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Uno dei voting pad usati nella cotestata votazione di Sarasota

Londra– Come da previsioni, il voto forzato richiesto da World Sailing sui verbali del Council ha dato oggi esito favorevole all’approvazione, con 22 voti a favore e 11 contrari e 2 astenuti. Si noti che questa stessa percentuale supera il 50 per cento necessario per l’approvazione dei verbali, ma non avrebbe superato quel 75 per cento necessario per approvare la Submission 037/18 lo scorso 2 novembre. Come si ricordera’ fu quella submission ad aprire la porta all’esclusione del Finn e all’ingresso della Mixed Offshore Keelboat per Parigi 2024.

Uno dei voting pad usati nella cotestata votazione di Sarasota

Secondo quanto riporta il sito Sailing Illustrated, oltre ai quattro consiglieri (HUN, CAN, ISR, Santo Domingo) che hanno dichiarato che il loro voto fu mal computato, hanno votato no ai verbali anche i delegati nordamericani Gary Bodie e Cory Sertl, mentre il membro del Board Gary Jobson ha votato sì. Tra i voti negativi anche quello del consigliere italiano Walter Cavallucci.

Il voto era atteso, ma la faccenda non si chiude qui, visto che la contestazione dell’operato del board diretto dal CEO Andy Hunt e dal presidente Kim Andersen prosegue e potra’ giungere al tribunale arbitrale dello sport oltre a essere rimessa in discussione al prossimo meeting WS della tarda primavera 2019.

In particolare desta sdegno l’azione della federazione francese che non si fa mancare di mettere in rilevanza la sua azione di lobbying e la difesa di una course au large che, sia chiaro, non ha nulla a che vedere con la vela olimpica. Si vende la medaglia offshore come se fosse la Route du Rhum, quando di fatto sara’ una semplice costiera di 400 miglia tra le bonacce dell’agosto mediterraneo, tra una dopzzina di barche costosissime riservate solo ai Paesi piu’ ricchi o a singoli ricchissimi.

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