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Leg 7, Auckland to Itajai, start day. 18 March, 2018.

Auckland, Nuova Zelanda- Dopo la partenza di ieri e la dura bolina lungo la costa nord dell’isola settentrionale della Nuova Zelanda e dopo aver doppiato East Cape, la flotta della Volvo Ocean Race sta oggi dirigendo verso il Southern Ocean. Alle 10 CET i sette VO65 sono ancora molto compatti in un arco di sei miglia. In testa è Turn the Tide on Plastic, con 1,6 miglia su Vestas e 3,1 sul leader della classifica generale Mapfre.

Leg 7, Auckland to Itajai, start day. 18 March, 2018.

Nel pomeriggio di lunedì, la flotta inizierà a navigare alle portanti lasciando a sinistra le Isole Catham per poi raggiungere rapidamente i Quaranta Ruggenti. Da lì inizierà la cavalcata verso est e Capo Horn.

Sole, vento intorno ai venti nodi e, come hanno fatto in tutte e dieci le occasioni in cui la regata ha visitato Auckland, moltissimo pubblico, decine di migliaia di persone uscite in mare per salutare i velisti. Ma questa non è una sorpresa, basti pensare che nel corso della sosta ad Auckland sono state più di 500.000 le persone che hanno affollato il Race Village nel famoso Viaduct Basin.

La prima Zona di Esclusione dei Ghiacci, permetterà alle barche di spingersi fino a una latitudine di 59 gradi sud, entrando nei “Cinquanta Urlanti” dove il vento e le onde soffiano e si sviluppano senza alcun impedimento della terraferma, raggiungendo intensità e altezze sconosciute altrove. Sarà anche il freddo intenso ad accompagnare i velisti e la rotta porterà le barche a raggiungere il luogo più remoto del pianeta, Point Nemo, dove solo la stazione spaziale internazionale passa così vicina come la flotta della Volvo Ocean Race.

In questa tappa i sette team dovranno essere in grado di tenere un difficile equilibrio tra spingere al massimo e non rompere l’attrezzatura, perché come dice una famose frase in inglese per vincere prima bisogna arrivare. “E’ una parte del mondo dove a volte devi dimenticarti di essere in regata e pensare solo alla barca e ai tuoi compagni.” Ha spiegato lo skipper di Dongfeng, Charles Caudrelier. “E’ un luogo speciale, l’oceano meridionale, ci sono onde enormi, il vento è forte, bisogna stare attenti.”

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