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Ruggero Tita e Cate Banti

Enoshina, Giappone- Si conclude con tre medaglie per l’Italia la World Cup di Enoshima, campo di regata olimpico per Tokyo 2024. Oltre all’argento per Ruggero Tita e Caterina Banti, che interrompono per una volta la loro interminabile serie di vittorie che durava da oltre un anno, e il bronzo di Vittorio Bissaro e Maelle Frascari nei Nacra 17, si è aggiunto oggi il bronzo nei 470 donne per Benedetta Di Salle e Alessandra Dubbini (Yacht Club Italiano).

Ruggero Tita e Cate Banti

Benedetta Di Salle:
“Siamo molto felici, è la nostra prima medaglia a livello assoluto. Siamo molto soddisfatte per come abbiamo regatato, abbiamo fatto degli ottimi recuperi quando ci siamo trovate in difficoltà, e siamo state molto costanti quando eravamo in buona posizione. Le condizioni che abbiamo incontrato erano molto diverse rispetto all’anno scorso, ma ci siamo trovate a nostro agio, ora lavoreremo per continuare a confermare questo livello”.

Di Salle-Dubbini. Foto Sailing Energy

L’altro equipaggio italiano di 470 femminile, composto da Elena Berta e Bianca Caruso (GS Aeronautica Militare/YC Italiano) aveva già chiuso ieri la trasferta giapponese in 11esima posizione, così come Giacomo Ferrari e Giulio Calabrò (Marina Militare) che hanno terminato 24esimi. Chiusa ieri anche la regata per i laseristi italiani, sia per i ragazzi dello Standard che per le ragazze del Radial: Silvia Zennaro (SV Guardia di Finanza) è 21esima, Francesca Frazza (FV Peschiera del Garda) è 49esima, Giovanni Coccoluto (SV Guardia di Finanza) termina in 22esima posizione e Nicolò Villa (CV Tivano) in 34esima.

Francesco Ettorre, Presidente FIV:
“La spedizione è stata sicuramente positiva e i risultati sono in linea con quelli che abbiamo ottenuto ad Aarhus. Peccato per Mattia Camboni (GS Fiamme Azzurre) nell’RS:X maschile che si sarebbe meritato una medaglia, ma sono esperienze che ci serviranno per il futuro. Il lavoro che stiamo facendo ci indica che la strada è quella giusta. Faccio i miei complimenti a tutto lo staff tecnico, ai gruppi militari e alle società di appartenenza degli atleti per l’ottimo lavoro che stanno svolgendo”.

Michele Marchesini, Direttore Tecnico FIV:
“E’ stata una trasfera impegnativa, nei primi giorni il tifone, poi si sono sommate le scosse di terremoto e la presenza di qualche squalo in mare, oltre al confronto continuo con strutture e organizzazione con un’impostazione precisa e alquanto particolare. E’ stato tutto molto interessante, comunque. Al di là di questo abbiamo acquisito parecchie nuove informazioni su cui lavorare nel prossimo periodo: dal punto di vista tecnico si è verificato quello che ci aspettavamo con condizioni meteo molto all round e come unica costante lo swell (onda lunga) oceanico sempre presente in tutto il range anche con venti leggerissimi. Questo è un punto  su cui porremo molta attenzione nella preparazione dei prossimi anni. Il campo di regata è molto bello quanto impegnativo, la solidità nei fondamentali è assolutamente un imperativo, non ci si possono concedere errori, ogni sbavatura può costare cara. Torniamo a casa soddisfatti e soprattutto siamo in linea con il nostro progetto Tokyo 2020”.

Si archivia dunque il primo evento delle World Cup Series 2019, e con questo si chiudono le principali regate dell’impegnativa stagione 2018 con il Mondiale a classi unificate di Aarhus, prima grande tranche di qualifiche per nazioni alle Olimpiadi 2020, dal quale l’Italia esce con ben sei classi su dieci qualificate (Nacra 17, Laser Radial, 470 ed RS:X sia maschili che femminili).

Il prossimo appuntamento con World Cup Series è previsto dal 27 gennaio al 3 febbraio a Miami, storica tappa di inizio anno.

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