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Valencia– Gran finale per gli Olympic Trial di Valencia. Il quarto e ultimo giorno di test in mare ha riservato la tipica brezza de las tres de la tarde valenciana, che ha soffiato fino a 14-16 nodi con onda complicata. Condizioni ideali per testare le tre nuove derive D-Zero, Melges 14 e RS Aero (i Laser sono rimasti a terra). Finalmente World Sailing ha optato per regate tutti contro tutti.

Giornata conclusa al RCN di Valencia. D-Zero, Melges 14 e RS Aero sono alla Base de Regatas dopo un pomeriggio di test. Foto Tognozzi

Evidente come il velista migliore, il campione del mondo Laser in carica Pavlos Kontides, abbia una marcia in piu’, a prescindere dalla barca che stava timonano. Il campione cipriota ha vinto infatti tutte e sei le regate, a prescindere dalla barca che stava timonando. Va detto che il vantaggio maggiore l’ha raggiunto al timone del D-Zero che anche oggi ha confermato, grazie soprattutto alla possibilita’ di regolare il rake dell’albero e di usare il carrello randa, una maggiore versatilita’ media in bolina. Tre regate sono state vinte dai D-Zero, le altre dal RS Aero e Melges 14, sempre con Kontides al timone.

Il giudizio e’ quindi condizionato dalla differenza dei timonieri, con Kontides, l’australiano Ash Brunning e la danese sempre una spanna sopra gli altri e, comunque, Kontides sempre avanti.

Tra i rig ridotti femminili, il D-Zero ha vinto oggi tutte le regate, mostrando una buona adattabilita’ tra rig ridotto regolabile e timoniere sui 65/70 Kg. Da notare come il D-Zero sia stata anche l’unica deriva a non scuffiare mai in tutto il pomeriggio. Il Melges 14 ha destato buone sensazioni in bolina con vento forte e in poppa ha confermato una posizione complicata per il timoniere. L’RS Aero punta tutto sulla semplicita’ di conduzione e universalita’ di materiali, come confermato da un comunicato stampa emesso nel pomeriggio di venerdì.

I rig femminili di D-Zero, Laser Radial, Melges 14 e RS Aero

Al rientro gli esaminatori di World Sailing hanno pesato gli scafi. L’RS Aero dichiara 33 kg per scafo nudo che arrivano a 36 con fitting e cinghie. Il D-Zero pesa (scafo e fitting) 47 kg mentre il Melges 14 va a 54 Kg. Ricordiamo che lo scafo del Laser pesa 58,9 kg. Le lunghezze sono 4,20 m per Laser e D-Zero, 4 m per l’RS Aero e 4,26 per il Melges 14, che e’ anche la deriva piu’ larga con i suoi 158 cm.

QUESTIONE DI FORME

D Zero, 47 Kg, 420 cm, 8,9 mq (7,4 per le donne)
Melges 14, 56 Kg, 426 cm, 9,1 mq (7,4 per le donne)
RS Aero, 36 Kg, 420 cm, 9mq (7 per le donne)
Laser, 420 cm, 58,9 kg, 7,4 mq (5,7 per le donne)

Le relazioni dei valutatori di World Sailing e il feedback dei velisti saranno elaborati nei prossimi giorni e l’Equipment Committee di WS sottoporra’ poi il suo parere al Council di World Sailing a maggio per una decisione che dovra’ essere ratificata dall’Assemblea.

CONSIDERAZIONI FINALI

Da quello che si e’ visto a Valencia, pare che la sopravvivenza olimpica del Laser (che probabilmente avrebbe dovuto presentarsi qui con un rig aggiornato) sia essenzialmente legata alla sua diffusione nel mondo e alle sue qualita’ atletiche di “attrezzo velico”. Come barca, e soprattutto come rig, ha perso il confronto, ma questo lo si supponeva gia’. Resta da dire che la scelta sara’ soprattutto politico-strategica, visto che oltre alla velocita’ vi sono altre variabili decisive come costi, capacita’ di diffusione, versatilita’ e adattabilita’ al massimo livello sportivo, quello olimpico. Per cui potrebbe essere proprio la sua diffusione a salvare lo status olimpico del Laser.

Comparazione tra le linee d’acqua del D-Zero (a spigolo, in primo piano) e del Melges 14 (tondo, sullo sfondo). Timone a baionetta per il D-Zero e basculante per il M14
Le linee d’acqua dell’RS Aero. Timone basculante

Tra le nuove candidate l’RS Aero e’ sembrato quello potenzialmente meno “olimpico”. L’impossibilita’ di regolare il rake dell’albero e la mancanza di un carrello per la scotta randa ne limitano la capacita’ di evoluzione, che i migliori velisti olimpici sempre riescono ad apportare. Il Melges 14 in bolina, grazie alla larghezza maggiore, sembra competitivo ma anche qui la limitata possibilita’ di regolazioni ne fa immaginare un uso meno esasperato. D’altra parte si riconosce lo stile Melges e la mano Reichel/Pugh.

Il D-Zero, come era immaginabile per la Devoti Sailing che deriva dall’esperienza olimpica di Luca Devoti e Roman Teply, nasce invece immaginando un utilizzo anche al massimo livello, grazie al rake regolabile (con zeppe alla mastra, tipo Finn) e al traveller. Le possibilita’ di regolazioni sembrano ipotizzare uno sviluppo agonistico piu’ elevato.

Ovviamente tutte e tre le classi hanno predisposto un piano di tre rig, piccolo, medio e standard, che va dai 5,5 mq ai 9,1 mq (il Laser Standard ne ha 7,4), con alberi in carbonio divisibili e vele hi tech della North Sails, tranne l’Aero che usa il dacron. World Sailing avrebbe chiesto ai produttori una monotipia assoluta anche per le vele.

La posizione alle cinghie varia molto tra le quattro barche, con l’RS Aero che ne propone una piu’ “seduta”, mentre il D-Zero e il Melges 14 sono piu’ simili al Laser. In poppa il Melges 14 non appare comodo, mentre il D-Zero si avvicina piu’ a quella classica da Laser.

Esteticamente, poi, D-Zero e Melges 14 hanno vinto la partita, anche per il rig femminile che appare piu’ equilibrato. A livello di prezzi il D-Zero si e’ attestato intorno al costo di un Laser, sui 6.000 euro piu’ IVA. RS Aero sta completo sui 9.000 euro e il Melges 14 sta nel mezzo.

Nel suo comunicato di venerd’ 15 marzo, linkabile qui sotto.

RS Sailing – Press Release – Evaluation Trials Footnote

RS Sailing insiste molto sul concetto di Universalita’, intesa come infrastruttura gia’ esistente per sviluppare velocemente la classe, Processi di costruzione avanzati e sistemi di controllo qualita’, costi dell’atterzzatura, longevita’ competitiva e bassi costi per uso competitivo. RS Aero, in effetti, sembra aver puntato tutto, da questo si e’ visto a Valencia, sulla semplicita’ di utilizzo.

Pavlos Kontides al lasco sull’RS Aero. Foto RS Sailing

Vedremo le riflessioni di World Sailing e se ci sara’ la volonta’ di fare una scelta che, trattandosi del singolo olimpico, sarebbe destinata a rivoluzionare intere filiere in ogni Paese velico. E tutto andra’ valutato anche in funzione della questione dei monopoli in discussione alla Commissione Europa.

Una scelta non facile e, dalla quale, dipendera’ gran parte del prossimo sviluppo della vela giovanile e agonistica di base.

 

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