SHARE
Il presidente dello YCI Nico Reggio con sullo sfondo l'imponente flotta della Rolex Giraglia

Saint Tropez, Francia- Nico Reggio sorride e ne ha ragione. Dietro di lui le 236 barche che partecipano alla Rolex Giraglia 2018, pronte a uscire per l’ultima giornata di prove costiere prima della partenza prevista domani della lunga, la classicissima Giraglia, con le sue 241 miglia da Saint Tropez a Capo Corso e arrivo finale a Genova.

Il presidente dello YCI Nico Reggio con sullo sfondo l’imponente flotta della Rolex Giraglia

Il presidente dello Yacht Club Italiano impersona il nuvo corso del più antico club velico del Mediterraneo. A poco più di un anno dalla “rivoluzione dei garofani” che portò al nuovo gruppo dirigente dopo la lunga gestione di Carlo Croce, allo Yacht Club si respira entusiasmo. Gli attriti di dodici mesi fa sembrano stemperarsi di fronte ai risultati organizzativi, sportivi e sociali del Club del Porticciolo Duca degli Abruzzi. Il Club appare più aperto, a Genova, ai velisti, ai giovani. Il guidone biancorosso si fa vedere in tutti i campi di regata italiani e internazionali con le squadre agonistiche e qui a Saint Tropez le “YCI Crew”, ovvero le polo bianche dello staff, senza distinzioni di gradi, sono operose in banchina, in mare, con i media e nelle sale organizzative.

Abbiamo approfittato della serata di ieri, trascorsa a bordo del motorboat d’epoca Thelas, splendido gioiello del 1936 che qui a Saint Tropez funge da barca di rappresentanza dello YCI, per parlare con esponenti del direttivo del Club: Nicolò Caffarena, 43 anni, il Segretario Generale, Matteo Berlingieri, 54 anni, il vice presidente, Jean Dufour, 57 anni, l’altro vice presidente. Gli altri membri del direttivo sono il direttore sportivo Riccardo Simoneschi, 58 anni, Marco Andrea Centore, 35 anni, e Luigi Strata, 61 anni, direttore della sede sociale. Un direttivo anagraficamente più giovane dei precedenti, il che comporta creatività e apertura alle novità. La gestione attenta e illuminata delle squadre agonistiche e di quelle giovanili, che Caffarena ci ha illustrato, il piacere di regatare per lo YCI che Reggio ci ha confermato, l’attenzione alla visibilità dello YC all’interno di Genova con l’occasione della prossima World Cup che Berlingieri ci ha spiegato sono passaggi che iniziano a essere notati. “Dopo la fisiologica fase di assestamento dopo avevamo molti occhi puntati, la maggioranza del corpo sociale sta apprezzando le nostre novità, non cerchiamo certo maggioranze bulgare e il confronto di idee è sempre importante”, afferma Reggio.

La prima persona plurale, il “Noi”, viene pronunciata più spesso dell’Io. Una squadra all’opera, o meglio visto che siamo a trattare di cose di mare, un equipaggio che funziona. “Discutiamo, a volte persino ci mandiamo a quel paese, ma sempre per il bene del Club, non facciamo distinzioni ma tutti lavoriamo per la crescita del club e dei giovani che ne fanno parte, con attenzione alle esigenze dei soci armatori o velisti”, sottolinea Caffarena.

In mattinata abbiamo infatti intervistato il presidente Nico Reggio, 63 anni, che ci ha confermato l’impressione che la vela italiana aveva già da qualche mese del suo club più rappresentativo, ovvero che la passione si tocca con mano. Fondato nel 1879 lo Yacht Club Italiano ne ha fatti di bordi, ha superato due Guerre Mondiali, vinto medaglie olimpiche, costruito relazioni ma a volte si era anche chiuso in se stesso. Oggi il vento pare cambiato, una nuova brezza, con il Club che sembra riuscito ad aprirsi maggiormente al mondo, quello genovese e più in generale della vela italiana.

La valida squadra agonistica impegnata nelle classi olimpiche al recente CICO di Genova ha vinto il premio come miglior team di club, con il 470 di Capurro-Puppo, il Radial di Valentina Balbi, la Bianca Caruso da poco a prua di Elena Berta, la Paternoster, Di Salle-Dubbini solo per citarne alcuni.

Il risultato è immediatamente visibile, anche qui a Saint Tropez. “La Rolex Giraglia per lo Yacht Club e per tutti i velisti è una regata da fare, un appuntamento fisso che si ripete ogni anno e che ha un fascino che viene tramandato da equipaggio a equipaggio”, spiega Nico Reggio mentre la lunga fila di barche esce dal Port Vieux provenzale, “Quest’anno abbiamo stretto la collaborazione con l’International Maxi Association e abbiamo molti più maxi yacht, che era una specifica richiesta di Rolex, ma senza perdere l’anima delle barche superiori ai 9,14 metri, misura minima ammessa da Bando di Regata. Il totale per la regata lunga fa 205 yacht. Di queste ben 71 sono italiane. Le altre si suddividono tra ben 24 Bandiere Nazionali, a conferma del carattere cosmopolita della regata.

I maxi in banchina a Saint Tropez

Domani alle 12 la partenza, con la flotta suddivisa in tre gruppi per classi di lunghezza.

Sul prossimo Fare Vela magazine un’ampia intervista al presidente dello YC Italiano Nico Reggio.

 

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here