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Francesca Clapcich onboard Turn the Tide on Plastic. Photo by Brian Carlin/Volvo Ocean Race. 03 January, 2018.

Sydney, Australia– Velocissime prime 48 ore per la Leg 4 della Volvo Ocean Race. Dopo la rapida traversata dello Stretto di Bass, oggi la flotta, disposta a ventaglio, ha lasciato al traverso Sydney. Mapfre e Vestas hanno deciso di navigare più sottocosta mentre Dongfeng e le altre quattro barche si sono portare più al largo per lasciare a sinistra la Grande Barriera Corallina australiana.

Alle 20:30 CET, Dongfeng aveva 7,6 miglia di vantaggio su Akzonobel e una ventina su Turn The Tido on Plastic. Vestas è a 22 miglia e Mapfre a 24.

Leg 4, Melbourne to Hong Kong, day 02 on board MAPFRE, Tamara Echegoyen looking at Akzonobel that was fighting very close with us. Photo by Ugo Fonolla/Volvo Ocean Race. 02 January, 2018.

Chris Nicholson, watch captain di team AkzoNobel, durante il collegamento con la sede di Alicante ha dichiarato che il terzetto che si trova ad est sta cercando di evitare gli effetti negativi della corrente contraria presente nella zona. “Abbiamo tenuto d’occhio il flusso di corrente (conosciuto con il nome anglosassone di eddy) per circa una settimana e ci siamo detti che se il vento si fosse disposto nella stessa direzione, avrebbe costituito un’opzione da tentare. E’ ovviamente quello che abbiamo scelto con Dongfeng e Turn the Tide. E’ positivo per il team trovarsi nelle prime posizioni ma il punto sarà rimanerci, giorno dopo giorno. Finora non abbiamo potuto dare prova delle nostre capacità.”

Qualche miglio alle spalle della barca guidata dall’olandese Simeon Tienpont, il giovane team di Dee Caffari, Turn the Tide on Plastic, spinge a fondo sfruttando la tattica disegnata dall’espertissimo navigatore inglese Brian Thompson, che ha preso il posto del francese Nico Lunven per questa tappa. “Tutto bene, vediamo tutte le barche.” Ha detto Thompson, che come Dee Caffari ha un curriculum impressionante di navigazione in equipaggio e in solitario. “E’ stata tosta, c’era tanto vento per uscire dai promontori e la scorsa notte è stata una poppa con ventone.” Ha aggiunto. “Siamo in contatto con il resto della flotta e per il momento è quello che vogliamo.” Poprio come aveva detto la triestina Francesca Clapcich prima della partenza da Melbourne. “Noi cerchiamo sempre di spingere al massimo per cercare di ottenere un beln risultato. Ovviamente un podio sarebbe un sogno, probabilmente in tappe come queste abbiamo più possibilità perché, anche se abbiamo meno esperienza, la tappa sarà più tranquilla. Poi quello che arriva, arriva ma noi cerchiamo sempre di mettere in pratica quello che abbiamo imparato.”

Francesca Clapcich onboard Turn the Tide on Plastic. Photo by Brian Carlin/Volvo Ocean Race. 03 January, 2018.

Questo passo veloce dovrebbe continuare anche nei giorni a venire, con la flotta che punta decisa verso nord, alimentato da una brezza favorevole creata da un sistema di alta pressione sull’Australia centrale e una depressione che si sta formando sopra la Nuova Zelanda. Con condizioni così positive, le sette barche potrebbero raggiungere l’arcipelago della Salomone, a est della Papua New Guinea e i famosi Doldrum, le calme equatoriali, in un paio di giorni.

Fino ad allora, i team stanno facendo le loro mosse per accumulare il massimo vantaggio possibile. “Dalla partenza è stato lavoro non-stop.” Ha detto la velista Stacey Jackson da bordo di Vestas 11th Hour Racing. “Abbiamo fatto diverse strambate ravvicinate con tutte le sette barche, incrociando davanti e dietro. E’ solo nelle ultime ore che ci siamo separati un po’. Il tempo dirà chi avrà avuto ragione.”

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