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Fremantle, Australia- Purtroppo dobbiamo registrare un altro tragico incidente che riguarda barche a vela in regata, e ancora una volta a causa del distacco del bulbo. Due velisti sono deceduti nel corso della regata d’altura Bunbury and Return Ocean Race, una delle classicissime dell’offshore nel Western Australia. Il Davidson 50 Finistere su cui regatavano ha perso il bulbo nella notte tra venerdì e sabato, mentre si trovava al traverso di Mandurah in venti di 20-25 nodi e mare formato. Sedici yacht stavano partecipando alla regata, partira nel pomeriggio di venerdì 23 da Fremantle.

Il relitto del Finistere dopo il recupero. Foto Hildebrand

I soccorsi, da parte di alcune barche in regata e dalla Guardia Costiera, subito allertata da una delle boette radio d’emergenza personali in dotazione e attivata da uno dei velisti e giunta sul posto circa 30 minuti dopo la scuffia, hanno recuperato cinque dei sei velisti, tutti con notevole esperienza di regate offshore (Il Finistere aveva preso parte anche a tre Rolex Sydney to Hobart, tra cui quella del 2017).

Il servizio dell’australiana 7:

 

Uno degli scomparsi è Rob Thomas, 70 anni, l’armatore, conosciuto come vice commodoro del Fremantle Sailing Club. L’altro deceduto è Paul Charles Owens, 60 anni, che è morto subito dopo essere stato recuperato da una delle barche che hanno prestato assistenza. Il corpo di Thomas è stato invece recuperato sabato sera, dopo le ricerche messe in atto dalla Guardia Costiera di Fremantle, allertata dall’Australian Marine Safety Authority di Canberra.

Il commodoro del Royal Freshwater Bay Yacht Club, organizzatore della regata (di 170 miglia e giunta alla settantesima edizione), Dean McAullay ha dichiarato che “La regata era di categoria 3 e tutti i velisti erano obbligati a indossare cinture di salvataggio con boette radiotrasmittenti. E’ troppo presto per determinare le cause esatte della tragedia ed è in corso l’inchiesta”.

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