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Genova– La Rolex Giraglia 2019 e’ stata un successo di partecipazione, vento e organizzazione. Le condizioni meteo eccellenti hanno portato a una regata rapida, con record mancato da Rambler 88 solo per la caduda del vento sotto l’arrivo a Monaco dopo un passaggio record dalla Giraglia, e a eccitanti planate un po’ per tutti.

Le 243 barche partite da Saint Tropez, una per ogni miglio di regata visto che la Rolex Giraglia e’ lunga 241 miglia…, si sono divertite e hanno portato quasi tutte la chiglia a Monaco in tempi personali da record. Il prossimo anno si torna al classico arrivo a Genova e proprio lo Yacht Club Italiano e’ il protagonista di questa regata, che continua a essere un must-do-event per ogni velista d’altura. Ne abbiamo parlato con Nicolo’ Caffarena, Segretario generale dello Yacht Club Italiano, approfittando anche per fare un bilancio di questi primi anni di nuova gestione allo YCI preceduto da Nico Reggio.

Nicolo’ Caffarena, segretario generale dello Yacht Club Italiano

“Un’edizione eccezionale”, ci dice Caffarena, “con 243 barche al via della lunga e quasi 270 anche alle costiere e’ stato un successone. Le condimeteo eccellenti della lunga hanno fatto rapidamente perdonare anche il giorno perso nelle costiere a Saint Tropez e qualche incertezza dei Comitati di Regata nella gestione delle Bandiere Nere. Voglio dire subito che in futuro ci stiamo orientando verso Comitati di Regata piu’ professionali e internazionali come meritano le migliaia di velisti che regatano in questo evento. Abbiamo barche sempre piu’ importanti che vengono o tornano a fare la Giraglia, ma anche la grande massa di armatori che vengono per farla bene con barche sui 35-45-55 piedi sempre ben preparate. Vi sono anche grandi armatori che vengono a farla per il puro piacere di regatare qui, come e’ stato il caso di Patrizio Bertelli con il Vanessa o Vincenzo Onorato con lo Swan 38 Mascalzone Latino, peraltro entrambi autori di un’ottima regata premiata da risultati di valore nella overall”.

Per il futuro, ci spiega Caffarema, si andra’ verso un numero chiuso massimo, visto che la logistica di Saint Tropez non consente di superare le 270 barche iscritte. “Abbiamo gia’ coinvolto tutti i Marina del Golfo, da Cogolin a Port Grimaud, ma oltre le 270 barche non si potra’ andare, per garantire a tutti la stessa qualita’ nell’accoglienza. Vogliamo che la Rolex Giraglia sia un’eccellenza del Mediterraneo e lo e’ ogni anno di piu’, con i professionisti top che si uniscono agli amatori che vengono preparati per farla al meglio delle loro possibilita’. Sta aumentando anche la partecipazione internazionale, oltre alle solite e nutrite flotte italiana e francese. Abbiamo barche che vengono anche da molto lontano pur di esserci. Ogni anno cerchiamo di migliorare in qualcosa, nella gestione di due campi di regata, nella crescita in tecnica e qualita’. Vorremmo avere sempre meno barche che fanno le costiere e non la lunga, visto che la vera sfida resta la regata lunga di 241 miglia”.

Un vero brand Giraglia, quindi, legato alla partnership con Rolex. “Il rapporto con Rolex e’ ottimo, così come quello con la SN de Saint Tropez e lo YC de Monaco e la SLAM per la linea d’abbigliamento dedicato. Il calore dell’arrivo allo YCI di Genova, dove qualsiasi barca arrivata viene accolta da centinaia di persone a qualsiasi opra del giorno e della notte… Tutti si sentono a casa e questo e’ quanto vogliamo. Vedere Patrizio Berftelli che viene a farsi personalmente tutta la lunga sullo splendido Vanessa progetato da Carcano, insieme a Torben Grael e Pietrino D’Alì, e che portera’ il nostro guidone al Mondiale 12 Metri di Newport sul Nyala e Kookaburra 3 ci riempie di soddisfazione. Il nostro presidente Nico Reggio non ha potuto essere agli arrivi allo Yacht Club de Monaco per impegni professionali ma e’ stato assiduamente presente in tutte le fasi organizzative insieme a tutto lo staff dell’evento. Alla Rolex Giraglia, insomma, prevale il piacere di esserci”.

Di Salle-Dubbini alla World Cup di Genovaoggi nella Medal Race. Foto Orsini

La nostra conversazione si sposta sullo Yacht Club Italiano, con un bilancio dei primi anni della nuova egstione. “Avevamo due priorita’, riportare la grande vela olimpica a Genova e ci siamo riusciti con la World Cup, e riportare i soci a frequentare il Club in tutte le sue forme. Siamo delle teste giovani che comprendono i bisogni dei soci, degli armatori e dei velisti agonisti, con umilta’ e mettendosi in gioco in prima persona. La percezione che abbiamo dai soci ci sembra positiva e i numeri in frequentazione e partecipazione ci confortano del lavoro svolto. Nell’ultimo bilancio abbiamo investito ben 370.000 euro in strutture e attrezzature. Le due barche d’altura a disposizione dei soci sono state molto usate e ben mantenute. Nell’ultimo anno abbiamo avuto oltre trenta nuovi soci. Per la diffusione della cultura marinaresca abbiamo in fieri un accordo con il Cantiere Baglietto per rendere disponibile il suo ricchissimo archivio del cantiere, un patrimonio della nautica italiana”.

Il presidente dello YC Italiano Nico Reggio all’edizione 2018 della Rolex Giraglia

Per la parte agonistica lo Yacht Club Italiano, affidata al diesse Riccardo Simoneschi, si propone di rafforzare l’impegno nelle classi giovanili e in quelle olimpiche, con l’eccellenza dei 470 impegnati nell’attuale campagna olimpica: “La Benedetta Di Salle sta regatando bene e si sta giocando la selezione, a Matteo Capurro e Matteo Puppo manca ancora qualcosa per essere al livello di Ferrari-Calabro’ ma si stanno impegnando molto. Puntiamo molto sulla nostra squadra Laser Radial e sul futuro con le gemelle Carlotta e Camilla Scodnik che dal 420 passeranno presto all’FX. Nei nostri programmi c’e’ anche quello di proporre una barca d’altura ai ragazzi che scendono dalle derive, per assicurare la loro continuita’ velica”.

A fine anno, conclude Caffarena, si svolgeranno le nuove elezioni allo Yacht Club Italiano, dove l’attuale gruppo dirigente si intende ripresentare per continuare ad assicurare il rinnovamento dello Yacht Club. Vedremo la risposta del corpo sociale, la percezione e’ che al piu’ antico club velico italiano si stia percorrendo la giusta rotta.

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