SHARE

Valencia– I Tp52 sono le piu’ esaltanti macchine professionali da regata oggi in circolazione. Tra i monoscafi non hanno rivali, sia per qualita’ progettuale sia per le prestazioni che equipaggi tutti composti da professionisti possono ottenere. Abbiamo avuto sabato 9 marzo l’opportunita’ di trascorrere un’intera giornata a bordo di Azzurra, il Tp52 dello Yacht Club Costa Smeralda, in allenamento a Valencia con altri sei Tp52 per l’inizio della stagione 2019. Al timone, come sempre, Guillermo Parada.

Azzurra in bolina con 10 nodi di vento. Si nota il ridottimo canale tra fiocco e randa. Foto Tognozzi

E, lo diciamo subito, quelle ore sono state una lezione di vela professionale, di lavoro di team e di cura dei dettagli che forse solo in America’s Cup si riesce a ritrovare. Osservare la calma decisa e sapiente di Santiago Lange, il campione argentino oro olimpico a 53 anni a Rio 2016 nei Nacra 17 e tattico di Azzurra, la competenza di Giovanni Cassinari, taciturno ma eccelso randista e uomo North, la tecnica e la simpatia di Ciccio Celon, tailer di lunghissima esperienza, le chiamate e il flusso di dati continuo del navigatore Bruno Zirilli, e’ stato come ritrovarsi tra le pagine vive di un manuale di vela sportiva in equipaggio.

Il nostro video onboard su Azzurra con anche l’intervista a Santiago Lange:

La giornata inizia al mediodia, mentre lontano risuonano i botti delle Mascleta‘ di una Valencia gia’ allegra per le sue Fallas. L’ex base di Victory Challenge al Port America’s Cup e’ invasa di team professionali. Vi sono ben sette Tp52, ognuno con il suo mega gommone al seguito e uno o piu’ container a terra. Il programma della giornata precede un paio d’ore di line up e speed test per poi, verso le tre del pomeriggio quando entrera’ la robusta termica valenciana, organizzare alcune regate test.

Ci imbarchiamo sul tender, dove Marco Capitani e Guillermo Baquerizas approntano computer, macchine fotografiche e vele da testare. Tutto in ordine e preciso. Notiamo subito che la Charta Smeralda, di cui lo YCCS e’ promotore e Santi Lange testimonial, si applica davvero. Non vi sono plastiche monouso. Tutti hanno la propria borraccia con nome e cognome e anche i panini sono riposti in modo sostenibile.

Usciti dalla Marina Real, la Malvarrosa e’ gia’ invasa da barche di ogni tipo che si godono il sole valenciano a 20 gradi al 9 marzo. Subito su la randa e un fiocco leggero per i primi test. Il compagno di allenamento e’ il turco Provezza, a cui si accoda poi anche Gladiator. I Tp si disperdono a gruppetti. Quantum e Platoon se ne vanno per conto loro. I due sudafricani Phoenix fanno coppia a se’. D’altra parte, non e’ il caso di dare troppe informazioni ai rivali…

Speed test tra Azzurra e Provezza Azzurra e’ un Tp52 del 2018 costruito da King Marine su progetto di Botin Partners e project management di Miguel Costa

Seguiamo per un paio d’ore i test, con il Sail Coach Marco Capitani che interagisce con Santi Lange via Vhf: forme, svergolamenti, profondita’, potenza. L’analisi e’ capillare e certosina. Vanno su diversi fiocchi e un paio di rande North Sails. I dati dei carichi e del log vengono trasmessi in tempo reale, così come sono attive le videocamere e le macchine fotografiche che a bordo riprendono le forme delle vele. Verso le due e mezzo la brezza e’ gia’ sui dieci nodi e arriva finalmente il momento di salire a bordo.

Gli speed test con Provezza continuano mentre il Sud Est aumenta fino a 15/16 nodi con la tipica onda complicata di Valencia. In bolina si viaggia sui 9,2/9,4 nodi. Impressiona la qualita’ dell’equipaggio, dove tutti sanno cosa fare e quando farlo. Le comunicazioni sono essenziali e, come sempre ad alto livello, esclusivamente positive. Solo dati, decisioni e situazione della prestazione relativa al compagno di test e del vento suill’acqua. Il timoniere Parada, concentrato sui filetti, non parla mai. Bruno Zirilli da’ i dati e Santi Lange decide. Il Tp52 si trasforma in un enorme Laser, dove una dozzina di uomini si muovono come una sola persona, in perfetta armonia.

Il randista e uomo North Sails Giovanni Cassinari durante una poppa mure a dritta. Davanti a lui il tailer Claudio Celon. Al grinder Nicola Pilastro

Scendiamo di poppa, con l’A2 a riva. Alla seconda strambata scoppiamo la vela e, in neanche due minuti, un altro A2 arriva a bordo dal tender e sale a riva. Nessuno si scompone. L’emergenza viene affrontata immediatamente e senza ansie.

Provezza ci segue durante la poppa

La partita a scacchi tra la Malvarrosa e il Saler continua e nessuno sembra volersi misurare in regata. Alla fine, pero’, i due Phoenix sistemano una linea di partenza e cinque Tp vi si avvicinano. Il tutto senza concitazione. Tutti ai loro posti, neanche fossimo su un sottomarino d’attacco pronto a lanciare i siluri. Bruno Zirilli mette i punti sul suo software di navigazione e in neanche tre minuti Azzurra e’ gia’ pronta per la partenza. Parada segue le indicazioni di Lange e il Tp italo-argentino scatta benissimo al via, costringendo subito uno dei due Phoenix a virare.

L’intensita’ e’ totale. Al nostro fianco, ultimi a poppa in battagliola, i due grinder Alejandro Colla, olimpico di Finn ad Atene 2004, e Nicola Pilastro, i due piu’ pesanti a bordo per approfittare ovviamente del baglio massimo che nei Tp e’ spostato appunto a poppa. La pulizia totale dei nuovi Tp, con le manovre correnti che scorrono tutte sottocoperta, lascia una sensazione di pulizia estrema. Il timone a barra assai avanzato fa sembrare una piazza d’armi la zona poppiera, dove si trovano i winch delle volanti, la cimetta rossa del vang e quelle azzurre dello staysail o del fiocco murato esterno, quando serve in poppa con vento forte.

Impressionante il ridottisimo canale tra fiocco e randa, per un angolo al vento addirittura sui 37 gradi, mentre con vento leggero avevamo apprezzato dal tender la posizione decisamente sopravvento del boma.

Santi Lange, con il berretto blu, pronto a chiamare una virata nella regata test

Lange chiama una virata che ci porta su mure a sinistra appena in tempo per virare sotto a Gladiator in lay line di destra. Siamo primi in boa e l’issata dell’A2 e’ uno spettacolo di coordinazione ed efficacia. In venti secondi girano tutti e cinque i Tp. I contatti e gli incroci sono ravvicinatissimi. Azzurra scatta subito a 14-15 nodi, con planate a 16. La velocita’ e il Vmg sono l’imperativo categorico. Il binario su cui si muove Parada e’ ridottissimo e l’azione coordinata dell’equipaggio, con anche gli spostamenti collettivi del peso, influisce suila prestazione. Una vera e propria deriva, con accelerazioni repentine e una scia che a poppa scorre felice.

La fase finale della poppa, con il vento ormai a 18 nodi

Un errore o un’indecisione costerebbero la prima posizione, visto che Provezza e’ dietro e non molla un metro. Piu’ bassi e veloci sarebbe l’ideale ma dietro rincorrono bene. L’ultima strambata, chiamata da Zirilli, serve a portarci primi al cancello di poppa, dopo una ventina di minuti in totale apnea… Gladiator cede nel finale e in ammainata porta il suo A2 a “pescare” nelle acque valenciane.

Problemi in ammainata per Gladiator

Prima di rientrare ricompaiono Quantum e Platoon, i due rivali piu’ accreditati per le 52 Super Series, e c’e’ il tempo per uno speed test un po’ guardingo. Gli occhi di Cassinari sono attentissimi, visto che dall’altra parte usano ovviamente le Quantum. Il vento e’ ormai stabile a 18 nodi. Dopo una manciata di minuti i due sottovento staccano la spina e rientrano. Prima di rientrare Lange ordina un allenamento di strambate fino alla Marina Real. La manovra si puliscie man mano che procediamo e quando la barca resta bassa e l’A2 trasmette subito la sua potenza e’ uno spettacolo, con il log che se ne sta fisso sui 16 nodi e il fischio della risonanza delle appendici di Azzurra che ci accompagna fino all’ultima ammainata.

Lo speed test “a distanza” con Quantum e Platoon

Grande vela. Resta da chiedersi che bisogno ci sia di inventarsi strane barche quando vi sono monoscafi come i Tp. Ripensandoci aveva avuto una buona intuizione Alinghi, quando dopo la vittoria del 2007 ipotizzo’ gli AC90, praticamente degli enormi Tp. Poi e’ andata come sappiamo. La Coppa si e’ votata prima ai tribunali e poi al foiling.

Anche un saggio campione come Santiago Lange, alla fine dell’intervista, ci confida che probabilmente qualcosa in World Sailing non sta andando per il verso giusto. “Guai a perdere la base della vela inseguendo solo lo show-business…”, ci dice, e se lo dice lui che qualcosa ne sa forse tocchera’ rifletterci.

Santi Lange al grinder con Facundo Olezza, il talentuoso finnista argentino olimpico a Rio 2016 e gia’ qualificato per Tokyo 2020, venuto a trovare gli amici argentini alla fine dell’allenamento odierno in Finn alla Dinghy Academy di Valencia

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here