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Riceviamo da Catty Sark l’ottava puntata del diario di bordo all’ARC:

“02 dicembre 0re 19.39 utc

pos. 21° 11’ N 37° 04’ W

Ancora balene!!! Due ore fa un’altra balena ha soffiato a prua. Stavamo correndo a dieci nodi quando abbiamo visto il dorso del grande cetaceo. Tutti fuori a guardare a bocca aperta ma la magia è stata interrotta dal botto della prima borosa che ha perso il punto di mura all’albero. Si è semplicemente sciolto il nodo che Enrico (il rigger di bordo) aveva fissato in mattinata. In pochi minuti facciamo una mura di fortuna e ripartiamo ma niente più balena.  Questo è il nostro quotidiano fatto di piccole cose, di ricerca della velocità,  libero dai problemi che ritroveremo tutti al nostro rientro.

L’equipaggio di Catty Sark con la bandiera di UNHCR

Non dimentichiamo però che Il grande oceano in cui noi veleggiamo per gioco è stato anche attraversato da milioni di esseri umani  che si spostavano per necessità. Gente che non aveva mai visto il mare, chiusa in stive maleodoranti affrontava l’ignoto per cercare un luogo nel quale vivere una nuova vita. Gente che fuggiva da fame o carestia o popoli fatti schiavi e costretti ad attraversare il grande mare per fare la ricchezza di pochi fortunati del nuovo mondo. Non dimentichiamo che noi oggi siamo i pochi fortunati che possono navigare liberi da una sponda all’altra con solo un passaporto mentre a decine di migliaia di esseri umani, solo perche nati dalla parte “sbagliata” del mondo, viene negato questo diritto.

Non dimentichiamo anche perche nel nostro andare portiamo sulle fiancate il logo del’agenzia UNHCR, un piccolo contributo per ricordare, prima di tutto a noi stessi, che migrare per fame e necessità è un diritto e che non esiste differenza fra chi attraversa il mare per gioco e chi lo fa perché fugge da guerre fame o carestie”.  (Francesco Buonfantino)

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