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Aggiornamento– Si sono purtroppo spente le priobabilità di ritrovare vivo John Fisher, il velista caduto a mare ieri pomeriggio da Scallywag. Le operazioni di ricerca sono continuate nella notte italiana, ma con il rapido deterioramento della meteo, con venti previsti fino a 50 nodi e mare fino a sette metri nella zona del Southern Ocean dove si trova Scallywag, è stata presa la difficilissima decisione di riportare la barca sottovento dirigendo al lasco verso le coste del Cile, distanti 1.200 miglia. Ciò significa ovviamente che Fisher, o il suo corpo, non potranno essere recuperati.

John Fisher su Scallywag in una foto di pochi giorni fa nel Southern Ocean

Le ricerche hanno interessato anche una nave, che si trovava a 400 miglia dal luogo del MOB, dirottata dal Maritime Rescue Coordination Centre (MRCC) sul posto.

I primi report parlano di vento a 35 nodi e stato del mare significativo al momento della caduta a maree di Fisher, che vestiva la regolamentare tuta di sopravvivenbza ed era di guaria in coperta.

Si tratta del secondo episodio di Man Over Board in queta edizione della Volvo Ocean Race, dopo che lo scorso 14 gennaio sempre da Scallywag era caduto in mare Alex Gough, poi recuperato dalle calde acque del Pacifico equatoriale. Questa volta la temperatura dell’acqua a 8 gradi, lo stato del mare in burrasca e la distanza da qualsiasi costa non hanno lasciato molto tempo di sopravvivenza al povero Fisher.

Le dichiarazioni di Richard Brisius, CEO della VOR, che ufficializza la perdita di Fisher:

Richard Brisius: “Sono particolarmente addolorato oggi di informare che uno dei nostri velisti, John Fisher del Team Sun Hung Kai / Scallywag, si ritiene sia disperso in mare.

E’ una notizia che riempie tutti i nostri cuori di dolore. Come organizzatori perdere un velista in mare è una tragedia che non vorremmo mai prendere in considerazione. Siamo devastati e i nostri pensieri vanno alla famiglia di John, ai suoi amici e compagni.

Ieri, poco dopo le 13 UTC (le 15 in Italia) il Race Control della Volvo Ocean Race è stato informato di una situazione di uomo a mare da Team Sun Hung Kai/Scallywag.

Ci siamo immediatamente messi in contatto con il team e con il Centro di Coordinamento del Soccorso Marittimo (Maritime Rescue Coordination Centre) che ha dirottato una nave verso la zona dell’incidente. Ma che, con la velocità espressa, potrà raggiungerla solo fra un giorno.

Il resto della flotta della Volvo Ocean Race si trovava a circa 200 miglia sottovento e dirottarla per assistenza, con un’andatura di bolina e venti di tempesta, non era un’opzione praticabile.

Il team di Sun Hung Kai/Scallywag ha condotto una ricerca approfondita per diverse ore in condizioni al limite, ma non è stato in grado di ritrovare il velista disperso.

Data la temperatura molto rigida dell’acqua e lo stato del mare, oltre al tempo ormai trascorso da quando John Fisher è caduto fuoribordo, dobbiamo presumere che sia da dichiarare disperso.

Tutti noi dell’organizzazione della Volvo Ocean Race vogliamo rappresentare le nostre più sentite condoglianze alla famiglia di John, ai suoi amici e ai suoi compagni e ci impegniamo a fare tutto ciò che è in nostro potere per assisterli in questo momento così difficile.

Team Sun Hung Kai/Scallywag ha ripreso la navigazione, su una rotta nord-est. La barca si trova attualmente in una posizione non facile, poiché le condizioni meteo si stanno deteriorando e le previsioni per la giornata non sono positive.

L’equipaggio è, naturalmente, fisicamente ed emotivamente esausto per aver vissuto questa esperienza.

Ora, il nostro solo obiettivo è di dare loro tutto l’aiuto e l’assistenza possibile.

Siamo certi che ci saranno molte domande su quanto accaduto ieri e come uno dei nostri velisti possa essere scomparso in mare. Domande a cui si potrà dare una risposta una volta fatto un debrief con l’equipaggio.

Oggi, tutti i nostri pensieri e le nostre preghiere devono andare alla famiglia di John e a tutto il gruppo di Scallywag”.

 

L’ultima vittima alla Volvo Ocean Race era stata il velista olandese Hans Horrevoets, che cadde in mare il 18 maggio 2006 durante la tappa del Nord Atlantico New York-Portsmouth dal Volvo 70 ABN AMRO TWO. Il velista fu recuperato ma ormai privo di vita.

 

Capo Horn- Man over board, uomo a mare, l’emergenza più temuta nelle regate oceaniche, è in atto in queste ore alla Volvo Ocean Race. Il Race Control della Volvo Ocean Race è stato informato da Team Sun Hung Kai/Scallywag di un incidente di uomo a mare, avvenuto lunedì intorno alle ore 13.42 UTC (le 15.42 ora italiana).

Il team, insieme al Maritime Rescue Coordination Centre (MRCC) ha condotto un’operazione di ricerca per trovare il velista John Fisher (di nazionalità britannica), che indossava l’equipaggiamento di sopravvivenza al momento della caduta in mare.

Gli altri membri dell’equipaggio sono sani e salvi. L’incidente è avvenuto a circa 1.400 a ovest di Capo Horn.

Il vento nella zona è di circa 35 nodi di intensità, con mare molto formato. La temperatura dell’acqua è di 9 gradi centigradi. C’è luce naturale ma le condizioni meteo vengono segnalate in peggioramento.

La posizione (barca in grigio) di Scallywag alle 19 UTC di lunedì, a 1400 miglia da Capo Horn. La velocità al momento del MOB era sui 18/20 nodi

A causa delle condizioni di tempesta non si ritiene opportuno inviare nella zona nessuno degli altri sei partecipanti alla Volvo Ocean Race, che si trovano ad almeno 200 miglia più a est e sottovento a Sun Hung Kai/Scallywag per collaborare alle operazioni di ricerca.

Il MRCC ha identificato una nave che si trova a circa 400 miglia di distanza che è stata dirottata sul posto.

La situazione è grave, visto che il tempo di sopravvivenza in quelle condizioni sono limitate. Scallywag si trova ai 52° 45′ Sud e sta proseguendo nella ricerca di Fisher.

Fisher, 47 anni, è originario di Southampton e vive ad Adelaide, in Australia. Veterano di molte regate a bordo di Ragamuffin, ha partecipato a molte Rolex Sydney-Hobart.

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