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Londra, UK- La questione dei monopoli e vela olimpica contrari alle norme CE sul libero mercato continua a essere argomento prioritario sul tavolo di World Sailing e di diversi attori del mercato. Sia tra i promotori della causa presso la EC, il cantiere Devoti Sailing, la Veleria Zaoli e altri, sia tra i cantieri monopolisti (Laser Performance, Nacra Boats, Ovington Boats, Neil Pryde) ci si interroga sul futuro prossimo della vela olimpica. Le implicazioni sono infinite e, a quanto e’ stato reso noto dalla stessa World Sailing, chiunque esca vincitore dai trial (Valencia, 11-14 marzo) per il singolo olimpico 2024 (tra Laser con armo Standard e Radial, D-Zero, Melges 14 e RS Aero) dovra’ comunque garantire un mercato aperto al proprio prodotto.

La questione monopoli e’ all’ordine del giorno di una riunione del Board di World Sailing, convocata a Valencia per il prossimo fine settimana, e all’attenzione degli specialisti di diritto sportivo e norme internazionali anti-trust.

Un’ottima ricostruzione dello stato della vicenda proviene dal sito specializzato in diritto sportivo Lawinsport.com che in un documentato articolo a firma di Alex Haffner e Thomas Edwards, ricostruisce la questione, citando i precedenti in materia e gli scenari possibili.

Come ricorderete, la Commissione Europea ha informato lo scorso novembre, proprio durante l’Annual Conference a Sarasota, il Board di World Sailing che un’inchiesta era stata aperta sul caso monopoli/vela olimpica e che erano attese risposte specifiche sul tema. Cio’ ha radicalmente cambiato l’approccio di World Sailing, i cui CEO Andy Hunt e presidente Kim Andersen avevano sino a quel momento sottovalutato la questione. Da allora World Sailing ha preso sul serio il tema e si e’ orientata sulla fitura apertura del mercato, il che, si noti bene, non significa privilegiare una classe piuttosto che un’altra, ma che la barca selezionata come classe olimpica dovra’ e potra’ essere prodotta da chiunque voglia farlo, con ovvio pagamento delle dovute royalty al cantiere detentore del marchio. Quindi, se il Laser dovesse essere confermato nei trial di marzo, semplicemente la Laser Performnace dovra’ consentire ad altri di produrlo. Per gli utenti finali, quindi, ci sarebbero solo benefici, in termini di qualita’ delle barche e probabilmente anche alla voce costi.

Così anche per D-Zero, RS Aero e Melges 14, che in caso di selezione dovranno aprire la produzione.

La precedente ISAF e l’attuale World Sailing hanno ribaltato, negli ultimi quattro cicli olimpici, una prassi che vedeva barche pluriprodotte su regole di stazza scelte come classi olimpiche dopo una lunga osservazione e trial. Insomma si sceglieva una classe gia’ esistente nel panorama sportivo mondiale e che garantiva, per peso ideale, diffusione, costi, l’aderenza a una disciplina della vela (singolo, doppio, barca a chiglia e così via…). Adesso vi sono classi che neanche esistono, e’ il caso della futura Mixed Offshore Keelboat, che conqusitano lo status olimpico, senza avere alcuna specifica su logistica, costi, diffusione. Ovvio che conquistare tale status faccia gola a molti cantieri e infatti si segnalano interessamenti, oltre agli ovvi Beneteau e Jeanneu, di Nautor’s Swan, Del Pardo e altri che starebbero pensando a monotipi sui 27/30 piedi attinenti all’ipotizzata regata costiera olimpica… Scordiamoci la course au large o la Volvo Ocean Race che sono tutt’altra cosa.

La causa, che si basa su un affidavit Parere Pro Veritate iniziale di un accademico dell’Universita’ di Bologna, dopo un parere favorevole dell’autorita’ antitrust italiana, e’ arrivata alla Commissione Europea, dove si trova alle fase iniziali della procedura d’investigazione. Cio’ comporta un’inchiesta iniziale, con contatti con le parti (cantieri monopolisti, World Sailing, cantieri che si ritengono penalizzati, fornitori), dopo di che la Commissione decidera’ se procedere con un’inchiesta approfondita o archiviare il caso. La procedura dovrebbe comportare 12-18 mesi di tempo, il che ci porterebbe a ridosso con il prossimo quadriennio 2020-2024 che portera’ a Parigi (Marsiglia per la vela).

Finn alla Miami World Cup. La classe Finn continua a combattere nelle sedi opportune per ribaltare la decisione che la vede fuori dalle Olimpiadi dopo Tokyo 2020. Foto Sailing Energy

E tale inchiesta inevitabilmente riguarderebbe anche la scelta del prossimo Offshore Mixed Keelboat, quella del Kiteboard e della tavola a vela, visto che al momento attuale l’unica disciplina multiproduttori per il 2024, se l’uscita del Finn sara’ confermata, sarebbe il 470 misto.

 

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