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Le Marin, Martinica– Sono le 17:31 e 48 secondi italiane quando Ambrogio Beccaria taglia la linea d’arrivo della Mini Transat La Boulangere. In piedi sulla prua del suo Pogo 3 GeoMag, braccia al cielo non appena arriva lo stop ufficiale dell’organizzazione. A 27 anni e’ lui, Bogi per gli amici, “Cammellone” per tutti, l’autore del piu’ importante risultato della vela oceanica italiana in questa mitica transatlantica in solitario. Non solo, per qualita’ della regata, si tratta di una delle migliori imprese di sempre di un italiano in oceano.

Una regata spettacolare. Superba, di quelle che ti fanno finire in fretta gli aggettivi. Vederlo strambare nell’Aliseo su ogni piccolo salto di vento come se fosse ancora sul Laser 4000 della gioventu’, controllare senza ansia le scelte diverse di Felix De Navacelle subito dopo la partenza da Las Palmas. Fidandosi di se stesso e della propria velocita’. Il frutto di una campagna seria, un mix di “lavoro e passione” per usare le sue parole. Bravissimo o, come direbbero i francesi che un po’ hanno rosicato…, chapeau.

Il frame dell’attimo dell’arrivo

Il suo tempo per la seconda tappa (dopo aver gia’ vinto la prima da La Rochelle a Las Palmas de Gran Canaria) e’ di 13 giorni 1 ora 58 minuti e 46 secondi. La sua media sulla rotta ortodromica diretta e’ stata di 8,53 nodi, ma sono ben di piu’ viste le molte strambare per mantenere il miglior Vmg nell’Aliseo. Sono ben 95 le miglia di vantaggio sul secondo, al termine di una frazione pressoche’ perfetta per velocita’ e scelte tattiche. 21 giorni e 21 ore il tempo totale sulla somma delle due tappe. Una consacrazione definitiva per uno dei migliori talenti della vela oceanica italiana.

Le prime parole di Beccaria all’arrivo a Le Marin e il tuffo della vittoria nelle acque della Martinica:

“E’ incredibile, e’ il compimento di un sogno. Sono cinque anni che faccio Mini e ho iniziato con una barca che andava la meta’ di questa ed era praticamente un relitto che usciva da un naufragio e fare tredici giorni con questa a queste velocita’ e’ qualcosa di unico. Vuol dire che il lavoro e la passione messe insieme sono una bomba esplosiva con la quale possiamo fare quello che vogliamo e questa ne e’ un po’ la prova”.

Foto Breschi

“Una regata stupenda! In partenza c’era tantissimo vento ed eravamo tutti molto spaventati e abbiamo tutti fatto qualche cavolata.. io ho strapoggiato e ho rischiato di piegare il bompresso, che per fortuna ha tenuto fino all’arrivo, ma è stata la mia grossa preoccupazione durante questa seconda tappa. Poi ho rischiato di rompere lo spi medio. Dopo di ché sono ripartito a palla e mi sono ricordato di quello che dice il mio coach Tanguy Le Glatin, ovvero che bisogna essere i primi a ridurre le vele quando c’è troppo vento e i primi a re-issare più tela degli altri. A questo punto ho spinto tantissimo con lo spi grande ed è stato lì che sono stato davanti ai proto!”.

La diretta dell’arrivo

Venerdi, 15 novembre 2019, e’ il giorno di Ambrogio. Gia’, perche’ le ultime miglia di Ambrogio Beccaria prima della storica conquista della Mini Transat da parte di un velista italiano sanno tanto di cavalcata trionfale.

Ore 15:30 GeoMag e’ segnalato a 13,8 miglia dall’arrivo. Velocita’ 6,4 nodi, ETA per le 17:30/18 italiane.

Segui qui il live ufficiale:

Ambrogio Beccaria sulla prua di GeoMag alla partenza da Las Palmas. Foto Breschi

L’arrivo a Le Marin del Pogo 3 italiano e’ previsto intorno alle 17/18 di oggi ora CET. Alle 13 GeoMag era a 32 miglia dall’arrivo, filando poco piu’ di sei nodi. Resta ancora un’ultima strambata prima dell’ingresso nella baia di Le Marin, dopo aver doppiato la punta meridionale della bella Martinica. Ancora 5-6 ore, quindi, prima che il navigatore milanese entri nella storia della vela italiana per aver compiuto quella che forse e’, tecnicamente e per il valore della flotta, la piu’ bella regata oceanica di sempre per un velista in solitario italiano. Praticamente perfetta, con GeoMag che ha a lungo insiato il primo posto overall ai piu’ velici Proto con un Pogo 3 di serie.

Significative sono le parole del vincitore tra i Proto, il francese Francois Jambou, arrivato ieri pomeriggio in Martinica. Jambou ha tra l’altro dichiarato: “Se c’è qualcuno che mi ha impressionato in questa regata, quello è Ambrogio. Penso che sia il miglior marinaio che abbia mai visto. E’ impressionante. Correre con una barca di Serie come se fosse il migliore dei Prototipi, è stato il momento magico della gara. Correva forte, era con noi, o avanti a noi! Mi ha completamente allucinato. Ovviamente quando il vento è un po’ calato, con la mia barca più potente e più leggera ho preso le distanze. Credo che Ambrogio abbia consacrato il livello eccezionale che c’è sui Mini e ciò è un bene per la classe, è un bene per lo sport!”

Chi e’ Ambrogio Beccaria

27 anni, milanese, Beccaria ha vinto praticamente tutto in questa stagione Mini 650. Otto vittorie sulle undici regate a cui ha preso parte, tra cui la Les Sables-Azzorre-Les Sables e il Mini Fastnet. Beccaria partita quindi come velista da battere tra i Serie in questa Mini Transat. Ma il modo con cui Beccaria ha regatato, con una conduzione e una gestione tattica superba, che ha destato l’ammirazione e i complimenti dei piu’ tecnici regatanti oceanici italiani, da Vittorio Malingri a Giovanni Soldini, e internazionali, vale piu’ di una vittoria. Ricevere i complimenti dagli stessi francesi, sempre un po’ gelosi delle loro regate oceaniche, vale moltissimo e Beccaria sta dimostrando di meritarsi tanti elogi.

Beccaria nasce velisticamente in Sardegna, al Velamare Club, dove per diverse estati della sua adolescenza frequenta i corsi di vela nei dedali velici dell’Arcipelago della Maddalena. Passato dal Laser 4000, su cui vince un campionato italiano, Ambrogio s’innamora presto del mondo dell’altura, quello delle lunghe in Mediterraneo. Da li’ il passaggio ai Mini 650 e’ breve. Nel 2013, grazie a Stefano Paltrinieri, sale per la prima volta su un Mini. Il crescendo e’ immediato. Tecnicamente Beccaria dimostra subito di saperci fare davvero.

Con il Pogo 2 Alla Grande Ambecco riesce nel 2016 a vincere una tappa della Les Sables-Azzorre-Les Sables, seconda regata per importanza dopo la MiniTransat nel mondo dei 650. Nel 2017 Beccaria prende parte alla sua prima MiniTransat (sesto nella prima tappa e penalizzato da un’avaria nella seconda). Piu’ volte campione italiano della classe, Beccaria sbarca poi in Francia con il nuovo Pogo 3 battezzato GeoMag. Il biennio 2018-19 e’ un crescendo di risultati, il numero uno nel ranking della classe e il titolo di campione della “course au large en solitaire” riconosciuto dai francesi.

Tra tutto questo, Beccaria si laurea anche in ingegneria nautica, con una tesi su un monotipo per rilanciare il Giro d’Italia a Vela. Un talento, un investimento sicuro per uno sponsor (l’attuale e’ GeoMag) e una risorsa che merita la prima pagina anche sui media generalisti. Chapeau Ambrogio.

La barca

Goganga 943 è un Pogo 3, un Mini 6.50 di Serie di ultima generazione. Il progetto, del 2014, è di Guillaume Verdier, il progettista più in voga del momento per barche da regata di ogni dimensione. La barca è stata costruita da Pogo Structures nel febbraio 2018, però aveva già bisogno di tante attenzioni. Infatti, per risparmiare, Ambrogio ha comprato solo il “guscio” dal cantiere, ma poi ha lavorato a lungo per attrezzare la barca.

Grazie alla disponibilità di Giovanni Soldini e di tutto il suo team, 943 è stata allestita tra gli scafi del Multi 70 Maserati a La Trinité-sur-Mer. I preziosi consigli e la pazienza di questi esperti colleghi italiani sono stati la chiave di volta per la riuscita dei lavori.

  •  Nome: Goganga
  • Tipo di imbarcazione: serie
  • Design: Verdier
  • Anno di varo: 2018
  • Lunghezza: 6,50 metri
  • Larghezza: 3,00 metri
  • Pescaggio: 1,60 metri
  •  Dislocamento: 920 kg
  •  Superficie velica:
  • Randa: 23 metri quadri
  • Genoa: 18 metri quadri
  • Spinnaker: 78 metri quadri

 

Gli italiani e la MiniTransat

Avventura di una vita, esordio oceanico, barca d’iniziazione per la course au large, la Minitransat ha sempre esercitato un fascino particolare sui velisti italiani, che l’hanno frequentata in buon numero (la prima edizione nel 1977 fu di matrice inglese, poi l’organizzazione e’ passata ai francesi con diverse gestioni e porti di partenza). Prima del risultato di Beccaria, il miglior piazzamento era stato quello ottenuto da Giancarlo Pedote nel 2013: il velista fiorentino perse la vittoria finale solo per la rottura del bompresso a 300 miglia dall’arrivo in Martinica, conquistando comunque il secondo posto assoluto con Prysmian che migliora il quarto da lui ottenuto nel 2011. Si segnalano poi il quinto posto di Michele Zambelli (secondo nella seconda tappa) nell’edizione 2015. Il quinto posto overall finale (un quarto nella seconda tappa) di Andrea Fornaro nel 2017 sul Proto Sideral. Alberto Bona e’ quinto nel 2013 tra i Serie. Riccardo Apolloni sfiora il podio, spiaggiandosi in Brasile nelle ultime miglia, dell’edizione 2009. Prima ancora si ricorda il decimo posto (quinto nella seconmda tappa) del 1995 raggiunto dal compianto Simone Bianchetti. Andrea Romanelli, poi scomparso in mare, ottene un bellissimo settimo nel 1993. Massimo Giacomozzi fu settimo nel 1997. Da ricordare poi anche l’ottavo posto di Enrico Podesta‘ nel 2003 e le due belle partecipazioni di Andrea Caracci nel 2005 e 2007, cosi’ come le tecniche presenze di Andrea Gancia e Stefano Pelizza a fine Anni Novanta.

Il primo italiano a paretcipare alla Tranbsat fu nel 1981 Antonio Solero, che concluse decimo. La vela italia registra purtroppo anche la scomparsa in mare di Roberto Varinelli durante la MiniTransat del 2001.

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