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Leg 6 to Auckland, day 16 on board Sun hung Kai/Scallywag. John Fisher at sunset. 23 February, 2018.

Capo Horn- Arrivano le prime parole ufficiali dal team SHK/Scallywag dopo la tragedia che ha visto la scomparsa in mare di John Fisher.  Il Team Manager Tim Newton, lo skipper David Witt e il navigatore Libby Greenhalgh hanno inviato una ricostruzione dei fatti accertati.

Leg 6 to Auckland, day 16 on board Sun hung Kai/Scallywag. John Fisher at sunset. 23 February, 2018.
  • Lunedì 26 marzo Scallywag stava regatando nella Leg 7 della VOR approsimatamente a 1.400 miglia da Capo Horn (a 52° 45′ S, Ndr)
  • Le condimeteo erano di 35-.45 nodi, con onda di 4-5 metri con piovaschi che riducevano la visibilità. Mancavano 15 minuti all’alba
  • Il team stava navigando con una mano di terzaroli alla randa e il fiocco J2. Il Code 0 frazionato (FR0) era issato ma avvolto.
  • Intorno alle 13UTC Scallywag ha planato da un’onda molto lunga finendo in una strapuggiata (strambata involontaria, Ndr).
  • John Fisher era in coperta, nel pozzetto. In quel momento, si stava spostando in avanti per fissare la scotta del FR0 e quindi aveva momentaneamente staccato la sua cintura di sicurezza.
  • Nerl momento in cui la randa ha spazzato la coperta nella strambata, la scotta randa ha investito John scaraventandolo fuori dalla barca. L’equipaggio crede che John sia stato privo di sensi a causa del colpo nel momento in cui ha toccato l’acqua.
  • John stava indossando una tuta di sopravvivenza con cappuccio, guanti e giubbetto di salvataggio.
  • La boa d’emergenza per il Man over board e quella a ferro di cavallo sono state lanciate immediatamente a poppavia per fissare la posizione.
  • C’è voluto un po’ di tempo per riavere la barca in controllo e tornare a motore verso la posizione in cui il MOB era occorso.
  • Alle 13:42 UTC il Team ha informato il Race Control, via email, che c’era un MOB e che la barca stava ritornando verso la posizione fissata per iniziare un’operazione di ricerca.
  • Su input del Maritime Rescue Coordination Centre e del Race Control in Alicante, un’operazione di ricerca e salvataggio è stata portata avanti per diverse ore ma non c’è stata tracciua di John, della boa a ferro di cavallo o della boa JON.
  • Dopo che le condizioni di mare e vento si stavano deteriorando, è stata presa la difficile decisione di abbandonare le ricerche e preservare la sicurezza del resto dell’equipaggio.

Newton a aggiunto che la sola priorità del team è di riportare adesso l’equipaggio in salvo in un un porto. Una volta che avremo fatto ciò, avremo il tempo di fare un de-brief più approfondito per assiciurare che qualsiasi lezione possa essere appresa da ciò che è successo a John sia d’aiuto al resto della flotta”.

Scallywag sta navigando verso la costa cilena a una latitudine sui 50° Sud e dovrebbe raggiungere un porto sicuro tra due giorni.

In testa alla flotta Brunel ha aumentato il suo vantaggio a 65 miglia su Vestas e dovrebbe doppiare Capo Hon, distante ancora 430 miglia alle 13 UTC, nella tarda mattinata di domani, dopo aver scelto un approccio molto settentrionale al più temuto dei Capi.

Le posizioni alle 13UTC di oggi

In un blog da Turn the Tide on Plastic la skipper Dee Caffari ha incluso questo toccante omaggio, descrivendo l’atmosfera a bordo: “Ieri è stato un giorno di riflessione e di tristezza su TTOP. Ricevuta la notizia del tragico incidente, è stata condivisa con l’equipaggio. Tutti hanno vissuto un momento di tristezza e abbiamo pianto, in privato o insieme. Fish era un amico, un fan e un supporter del nostro progetto. Era un velista dotato che stava facendo quel che amava, e questo è il solo pensiero che ci può dare una qualche consolazione. Ora guardiamo in cielo e vediamo un altro spirito di un marinaio prendere il volo sotto forma di un Albatro, che ci guarda da lassù.” Una antica tradizione marinaresca, infatti, dice che le anime dei marinai dispersi prendano vita in uno dei tipici uccelli marini dell’emisfero sud.

Il navigatore Simon Fisher da brodo di Vestas 11th Hour Racing ha inviato a terra questo messaggio: “Dopo la devastante notizia di ieri stiamo navigando verso Capo Horn con un peso sul cuore. Anche se dobbiamo restare concentrati, posso parlare a nome di tutti a bordo e dire che oggi i nostri pensieri sono solo per John, la sua famiglia, i suoi amici e compagni. Il Southern Ocean è stato particolarmente duro quest’anno, non ha dato un momento di respiro, né di pausa. E, con la tragedia di ieri, questi ultimi giorni nel Pacifico, saranno ancora più duri.”

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