha dovuto orzare per evitare la collisione.

Il fermo immagine della virata contestata: Wild Oats XI vira troppo vicino a LDV Comanche sembra costretto a modificare la rotta orzando per evitare la collisione
LDV Comanche orza per evitare a collisione con Wild Oats XI

La Giuria ha inflitto un’ora di penalizzazione a Wild Oats XI, quanto basta perché i line honour della 73esima Rolex Sydney to Hobart vadano a LDV Comanche, che era giunto all’arrivo 26 minuti dopo Wild Oats XI. La sua vittoria in tempo reale fa segnare quindi anche il nuovo record ufficiale della regata, stabilito ora in un giorno 9 ore, 15 minuti e 24 secondi.

Il video dell’incrocio contestato da riprese onboard su Wild Oats XI. Pare evidente che Wild Oats XI, mure a sinistra, si rende conto di non incrociare in siurezza e decide di virare in ritardo, andando a completare la sua virata nell’acqua di Comanche, che è costretto a modificarte la sua rotta per evitare la collisione:

 

L’armatore di LDV Comanche Jim Cooney ha dichiarato che “Penso che sia corretto e ragionevole che la Giuria si sia comportata così. Quando hai a che fare con barche di queste dimensioni e questo calibro, siamo al livello d’elite del nostro sport e le barche devono essere condotte responsabilmnte nel pino rispetto delle condizioni e delle conseguene che le tue manovre possono avere”.

Lo skipper di Wild Oats XI Marck Richards ha dichiarato che “Ovviamente siamo delusi, ma la Giuria Internazionale ha visto l’incidente nel modo in cui lo ha visto, noi l’abbiamo visto un po’ diversamente, ma il risultato è questo e dobbiamo rispettare la decisione della Giuria”.

LDV Comanche in velocità nello Stretto di Bass. Foto Borlenghi

Per quanto riguarda la vittoria overall in handicap IRC, a questo punto nessuno sembra in grado di migliorare il tempo compensato del Tp52 Ichi Ban. Mascalzone Latino coglie un bel quinto posto overall e un secondo nella classe 0.

L’equipaggio di Mascalzone Latino a Hobart

Su Mascalzone Latino, che anche in questa occasione ha regatato sotto il guidone dello Yacht Club Monaco, hanno regatato: lo skipper Matteo Savelli, Adrian Stead, Lorenzo Bressani e Flavio Favini nell’afterguard, Ian Moore nel ruolo di navigatore, Leonardo Chiarugi alla randa, Stefano Ciampalini, Gaetano Figlia di Granara e Timothy Burnell come trimmer, Justin Clougher e Alberto Fantini nella zona di prua.

“Sono veramente orgoglioso della prestazione dei ragazzi – commenta l’armatore Vincenzo Onorato, raggiunto telefonicamente nella notte italiana subito dopo l’arrivo –. “Ho seguito passo passo le varie fasi della regata e mi sono arrivate delle foto meravigliose che mi hanno fatto ulteriormente rimpiangere di non aver potuto prendere parte a quella che è probabilmente la regata d’altura più famosa del mondo. Sono fiero però di quanto il mio equipaggio sia riuscito a fare. Non ho alcun dubbio che abbiano dato il 1000%, sono una generazione di velisti fantastica. Per il resto, le regate sono così: una volta va bene e una meno, ma lamentarsi di un quinto posto assoluto dopo che ci sono equipaggi che sono decenni che perseguono lo scopo, senza magari essere ancora riusciti a centrarlo, sarebbe veramente poco obiettivo. Infine, quella di Mascalzone Latino alla Rolex Sydney Hobart non la considero una partecipazione sporadica”.

MASCALZONE LATINO 32, Sail n: ITA14909, Bow n: 14, Owner: Vincenzo Onorato, Country: Italy, Division: IRC & ORCi, Design: Cookson 50

“Si può dire che non abbiamo avuto una buona prima parte di regata, non abbiamo navigato bene; il primo giorno non è stato dei più facili – queste le prime parole di Matteo Savelli al suo arrivo in banchina a Hobart–. Il secondo giorno e questa notte, invece, abbiamo spinto molto: non è stato semplice trovare la rotta ideale di rientro su Hobart. È stata comunque una regata fantastica, con un equipaggio eccezionale, che ha saputo reagire prontamente nelle varie situazioni che si sono venute a creare.

Il mix del nostro equipaggio è speciale: abbiamo dei professionisti fantastici come Adrian Stead, Ian Moore e Jaggy Clougher [nativo di Hobart], ma in prevalenza siamo italiani e, a partire da Lorenzo Bressani, Flavio Favini e Alberto Fantini, per citarne alcuni, si tratta di un’eccellente selezione della marineria italiana. Dal canto nostro non abbiamo regatato spesso in queste condizioni in Mediterraneo, ma a onor del vero due mesi fa, alla Volvo Hong Kong to Vietnam (che abbiamo vinto), abbiamo trovato venti in poppa di 25-30 nodi: un po’ meno intenso rispetto a questa regata in Australia, ma sempre abbastanza per potersi divertire. Navigare in poppa con queste condizioni è stato molto eccitante e sorprendente: erano assolutamente inaspettate prima di arrivare in Australia. Eravamo invece quasi certi di dover navigare a lungo di bolina: ma così potremo ricordare delle gran belle giornate di vela. Ichi Ban, dopo diversi tentativi e un’ormai perfetta conoscenza del percorso, ha meritatamente conquistato la vittoria IRC overall. Noi d’altra parte nelle fasi iniziali abbiamo ceduto ai nostri avversari troppo vantaggio.”

“Abbiamo comprato il Cookson 50 nel 2014 –continua Savelli- quando Vincenzo Onorato decise di avviare un programma di regate offshore importante. Abbiamo preso parte a tre edizioni della Rolex Middle Sea Race, finendo una volta secondi, per soli 7 secondi in compensato nel 2015, e una volta primi assoluti IRC nel 2016. Dopo il mondiale ORC di Trieste della scorsa estate abbiamo vinto anche la Volvo Hong Kong to Vietnam, l’ultimo impegno in ordine di tempo prima di questo appuntamento. Posso dire che questa non sarà un’apparizione spot di una barca di Mascalzone Latino alla Rolex Sydney to Hobart Race. Il programma per la stagione 2018 di Vincenzo Onorato e Mascalzone Latino si concentrerà da ora in avanti sulle classi Melges 32 e J/70”.

“È stata la prima volta di Mascalzone Latino alla Rolex Sydney Hobart e sono orgoglioso di aver potuto regatare con questo equipaggio –dice Adrian Stead, afterguard di Mascalzone Latino –. Nelle prime 10-12 ore non siamo stati abbastanza veloci per poter vincere la regata, anzi, siamo stati lasciati indietro dagli altri 52 piedi. Nella seconda parte invece abbiamo spinto molto. Quando si viene alla Sydney Hobart Race si sa che ogni anno le condizioni possono essere differenti; poi ci sono team come Ichi Ban il cui armatore ha preso parte a 28 edizioni di questa regata e finalmente quest’anno ha vinto. Hanno vinto grazie ad una buona preparazione, a una barca all round e a delle condizioni meteo ideali per loro.

Le condizioni in realtà erano buone anche per noi: abbiamo fatto molte scelte giuste e penso che saremmo potuti arrivare tra i 45 ed i 50 minuti dietro al vincitore. È stato un piacere navigare con questa barca. Probabilmente avremmo avuto bisogno di maggior allenamento per fare meglio. Se la preparazione alla regata cominciasse domani, faremmo delle scelte differenti: prepareremmo la barca diversamente, faremmo qualche vela diversa. Posso dire che abbiamo lottato duro dall’inizio alla fine, e spiace di aver perso la prima posizione nella classe IRC divisione 0 per 13 minuti dal Volvo 70, ma guardando la classifica ora, con un quinto posto IRC overall, possiamo essere abbastanza soddisfatti e orgogliosi di quello che abbiamo fatto. Tutto l’equipaggio ha lavorato assiduamente, facendo un lavoro incredibile dall’inizio alla fine”.

Bressani, Savelli e Favini. Dockside – Crew of MASCALZONE LATINO 32, Sail n: ITA14909, Bow n: 14, Owner: Vincenzo Onorato, Country: Italy, Division: IRC & ORCi, Design: Cookson 50

“Non posso nascondere che speravamo di poter fare meglio, anche se sapevamo che c’erano diversi avversari ben preparati e agguerriti – così Lorenzo Bressani, afterguard di Mascalzone Latino –. Le condizioni che abbiamo trovato sono state incredibili e allo stesso tempo molto difficili, specialmente nel corso della seconda notte. Per portare la barca sempre al 100%, Adrian, Flavio ed io, i tre timonieri designati, difficilmente riuscivamo a rispettare il turno di 2 ore previsto: spesso riducevamo a un’ora e mezza. Questo per non alzare mai il piede dall’acceleratore e spingere al massimo perché sapevamo che dopo le prime 20 ore la nostra posizione in classifica non era buona, causa forse delle vele di prua non propriamente adatte, e volevamo ritornare in Italia con il miglior risultato possibile. Nel corso della seconda notte abbiamo navigato con tutta randa e gennaker A4, recuperando circa un’ora in tempo reale su Ichi Ben. Una volta a terra, a testimonianza di quanto fossero impegnative le condizioni, abbiamo saputo che il vincitore, nel corso di quella notte, aveva navigato con due mani e genoa staysail.

Un quinto posto overall e un secondo tra gli IRC nella divisione “0”, se consideriamo che ci sono armatori e velisti che prima di vincere ha preso parte a decine di edizioni, sono ottimi risultati, ma personalmente da agonista quale sono speravo di poter fare di più. Vincenzo [ndr. Onorato] ha schierato una grande formazione, un equipaggio compatto e unito che non ha mollato un millimetro dall’inizio alla fine. Chissà, magari ci sarà un’altra chance. L’organizzazione e il successo di questa regata in termini di qualità di partecipanti, con decine di migliaia di spettatori in acqua e a terra a seguire la partenza a Sydney e poi ad accogliere i team a Hobart, la copertura mediatica riscontrata è paragonabile alla regata di casa: la Barcolana”.

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