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Aggiornamento– Passa con il 79 per cento dei 41 voti disponibili la Mixed Offshore Keelboat e prende il posto del “Mixed double dinghy Event” approvato lo scorso maggio. Al termine di un lungo dibattito a Sarasota, il Council di World Sailing ha prima approvato la possibilita’ di rivotare la submissione poi l’ha approvata.

Il presidente di World Sailing Kim Andersen e il CEO Andy Hunt durante le votazioni

I rappresentanti dei Paesi piu’ piccoli o velisti di lunga tradizione (George Wossala per l’Ungheria, Peter Hall per il Canada, Bulgaria, Argentina) hanno votato contro, il 79 per cento, tra cui il board in massa, hanno votato a favore.

Cio’ significa che, salvo ripensamenti dell’Assemblea Generale in programma domenica, a Marsiglia 2024 ci sara’ l’esordio di una barca che noin esiste, ovvero una barca a chiglia per equipaggio uomo/donna per regata offshore. A lasciarle il posto sarebbe quindi il Finn, buttando in pratica buona parte della storia della vela per un evento che neanche esiste e che deve essere creato dal nulla. Quale barca? Gary Jobson del board ha detto che sarebbe fornita dall’organizzazione. Quali e come le selezioni? E’ stato solo detto che sarebbero su base regionale e poi continentale. Quali i costi? Come garantire la sicurezza e come impedire trucchi e predominio (che appare scontato) dei Paesi piu’ ricchi?

E vi sono gia’ rumor su un accordo tra il CEO Andy Hunt e il cantiere produttore della barca che sarebbe oggetto della manovra, si tratterebbe dell’L30, trenta piedi progettato da Andrej Justin su concept dell’ucraino Rodion Luka. La barca, ovviamente, visto che e’ costruita in Slovenia da un cantiere monoproduttore sarebbe un SMOD – single-manufacturer one design – e quindi in breach delle norme antitrust CE. Non solo, barca dagli evidenti costi elevatissimi, che contraddice in pieno quanto dichiarato durante il Council dai membri del board. Una barca, tra l’altro, totalmente incapace di esprimere il miglior velista offshore, visto che le variabili in una regata singola di 48 ore, compresi i budget per prepararla, sarebbero decisivi a differenza dei meriti tecnici.

Purtroppo occorre notare come la presenza del CEO Andy Hunt, messo in quel posto da Carlo Croce, sia quella di non velista che, consigliato da non velisti (l’esposizione di Parigi 2024 a Sarasota e’ stata affidata a un olimpionico di tennis da tavolo) e da interessi ben precisi, e’ adesso a un passo dall’arrecare un notevole danno alla vela olimpica.

Qui sotto un video dell’L30, che alcuni rumor identificherebbero come la barca candidata al ruolo di Mixed Offshore Keelboat. Evidente come la barca ha costi elevati e sarebbe a sua volta in breach delle norme anti-trust.

La questione dell’Anti-Trust, evidentemente la barca a chiglia sarebbe un altro monopolio anche se fornito dall’organizzazione, e’ stata trattata con l’approvazione di una risoluzione – linea guida che obbliga dal 2020 a mettersi in regola con le norme anti-trust il che significa che si cerchera’ di far aprire la costruzione delle barche monocantiere a tutti. Non e’ ben chiaro come si intenderebbe farlo con l’appena approvata keelboat. Certo e’ che l’inizio ufficiale dell’indagine della Commissione Europea ha fatto ricredere Anderson e Hunt che sin’ora avevano sottovalutato il problema.

Qui il PDF della risoluzione. olympic_equipment_strategy_-_v2

Sarasota, Usa- Segui qui, dalle 14:30 CET di oggi, la prima giornata dei lavori del Council di World Sailing all’Annual General Meeting di Sarasota:

Dopo la bomba dell’aperftura di un’investigazione su World Sailing da parte dell’Anti Trust della Commissione Europea, il presidente Kim Andersen e il CEO Andy Hunt sono chiamati a gestire una crisi e le scelte sulle submission sulle classi olimpiche del 2024, che sembrano andare in senso contrario al buon senso continuando a sostenere una “mixed offshore keelboat” dai costi elevati e dall’imposibile realizzazione pratica.

Invece di inventarsi eventi perche’ non si segue il movimento di base e si portano ai Giochi classi dopo averle testate, come si era sempre fatto? Gli interessi economici in gioco sono elevati…

Dall’ex vicepresidente di World Sailing Ng Ser Miang (Singapore), adesso passato alla vicepresidenza del CIO (Comitato Olimpico Internazionale), arriva questo articolo che pone in dubbio le procedure seguite dal board di World Sailing e la fattibilita’ concreta di un evento offshore:

“During the midyear meeting in May this year, the World Sailing Council received more than 60 submissions on the 2024 Olympic events, 13 of them were debated on and after prolong process and 7 rounds of voting it took a decision. Now, barely 5 months later the World Sailing Board decided that one of the event cannot work and is proposing to change that. What sort of process is this? lack of leadership? cherry picking? commercial interests manipulation?

A mixed two person keelboat offshore event that will go on for 48 hours? a liberal interpretation of Regulation 23? the reasons given in this submission paper are pretty strange.

1) That the mixed one person dinghy event is not workable, then why was it put forward in the midyear meeting and approved after due process?

2) keelboat has a long history in the Olympic programme, but not offshore!!

3) 50% of sailors in the world compete in offshore keelboats ?! fake data?! 49 countries in the world are landlocked, many non landlock countries do not have offshore racing. the huge costs and logistic of offshore racing is not comparable to dinghy racing. the maritime traffic in many parts of the world do not make offshore racing easy.

4) the reasonable costs of supplied equipment is pretty humorous. will the boat manufacturing be prepared to supply free keelboats for participating MNAs to train and qualified their sailors???

5) my understanding from broadcasters is that the event will be complex and expensive to cover. I do not think it is necessary to go into other “reasons” in the paper. In a note dated 15 Oct sent by Andy Hunt, CEO of World Sailing, he warned of expensive litigations should anyone try to change the Nov decision on Olympic equipment. I find this very strange as in the same breath, the Board is trying to change decision of the Council made in May?!

Further, even if the Board will manage to make the Council change its May decision, how will the Council decide on which offshore keelboat at this Annual Meeting? unless someone has already decide which keelboat will be designated? if this is not the case and like all Olympic equipment that has to be well tested and universally accepted then the decision has to be deferred. should the same not apply to all other untested equipment proposed?

The Olympic Games is not a testing ground for new experiment. The complexity of our sport cannot be an excuse for not following principles and protecting the integrity of our sport and most importantly our sailors. In most of the Olympic IFs, the National Federations form the supreme body of their sport. Sailing is no different, classes and equipment manufacturers are important partners, but they are not National Federations. It is time for the MNAs to be involved and to take charge”.

1 COMMENT

  1. che amarezza, sembra di avere a che fare con degli improvvisati, totalmente incompetenti, ma in realtà sono un esempio perfetto di manager rampanti con il profitto (personale) come unico scopo di vita. Se veramente il Finn dovesse cedere il passo a una qualsivoglia barca a bulbo sarebbe una sconfitta per la vela. Il Finn rimane il sogno proibito di tanti velisti, fisicati e non, anche e soprattutto grazie alle bellissime immagini che le Olimpiadi ci hanno regalato.
    A questo punto, come provocazione, proporrei il mitico Meteor , che a costi di gestione non ha eguali ed è sicuramente più diffuso del L30, che personalmente scopro oggi
    Buon vento a tutti i velisti e al diavolo i cattivi commercianti che vogliono farci sparire!!!!

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