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Oristano– La Pasqua 2019 è stata caratterizzata da maltempo, che ha colpito soprattutto la Sardegna. Detto in altra news del velista francese che purtroppo ha perso la vita tentando di entrare a Porto Corallo con mare frangente che sconsigliava tale manovra (e comunque di prendere il mare, visto che le condimeteo erano state ampiamente previste), ci sembra utile riportare questo efficace post pubblicato su Facebook da Paolo Marchesi, membro delle squadre elicotteriste della Polizia di Stato di base nella costa occidentale sarda, che è stato impegnato, insieme ai mezzi della Capitaneria di Porto, in una missione di ricerca di un kitesurfer presunto disperso nell’oristanese.

Il suo post è significativo per comprendere quanto ci sia di complesso dietro a una decisione avventata di chi va per mare. Il tono usato da Marchesi è pacato ma assai istruttivo.

Una fase delle ricerche dall’elicottero di Paolo Marchesi

“Pasqua 2019, ore 17.30 circa, mentre stai cercando di vincere la battaglia con la digestione del pranzo organizzato al reparto con i colleghi dell’ equipaggio che è di allarme dalle 07.00, arriva una chiamata per la ricerca di un kitesurfer disperso fuori is Arutas. Fuori lo Scirocco soffia a più di 30kts facendo fischiare le porte dell’hangar. Bisogna muoversi…con questo vento ed il mare che ci sarà in zona rischia di essere portato sempre più lontano dalla costa.

Decollato e in meno di 15 minuti iniziamo le ricerche. In mare i ragazzi della Capitaneria di Porto di Oristano a combattere le onde oltre al vento. Andiamo avanti per quasi due ore, spingendoci fino più di 10 miglia al largo, con un tuffo al cuore ad ogni bidone, boa, busta avvistata….la preoccupazione sale..se galleggiasse lo avremmo trovato. Arriviamo al limite autonomia e stà arrivando l’elicottero della Capitaneria decollato da Decimomannu a darci il cambio. Si sta facendo buio e stare in mare in queste condizioni è dura, lo abbiamo sperimentato nei corsi di sopravvivenza. Non torni a terra sereno lasciando una ricerca senza esito.

All’atterraggio la novità…..il kitesurfer era tranquillo in campeggio, dove è tornato dopo avere perso probabilmente la vela per l’imprudenza di cercare di uscire in un posto e con condimeteo non idonee.
Pensiamo ai colleghi sulla motovedetta che devono rientrare controvento e con le onde in faccia, a quelli sull’altro elicottero che torna a Decimo, ai colpi che abbiamo preso quando il vento in quota ha superato i 40 kts.

Se andate per mare…ai comandi di una petroliera o con una tavola a vela, le norme si applicano a tutti, ed ogni leggerezza di comportamento porta a spese per lo stato, cioè soldi di tutti noi, e rischi per chi ha scelto di prenderseli in favore del prossimo.

Se andate per mare, fatelo con rispetto…rispetto del mare, delle leggi (da sapere), e degli operatori del soccorso che ci saranno sempre e comunque”.

Sull’esperienza marinaresca approssimativa di alcuni kitesurfer, che vivono il mare più come campo di giochi che come elemento da rispettare, torneremo con un articolo tecnico dettagliato.

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