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Robert Scheidt in Laser. Foto AICL

Torbole– “Quella volta che Robert Scheidt mi disse oh…”. La frase è di Lorenzo, uno dei moltissimi giovani che erano in regata all’Italia Cup Laser di Torbole. A lui è capitato di trovarsi a regatare nel mucchio della flotta Radial che scendeva in poppa, mentre il grande Robert risaliva in bolina ben saldo in testa alla flotta degli Standard. Il caso vuoile che le rotte coincidano e che Scheidt mure a sinistra in bolina debba dar acqua a Lorenzo mure a dritta in poppa. L'”Oooh” che il giovane laserista fiorentino si ricorderà per tutta la vita è quello con cui Scheidt chiede il permesso di proseguire grazie a una piccola orzata di Lorenzo a liberare la rotta per la boa. Fatto e istante scolpito nella memoria.

La leggenda Scheidt in azione a Torbole. Foto Rovati/AICL

Questa caratterista unica della vela, quella di potere trovarsi da neofita sullo stesso campo di regata con chi ha vinto cinque medaglie olimpiche, è uno degli aspetti che hanno sempre reso diversa e affascinante la vela agonistica. La condivisione. Un po’ come se potessimo condividere lo stesso campo da calcio con Cristiano Ronaldo o quello da tennis con Roger Federer. Impensabile. Invece la magia della vela lo rende possibile.

Vedere il 45enne Scheidt cinghiare, partire mure a sinistra, scolpire bordeggi, rilassarsi a terra tra richieste di selfie e semplici mattinate di relax in attesa dell’Ora gardesana con la moglie Gintare (anche lei olimpionica di Laser) e i due bambini, è stato un esempio per le decine di giovani laseristi presenti a Torbole. Tra loro, chissà, ci potrebbe essere lo Scheidt del futuro, sempre che in World Sailing si ricordino e capiscano che la vela è soprattutto uno sport di partecipazione e che il tentativo di trasformarla in uno spettacolo funambolico senza base non ha senso ed è anzi destinato a distruggere un movimento che proprio nell’attività di base, nella vita condivisa dei circoli e nell’emulazione dei campioni ha la sua linfa vitale.

Il caos di queste settimane in World Sailing, con un’ottantina di submission da tutti contro tutti per il Mid Year Meeting sul futuro delle classi olimpiche, con potenti lobby in azione, fa pensare. La (benvenuta) spada di Damocle della causa anti-monopoli che in WS continuano inconsciamente a sottovalutare… La vela, così come la conosciamo, è sospesa alle decisioni di un Board ormai senza vero progetto sportivo che pare pensare a tutto tranne che alla vera popolarità della vela, quella dei praticanti.

Per cui ben vengano i Lorenzo, a cui basta un incrocio con Scheidt per sognare e godere di un Garda al massimo della sua forma, in cui la generosa Ora propone incroci con Moth, Nacra 17, GC32, squadra italiana RS:X in allenamento, monotipi e trecento Laser. Ogni mezzo abbia uno scafo e una vela ha pari dignità, purchè ci sia un velista sopra che si sta divertendo.

Robert Scheidt alla premiazione con uno dei figli. Il campione brasiliano ha vinto due ori, due argenti e un bronzo olimpico, nove moindiali Laser e tre mondiali Star.

Robert Scheidt ha ovviamente vinto negli Standard, mettendo in fila quattro primi e due secondi sulle sei prove disputate, tutte con Ora tra i 12 e i 16 nodi. Due italiani lo hanno battuto, il livornese Davide Domeneghetti e il gardesano Gianmarco Planchesteiner. Complimenti. E anche loro, un giorno, potranno raccontare di quella volta in cui batterono il grande Scheidt.

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