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La posizione del Bright quando è stato attivato l'EPIUERB, 330 miglia a est di Ponta Delgada, Sao Miguel, Azzorre

Aggiornamento– Dopo la fregata Alpino della Marina Militare, che oggi e domani effettuerà ricerche nella zona, anche il Portogallo ha rimesso a disposizione un mezzo per proseguire le ricerche nella zona. A questo punto, viste anche l’area circostritta della possibile deriva dal punto del naufragio (un centinaio di miglia quadrate) e le condimeteo favorevoli nella tratta di mare tra le Azzorre e Gibilterra, se i due dispersi sono riusciti a salire sulla zattera, saranno ritrovati. Le prossime 48 ore saranno decisive.

La fregata Alpino

Ponta Delgada- Si è discusso molto sui social e sui media nazionali della decisione della Guardia Costiera Portoghese di interromperee le ricerche di Aldo Revello e Antonio Voinea, i due velisti disperti in Atlantico tra le Azzorre e Gibilterrra.

La posizione del Bright quando è stato attivato l’EPIRB, 330 miglia a est di Ponta Delgada, Sao Miguel, Azzorre

Va detto che, vista la dinamica e il punto dell’incidente in un tratto di mare assai frequentato da navi, 72 ore di ricerche a tappeto non sono poche. Le autorità portoghesi hanno detto di aver fatto tutto il possibile. Nella ricerca sono state attivate un aereo della FAP, una nave militare e alcuni cargo che incrociavano nella zona. Ovviamente la speranza dei familiari, accorati gli appelli della moglie di Revello, degli amici e di tutto il popolo dei velisti continua e si sta chiedendo con insistenza di riprendere le ricerche tramite la Farnesina.

Lo stesso Andrea Mura ha inviato un’interrogazione parlamentare nella sua nuova veste di Onorevole per far riprendere le ricerche. Ecco il testo di Mura:

“Alla luce dei drammatici occorsi alla imbarcazione a vela “Bright” che navigava in prossimità delle isole Azzorre e dell’assurda sospensione delle ricerche, ho inviato una interrogazione urgente al Ministro Alfano per sapere se erano presenti altre navi al momento dell’allarme, chiedendo al Ministro ogni possibile pressione per far riavviare le ricerche dei dispersi.
Le condizioni meteo, il tipo di imbarcazione e la posizione del Brigth, rendono indispensabile il prosieguo delle ricerche.
Notizie ancora non confermate riferiscono che la nostra Fregata di ultima generazione “Alpino” incrocia in quelle acque destinata ad altro servizio ed in trasferimento verso Funchal. L’alpino, dotata di elicottero a bordo, e’ assolutamente qualificata per il servizio di soccorso e sto preparando una interrogazione anche al ministro della difesa.
Sono vicino ai familiari ed agli amici dei dispersi, resto a completa disposizione per qualunque cosa si possa fare in questo frangente”.
Andrea Mura

La Marina Militare ha confermato nella serata di domenica 6 maggio che Nave Alpino effettuerà ricerche nella zona nei giorni 7 e 8 maggio.

L’Oceanis 473 Bright

I fatti accertati sono che il 2 maggio, alle 13:48 CET, è stato attivato l’EPIRB di bordo.

Le condimeteo in quel tratto di Atlantico (37° 57′ N e 19° 44′ E) erano buone, stando ai report del 1 maggio inviato dallo stesso Revello dal Bright.

L’EPIRB in dotazione al Bright era di tipo manuale, quindi è stato attivato da uno dei due velisti a bordo.

L’EPIRB ha smesso di trasmettere dopo il primo ciclo. Il che farebbe ipotizzare il naufragio del Bright.

Le ipotesi al momento sembrano essere:

Grave avaria all’Oceanis 473, la più probabile è il distacco della chiglia, con conseguente scuffia e via d’acqua.

Urto con un oggetto galleggiante semisommerso, tipo container, che ha provocato una falla e il rapido naufragio del Brigth.

Collisione con una nave, ma l’incidente è avvenuto di giorno e questa ipotesi appare poco probabile.

Collisione con un cetaceo, ma anche questa ipotesi sembra poco probabile.

Per lanciare la zattera, alla quale sono legate le residue speranze di ritrovare i due dispersi, bastano pochi minuti, a patto di poter attivare la procedura in modo agile. Bisogna legare la cimetta a bordo, lanciare l’involucro della zattera in mare, tirare la cimetta per attivare il rigonfiamento automatico della zattera, salire a bordo e tagliare la cimetta.

Dalle foto disponibili del Bright la zattera non era collocata sulla tuga, per cui avrebbe potuto essere in pozzetto o in un gavone. Da un frame di uno dei video del Bright in navigazione ai Caraibi, la zattera appare fissata in verticale sul pulpito al giardinetto di dritta a poppa, in posizione pronta all’uso. Appare rivestita di un telo marrone e legata in più punti, il che avrebbe potuto creare ritardi o difficoltà in caso di repentino rovesciamento della barca.

La zattera del Bight collocata sul pulpito poppiero a dritta, immagine tratta da uno dei video del Bright ai Caraibi

La rapidità della sequenza fa pensare a un naufragio repentino, il che presuppone una notevole via d’acqua nello scafo o all’impossibilità fisica (infortunio legato alla dinamica) dei due velisti di gestire la procedura. Va detto che lo skipper Aldo Revello, che da anni faceva charter con la sua compagnia, era esperto e conosceva certamente le procedure d’emergenza da adottare in casi simili. Così il suo secondo Antonio Voinea.

Ci auguriamo che le autorità portoghesi riprendano le ricerche.

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