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Londra, UK- “Devo esprimere un forte disaccordo e una crescente preoccupazione sul corso che World Sailing sta prendendo nelle relazioni con i suoi membri”… Un inizio caustico, che chiarisce bene l’accoglienza che le ultime politiche di World Sailing stanno avendo presso la comunità velica internazionale. Si tratta dell’incipit della lettera che Josep Pla (Andorra), presidente dell’Eurosaf (la federazione europea della vela), ha inviato al presidente di World Sailing Kim Andersen.

Il tema è la contestatissima decisione del CEO Andy Hunt di chiedere un fee d’ingresso agli uditori del prossimo Mid Year Meeting, prevista a Londra, nel costosissimo quartiere di Chelsea, dal 17 al 19 maggio prossimi. Una decisione che rompeva totalmente con la tradizione delle Assemblee della federazione mondiale della vela (prima IYRU, poi ISAF e adesso World Sailing) in cui la trasparenza e la libera partecipazione era uno dei cardini, pur nella consueta attività di lobbying.

Hunt ha poi trasfomato l’entry fee in una quota obbligatoria per pagare il vitto durante il Meeting, cambiando di fatto nome a una non richiesta tassa di partecipazione.

Al di là del caso è il modo verticistico di prendere le decisione e di imprle alla base di velisti a preoccupare la comunità velica mondiale. Un decisionisimo dall’alto al basso e non la regolamentazione di un mondo che è sempre partito dalla base dei praticanti, dei circoli e delle classi per arrivare al vertice.

La lettera dell’Eurosaf si conclude con una stoccata finale degna del nobel al sarcasmo, con Kim Andersen invitato all’Assemblea di Eurosaf a Istanbul (12-14 aprile) “come nostro ospite”…

La lettera di Josep Pla:

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