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Il non velista CEO di World Sailing Andy Hunt si trova a dover affrontare l'indagine della Commissione Europea

Sarasota, USA– A forza di sottovalutare il problema anti-trust, World Sailing si ritrova adesso ufficialmente sotto indagine dalla Commissione Europea per comportamenti non conformi alle norme che regolano il libero commercio internazionale. Da ieri 31 ottobre e’ infatti ufficiale quanto Fare Vela aveva anticipato nei giorni scorsi, ovvero che una procedura era stata aperta dall’Anti Trust della CE.

Il presidente di World Sailing Kim Andersen ha infatti informato il Council che World Sailing ha ricevuto il 31 ottobre una lettera dal Direttorato generale della Commissione Europea che, in ottemperanza agli articoli 101 e 109 sulla concorrenza dei Trattati sul funzionamento della Comunita’ Europea (TFEU), ha iniziato un’indagine sulla condotta non-concorrenziale di World Sailing basata sulla sua scelta di classi olimpiche prodotte da un singolko produttore.

Il non velista CEO di World Sailing Andy Hunt si trova a dover affrontare l’indagine della Commissione Europea

Si tratta della logica conseguenza dell’azione legale iniziata da alcuni produttori (tra cui Devoti Sailing e ZM Design Srl) presso la Commissione Antitrust Italiana, che ha poi passato la causa alla competente autorita’ europea visto il generale interesse e il coinvolgimento di molti Paesi.

Il presidente Kim Andersen ha indirizzato un discorso ai rappresentanti del Council che cercava di essere rassicurante, ma che ancora una volta sembra non aver capito la portata del problema, capace, con l’obbligo di ripristino della legalita’, le sanzioni che possono arrivare al dieci per cento del fatturato annuo e con potenziali responsabilita’ personali anche di tipo penale, provocare un terremoto in seno al governo della vela mondiale. Andersen ha riferito di pareri legali rassicuranti, senza pero’ citare da quali studi proverrebbero.

Si noti anche che, una volta arrivata alla CE, l’azione procede in modo autonomo, senza che chi l’ha promossa possa piu’ controllarla, ovvero non e’ piu’ oggetto di trattativa visto che la Commissione ha l’obbligo, una volta iniziata, di procedere con l’indagine.

Dalle carte che Fare Vela ha potuto consultare, invece, basate inzialmente dal parere pro veritate del professor Giacomo Di Federico dell’Universita’ di Bologna, a cui Devoti Sailing aveva sottoposto la questione, il breach delle norme antitrust sarebbe rilevante. L’azione iniziata dalla CE ne sarebbe quindi la logica conseguenza, secondo la parte che ha iniziato il procedimento. E non solo, la submission del board di WS che vorrebbe la “offshore mixed keelboat” andrebbe ancora verso un altro monopolio, e assai costoso, complicando ancor piu’ la situazione in cui si trova WS stessa.

Finn nelle condizioni estreme di Rio 2016 a Copacabana. Foto Deaves

L’azione della CE consiglierebbe prudenza e di lasciare almeno congelate le classi olimpiche gia’ scelte per il 2024, invece la confuzione pare regnare sovrana in Florida. I rumor da Sarasota, dove si sta svolgendo la turbolenta Annual Conference, parlano invece del CEO Andy Hunt e del presidente Andersen che si sarebbero arroccati sulle loro posizioni. Un meeting a porte chiuse del Council e’ stato indetto da Hunt e Andersen e sarebbero volate parole grosse. L’intenzione, neanche troppo nascosta, e’ di far fuori il Finn e il 470, unici due non monopoli, e di continuare a spingere per la barca a chiglia offshore.

Andersen ha anche parlato di monotipi mascherati, asserendo che 22 dei 23 Finn in regata a Rio 2016 erano D-Fantastica. Beh… buttandola sul surreale potrebbe provare a disegnarne e commercializzarne uno anche lui, nessuno glielo impedirebbe. Sarebbe come affermare che se la maggior parte dei consumatori compra un buon prodotto tra tanti allora si tratta di un monopolio e non di un prodotto migliore.

Sull’argomento Tom Ehman di Sailing Illustrated terra’ stasera (20 UTC) uno speciale in streaming:

Si noti che la vicenda e’ iniziata dal 2016, quando i primi pareri che parlavano di monopolio contrario alle normi antitrust sono stati riferiti a World Sailing, che ha preferito sempre rimandare il problema, evidentemente nella convinzione che nessuno avesse la forza e la capacita’ legale per arrivare fino in fondo. Sarebbe stato sufficiente che il mercato fosse stato aperto, ovvero che ai licenziatari dei marchi (Laser Performance, Nacra, 49er e RS:X) fosse richiesto di aprire la produzione anche ad altri cantieri, ricevendo ovviamente le dovute royalty. Cosiì’ non e’ stato e World Sailing si trova adesso ad avere un’indagine della Commissione Europea nel giardino di casa.

Questo il testo sulla questione fatto circolare ieri da World Sailing:

“WS received an email yesterday from the EU Commission requesting further information in response to a complaint it has received. The details of the complaint have not been explained, but World Sailing is compiling the information to provide to the Commission and we are co-operating with its review of the complaint.

Since November 2017, World Sailing has a Council-approved Antitrust Policy and Regulations, prepared in consultation with specialists in sports law and competition law, since November 2017 and this Policy is now being implemented by World Sailing. The 2024 Olympic Classes Contract contains stronger obligations on Olympic manufacturers concerning quality control, warranties, production requirements, and increased monitoring of equipment by World Sailing.

“Due to the nature of these proceedings, no further comment will be made”.

Occorre notare che le policy interne di World Sailing non possono essere comunque in breach delle norme internazionali.

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