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Nembro– I foiling arm, ovvero i bracci meccanici per il foil che sono uno dei componeneti fondamentali dei nuoivi AC75, sono pronti per essere inviati ai team. La seconda fase dei test strutturali che si e’ svolta a Persico Marine ha dato infatti luce verde a questo componente one design, ultimo tassello per poter procedere ai vari dei monoscafi foiling con cui si disputeraè la 36th America’s Cup.

Il foil arm e’ stato seguito nella produzione da Luna Rossa Challenge, con Alessandro Franceschetti capo strutturista del team responsabile del progetto, e con Stefano Beltrando di QI Composites incaricato del controllo di qualita’.

Durante i test i bracci sono stati sottoposti a carichi maggiori del doppio rispetto a
quelli che si prevede un AC75 dovrà sopportare durante le regate più estreme.
“I bracci one-design sono una delle componenti strutturali primarie degli AC75. Oggi
abbiamo raggiunto un importante traguardo verso la 36^ America’s Cup. Si tratta di
un prototipo di foil in scala reale (1:1) testato per specifici casi critici di carico al fine
di replicare e analizzare il comportamento strutturale dei bracci in condizioni
estreme – ad esempio elevati carichi asimmetrici o urti di superfici esterne. Per la
prima volta nell’America’s Cup il progetto di una componente primaria è stato
testato alla sua massima capacità di carico fino alla rottura. Oggi abbiamo raggiunto
i nostri target e il nostro obiettivo, è stato un lavoro sinergico fra tutti i team,” ha
spiegato Alessandro Franceschetti.

Rappresentanti dei Challenger e del Defender Emirates Team New Zealand erano
presenti da Persico per questa tappa fondamentale.

Andrew Corkery di Pure Design & Engineering ha preso parte ai test strutturali:
“Sebbene i bracci dei foil siano componenti one-design – quindi uguali per tutti i
team – la sfida nel mantenere un equilibrio tra innovazione e performance,
sicurezza, affidabilità e controllo dei costi è rimasta la stessa. È sempre una sfida enorme riuscire a barrare tutte le caselle, ma visto il successo di questi test non
vediamo l’ora di valutare le performance sull’acqua nel prossimo futuro.”

Guillame Verdier, Architetto Navale di Emirates Team New Zealand ha detto:
“Rompere i foil non è cosa nuova in America’s Cup, succede quando spingi oltre i
limiti. A noi è accaduto nella scorsa campagna a Bermuda. Non c’è mai una
soluzione rapida, ma queste battute d’arresto sono recuperabili come hanno
dimostrato i risultati odierni, e questo è chiave nell’America’s Cup.”

Al momento l’ottavo braccio è in costruzione presso Persico e si stima che il primo
set di bracci dei foil venga spedito ai team nelle prossime settimane.
Marcello Persico, CEO di Persico Marine: “Il progetto dei bracci dei foil per la prossima
America’s Cup è stata un’occasione unica per Persico che nessun’altra azienda del settore
ha potuto avere. La nostra squadra ha lavorato duramente con i team di Coppa America
sullo sviluppo del progetto e dei test per assicurarsi che i bracci one-design fossero
assolutamente identici.
L’FCS (Foil Cant System), ovvero il sistema idraulico ed elettronico di
movimentazione dei foil, altro elemento chiave per permettere agli AC75 di volare è
stato progettato e costruito da Emirates Team New Zealand ed è già stato spedito e
ricevuto dai team.
Appena anche i bracci dei foil saranno ricevuti e installati, la prima versione degli
AC75 avrà tutti gli elementi per andare in acqua. Il conto alla rovescia per vedere
queste barche in navigazione è cominciato.

SVOLGIMENTO DEI TEST
Per svolgere i test sul braccio dei foil, una struttura su misura è stata allestita in
un’area di sicurezza presso Persico Marine. Il set up ha consentito al braccio di
carbonio di 4.5 m di essere bloccato sul punto di accesso del cant, mentre una cima
è stata attaccata a una replica dell’ala del foil. Il carico è stato quindi applicato
tramite una puleggia connessa a un cilindro idraulico.

Otto serie di test sono state svolte per simulare i diversi carichi a cui i bracci saranno
sottoposti quando un AC75 volerà sull’acqua e i pesi sono stati settati in modo che i
bracci fossero due volte più resistenti di quanto dovrebbero essere.
I primi due test sono stati eseguiti applicando un peso asimmetrico sull’ala interna
per replicare cosa accade quando la parte esterna dell’ala esce fuori dall’acqua.

I test numero tre e quattro sono stati eseguiti applicando carichi asimmetrici
all’estremità esterna dell’ala utilizzando gli stessi carichi e cicli (+30) dei test
precedenti.
Il quinto test è stata una prova di carico in caso di poggiata ed è stata compiuta in
modo da creare il massimo momento del cant, il che tipicamente avviene alla boa di
bolina.
Il sesto test ha simulato l’impatto del braccio con una superficie estranea.
Gli ultimi due test (7 & 8) sono stati di nuovo dei test in poggiata ma in questo caso il
peso applicato è stato tale che ci si aspettavano rumori udibili (test 7) e rottura (test
8).
Per monitorare i potenziali danni interni, il braccio è stato coperto con fasci di fibre
ottiche che hanno registrato le emissioni acustiche e le onde di ultrasuoni in ogni
momento. I controlli sono stati effettuati al termine di ogni test.

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