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New York, USA– (Beppe Giannini) Interessanti aggiornamenti sulla stazza AC75 a poche settimane dalla versone definitiva che sarà pubblicata entro il 31 marzo prossimo. Al Forum della U.S.Sailing in Florida, il team Bella Mente Quantum Racing ha fatto una presentazione della loro sfida per la 36a Coppa America con molti spunti interessanti.
In primis questi due grafici di VPP, che vanno letti con l’importante precisazione che riportano non VMG, ma velocità barca di bolina e di poppa.

La simulazion della velocità in poppa (a destra) e in bolina (a sinistra). Di fatto in bolina la barca dovrebbe poter volare sui foil oltre i 13 nodi di TWS

Più che la previsione molto vistosa di 50 nodi in poppa (sarebbe in pieno campo di cavitazione dei foil, oggi come oggi lascia il tempo che trova), la parte significativa riguarda il decollo: guardando prima cosa succede in poppa, il grafico blu indica che con vento di 13 nodi l’AC75 raggiunge in dislocamento/planata una velocità di 20 nodi. A questo punto si passa sul grafico nero e la barca sale sui foil, accelerando subito a 35 nodi. La barca rimane poi sui foil anche se c’è un rallentamento fino a 20 nodi per una manovra o perché il vento cala fino a un 8 nodi, sotto questi valori scende in acqua.

Di bolina, invece, la velocità con 13 nodi di vento scenderebbe a 16 nodi e il decollo quindi sarebbe più complesso … a meno che non sia fattibile la manovra usata da Moth e Classe A per decollare con poco vento, e che consiste nel lascare rapidamente la vela per scaricare il foil sottovento, salire sui foil con l’abbrivio, cazzare rapidamente e accelerare. Si ricorderà infatti che, secondo lo studio di Jean Sans citato in un precedente articolo del 2/1, 20-23 nodi era la velocità di decollo con tutto il peso sul foil sottovento, mentre con il peso distribuito sui due foil questa scendeva a 16 nodi.
Da vedere se quello che si può fare in Moth sia imitabile con un bestione simile, e resta comunque il fatto che con vento sotto i 13 nodi tutta la regata in bolina si farebbe con gli scafi in acqua.

Altra slide interessante riguarda la configurazione prevista per la vela doppia, anche qui con la precisazione che la slide non è recentissima ed è quindi possibile che le cose siano cambiate nel frattempo:

L’albero a D, con inferite due vele steccate ricorda moltissimo quanto realizzato tanti anni fa da Giorgio Bergamini per i Classe C Miss Lancia e Signor G, compresa la non facile gestione di camber e twist sui due lati e l’eliminazione delle grinze. Da considerare che un profilo doppio senza slot ha un coefficiente di portanza massimo uguale o inferiore rispetto a un più semplice albero alare e randa steccata singola, e quindi aiuta non per il decollo ma (minore resistenza) per la velocità massima, ne vale la pena?

Altre notizie:
Il CEO/skipper Terry Hutchinson ha confermato che BMQR ha presentato formalmente la sfida, pochi secondi dopo la mezzanotte del 31/12
Al momento, Hap Fauth (Bella Mente) e Doug DeVis (Quantum Racing) coprono il 50% dei 130M$ del budget previsto

La base operativa per il primo periodo sarà a Newport. Devono ancora decidere se trasferirsi ad Auckland già per i tre mesi dell’estate australe 2019, o se farlo solo l’anno successivo. Questo anche in funzione di una eventuale seconda regata preliminare negli USA, che si terrebbe in Florida a gennaio 2020

Il team di progettazione in Spagna conta già 31 elementi. Come prevedibile, hanno attinto a piene mani dagli ex-Oracle, in particolare come pezzi pregiati il trio francese di Joseph Ozanne, Michel Kermarec e Dimitri Despierres

Dopo il successo dei kiwi nella Coppa 35, dovuto in buona parte al migliore sistema di controllo, oggi è d’obbligo dire di avere un simulatore per studiare il comportamento dinamico dell’AC75. Tutto bene, purché non diventi un pretesto per ottenere fondi dai team principal, un po’ come avvenuto a suo tempo con i rendering multicolori di CFD

Confermato che le parti One Design saranno albero, azionamento foil e parte centrale dei foil stessi, con le estremità variabili in funzione della meteo prevista

11 persone di equipaggio

Si (ri)parla di un possibile secondo team americano, anch’esso sotto l’egida del New York Yacht Club.

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