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Las Palmas de Gran Canaria- L’ARC raduna ogni anno moltissime storie nei moli del Muelle Deportivo di Las Palmas. Tra queste, nella XXXIII edizione 2018, c’e’ quella dei ragazzi di Atlant1ca, un interessante progetto che si propone di dimostrare come i diabetici, con le dovute attenzioni, possano affrontare una lunga navigazione e una traversata impegnativa come quella dell’Atlantico.

L’equipaggio di Atlant1ca sul Jeanneau 52 Mizar 3 a Las Palmas de Gran Canaria

A parlarcene e’ il dottor Gianfranco Tonolo, ideatore del progetto e Direttore di Diabetologia dell’ASSL di Olbia – Sardegna nord orientale. E da Olbia e dintorni vengono anche i cinque velisti-pazienti diabetici che navigheranno sul Jeanneau 52 Mizar 3 insieme allo stesso Tonolo e allo skipper Francesco “Gnego” Da Rios. Sono Carlo Ligas, Tomaso Albetino, Roberto Ferinaio, Alessandro Marras e Gianfranco Udassi. Professionalmente c’e’ di tutto, si va dall’ingegnere all’impiegato, dal libero professionista al commesso. Tutti, tranne uno, sono alla prima esperienza assoluta di navigazione d’altura. Oltre all’aspetto scientifico, quindi, c’e’ anche molta emozione.

Cosa li aspetta? Come vivono l’attesa di domenica 25 novembre, quando la flotta delle duecento barche dell’Atlantic Rally for Cruisers lascera’ la bella Gran Canaria per far rotta su Saint Lucia? In questa video-intervista collettiva alcune risposte:

Il progetto nasce con un gruppo di lavoro che comprende anche un monitoraggio in tempo reale dell’equipaggio, curato da Olbia dal dirigente medico Alberto Manconi, “che a dir la verita’ un po’ sta rosicando per non essere qui con noi”, dice Tonolo, dalla nutrizionista Sara Cherchi, che ha contribuito a elaborare la dieta e la cambusa, e dalla pscicologa terapeuta Maria Antonietta Taras, che ha preparato mentalmente i velisti alla traversata.

Un gruppo di persone giovane e attivo, con vita da diabetici che va dai 4 ai 30 anni, che non vede l’ora di prendere il mare e di farlo nel modo giusto. “Con questo progetto vogliamo dimostrare come se si sa fare, il diabetico puo’ fare tutto. Non e’ vero che il diabetico non puo’ fare, ma deve saper fare… e non vale solo per la traversata atlantica, perche’ anche per guidare la macchina e’ la stessa identica cosa. Loro hanno un po’ piu’ di regole, ma seguendo tali regole un diabetico puo’ fare tutto e questo e’ il messaggio che vogliamo promuovere con Atlant1ca”, spiega Gianfranco Tonolo.

Il comun denominatore della scelta dell’ARC per la prima traversata si riscontra anche nelle risposte di Tonolo: “Ci sentiamo monitorati e seguiti, e’ il modo migliore per fare la prima traversata oceanica se non si ha molta esperienza specifica. Nel nostro caso lo skipper e’ alla sua dodicesima traversata e ci sta insegnando molto, ma devo dire che in 33 edizioni l’ARC ha maturato un’esperienza che ci fa sentire in un meccanismo che funziona e che rassicura”.

Il sito per seguire il progetto e’ www.atlant1ca.org

La pagina Facebook e’ https://www.facebook.com/atlant1ca

 

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