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L'inizio del Codice Etico

Genova– Il tema dei comportamenti etici e della gestione degli atleti minori d’età è stato oggetto delle cronache veliche dell’ultimo anno. Il caso occorso alla Fraglia Vela Riva, con uso di linguaggio e metodi impropri da parte di un allenatore, le azioni disciplinari del Tribunale Federale con sanzione pecuniaria e successiva deplorazione per i circolo, sono solo una parte di un problema più grande che coinvolge molti aspetti della nostra disciplina.

Si va dall’uso “troppo” agonistico dell’Optimist a livello addirittura di Cadetti, con la priorità data ai risultati immediati quando lo scopo sarebbe la formazione di bravi velisti e di ragazzini che si divertono, all’intromissione dell’ego di alcuni genitori in faccende tecniche, dall’alta “mortalità”, ovvero abbandono della vela dopo i sedici anni, al ruolo dei tecnici, dei circoli e della stessa federazione. Dall’uso improprio dei social media agli interessi particolari che possono prevalere sul benessere dei ragazzi.

L’inizio del Codice Etico

Il punto d’aggregazione dei circoli rimane fondamentale, così come l’esempio di velisti più grandi, da imitare e da cui ricevere sani consigli disinteressati, porta a considerare proprio i club il luogo centrale. Lì possono essere affidati i nostri figli, per imparare a far vela divertendosi, e lì possono trovare uno spazio per far gruppo e migliorare insieme, senza ossessioni da risultato. A cosa serve, infatti, vincere qualcosa a 11-13 anni in Optimist se poi a sedici si abbandona la vela per stress o sfiducia? Meglio imparare a far bene le varie fasi della regata e divertirsi in un ambiente sano e affidabile. I risultati verranno dopo e, comunque, si sarà fatta un’attività unica e formativa com’è appunto la vela. Salendo di livello arriveranno, poi, anche i metodi e le tecniche d’allenamento per il settore dell’alto rendimento, com’è logico che sia.

In questo senso la Federvela ha diffuso nei giorni scorsi, e comunicato ai circoli, il Codice Etico-Sportivo che deve appunto regolare i comportamenti tra tesserati, tra tecnici e allievi e tra soci e circoli velici. Il testo in PDF è disponibile qui sotto:

fiv_codice_etico_pubblicato17012018_2

La frase centrale ci pare questa:

“I Tecnici devono garantire che la salute, la sicurezza e il benessere degli Atleti di tutti i livelli vengano anteposti alla prestazione sportiva ed al risultato agonistico, a interessi particolari, sia del singolo che della società di appartenenza o della Federazione stessa”.

Il Codice Etico, a detta della FIV, dovrà essere applicato dai circoli in tutte le sue parti. Resta da capire cosa succederà in caso di manifesta inosservanza dello stesso da parte di singoli tesserati o circoli.

 

 

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