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Genova– La Corte Federale d’Appello ha respinto il ricorso della Procura Federale sull’assoluzione dell’allenatore Santiago Lopez e accolto invece quello dell’avvocato della Fraglia Vela Riva, annullando quindi la deplorazione che era stata comminata dal Tribunale Federale al club trentino.

La decisione della Corte Federale d’Appello:

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La vicenda, almeno per gli organi di giustizia FIV, si conclude, ma procederà quella presso la Giustizia ordinaria, azione che la madre della ragazzina coinvolta in presunti atti di bullismo ha confermato voler proseguire.

Occorre notare, in attesa delle motivazioni della sentenza, che il ritiro della deplorazione alla FV Riva non sembra coerente con la diffusione del Codice Etico approvato e diffuso dalla FIV, che sancisce proprio l’uso di metodi impropri e linguaggio scorretto nei confronti di minori. Di fatto, si negherebbe che i circoli siano responsabili dei metodi usati dai propri allenatori. Il presidente FIV Francesco Ettorre ha sempre dichiarato di non voler commentare le decisioni indipendenti degli organi di giustizia, ma in questo caso un chiarimento, sui contenuti e non sulle decisioni, sarebbe auspicabile. E a questo lo invitiamo.

Proprio la concezione della scuola vela, in età di cadetti o Under 15, come esasperazione agonistica dovrebbe essere oggetto di una profonda riflessione da parte della FIV, dei circoli, degli allenatori e dei genitori stessi. Troppo spesso nell’Optimist o altre classi giovanili si antepone la ricerca del risultato al divertimento dei figli e all’apprendimento della vela in un ambiente sano. Vincere una coppetta a 12 anni lascia il tempo che trova, molto meglio che i ragazzi si divertano e crescano imparando uno sport sano. In fondo sarebbe molto facile… Basterebbe chiedere “Ti sei divertito? E non, come sei arrivato?” ai propri ragazzi di ritorno da una regata o da un allenamento, magari guardandoli negli occhi e non su una pagina Facebook.

 

Abbiamo chiesto un commento a questa decisione al presidente della FIV Francesco Ettorre:

“Il Codice Etico che abbiamo diffuso di recente era un atto dovuto e voluto proprio per evidenziare il fair play che ha sempre contraddistinto le modalità comportamentali della FIV, dei propri affiliati e dei propri tesserati. Con il codice si sono voluti riproporre indicazioni comportamentali indispensabili al processo di formazione che tocca tutti noi e le generazioni future. L’impegno è che nessuna delle nostre componenti si sottragga dal dare il proprio contributo: lealtà, trasparenza e buona fede.
La Corte Federale d’Appello, così come la Procura e il Tribunale Federale, agiscono sulle carte depositate e sui fatti pregressi. Agiscono sul diritto, per cui le loro sentenze di primo grado e gli appelli non possono essere lette al di fuori dei fatti accertati.

Posso dire, come presidente della FIV e come padre, che condanno assolutamente atti, debitamente provati, che possano mettere a rischio i ragazzi e che
qualsiasi caso, realmente dimostrato, di bullismo o comportamenti inappropriati su minori dovrà essere punito nel maggiore dei modi possibili dalle nostre norme.

Non bisogna strumentalizzare tutto questo, non è un gioco, o farne un uso improprio sui social media, creare la cultura del sospetto, perché si rischia di identificare tutto un movimento, che è sano, con eventuali comportamenti individuali non corretti. Ovvero si possono fare danni ancora peggiori a tutta la vela italiana.

I nostri club, e le relative scuole di vela sono pieni di tecnici, dirigenti e atleti e famiglie che con il loro impegno fanno grande questo movimento, ed è per loro che si impone correttezza. Sono proprio i soci dei circoli, i tecnici e i dirigenti che dedicando, con passione, il loro tempo stimolano comportamenti in grado di indurre una crescita sana e nel rispetto delle regole.

La FIV già da anni è attenta a non estremizzare l’agonismo in ragazzi di 10-13 anni, in cui la parte ludica e formativa deve avere la priorità. Certo, poi ci sono le scelte personali che in casi specifici possono spingere in un senso opposto e di cui non possiamo avere il controllo. Resta la consapevolezza che i circoli, i tecnici e i dirigenti sono parti fondamentali della crescita sportiva ma soprattutto educativa dei nostri ragazzi.

Come FIV ci rendiamo conto che nell’era social anche la visibilità immediata e il risultato hanno un loro peso, ma è certo, e ribadisco, che la Federazione porrà estrema attenzione a tutti quegli eventuali comportamenti, accertati, che mettano a rischio i nostri praticanti e che saranno censurati dagli organi federali, sulla base dei fatti accertati, con sanzioni “esemplari”. Ci avviciniamo presto all’apertura delle nostre scuole di vela, la base del nostro sport, lì dove nasce la passione per l’andar per mare di tanti giovani, ed è per questo che mi sento di ringraziare tutte le società e i tecnici che annualmente accolgono i ragazzi per farli avvicinare a questa disciplina”.

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